L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 maggio 2020

La 'ndrangheta continua a comandare dal carcere se poi ci si mettono anche i togati&istituzioni malate a mandarli a casa il cerchio si chiude. Polizia, guardie municipali, carabinieri a controllare le persone e la malavita coccolata e vezzeggiata

Il video che incastra il boss della 'ndrangheta: lo scambio dei pizzini per comandare dal carcere


Il video che incastra il boss della 'ndrangheta: lo scambio dei pizzini per comandare dal carcere

Pizzini passati ai figli durante i colloqui, incontri con altri boss della ’ndrangheta sfruttando le visite dei familiari in carcere, messaggi inviati all’esterno: ecco i video che incastrano Antonio Agresta da Volpiano, boss della ’ndrangheta al Nord e detenuto in regime di «Alta Sicurezza» a Torino.

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10 maggio 2020

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