L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 maggio 2020

Ma è mai possibile che due paesi sovrani non possono commerciare tra loro in quanto gli Stati Uniti non vogliono?

ESTERI
Lunedì, 25 maggio 2020 - 23:26:00
Arrivato in Venezuela il petrolio iraniano, una sfida diretta agli Stati Uniti
A Caracas, la prima di 5 petroliere dall’Iran. US Navy non interviene

di Daniele Rosa


In piena pandemia due Paesi della black list americana, l’Iran e il Venezuela sembrano essere riusciti a combinare un grosso affare sul petrolio. La prima delle 5 petroliere, la Fortune, è arrivata ieri nella costa centrale del Paese alla raffineria di ‘El Palito' scortata da aerei ed elicotteri della Forza Armata Boliviana. E la US Navy non è intervenuta.Le altre 4 sono in arrivo.

Pensare che uno dei Paesi più ricchi al mondo di petrolio debba essere aiutato da un altro Paese per mancanza di combustibile la dice lunga sulla situazione del Venezuela nelle mani del dittatore Nicolas Maduro. 

Iran e Venezuela sfidano gli Stati Uniti

La pandemia ha aggravato la situazione sociale ed economica venezuelana, già drammatica. Inimmaginabile la carenza di generi alimentari e medicine ed ora resa peggiore dalla mancanza pure di combustibile. Milioni di venezuelani sono costretti a convivere con una pandemia economica peggiore dello stesso Coronavirus. 

L'Iran e il Venezuela sono fra i paesi sulla lista nera degli Stati Uniti sottoposti a forti sanzioni economiche americane. L’operazione di aiuti dall’Iran ha fatto innalzare la tensione con gli Stati Uniti. Fonti iraniane parlano di un aiuto solidale all’amico alleato sudamericano mentre l’intellighenzia americana sospetta che Maduro stia pagando con oro il petrolio e soprattutto teme infiltrazioni terroristiche in un’area molto vicini ai confini americani.

L’amicizia tra i due Paesi non è nuova e risale ai tempi del ex presidente Ugo Chavez e l’iraniano Mahmud Ahmadineyad. Un legame così stretto da ‘costringere’ il Venezuela ad un lutto pubblico in occasione dell’assassinio del leader della Guardia Rivoluzionaria Qasem Soleimani.

A lungo l’opposizione venezuelana aveva chiesto agli Stati Uniti di bloccare in mare le 5 petroliere per poter ‘strozzare’ definitivamente il Governo Maduro con tutti i servizi pubblici fermi e il default dell’economia.

‘Qualsiasi atto ostile contro le petroliere avrà conseguenze’ aveva ripetuto il Presidente iraniano Hasan Rohani ma in ogni caso gli Stati Uniti, forse concentrati sulla minaccia da Coronavirus, non sono intervenuti.

L’aiuto dell’Iran non si è limitato solo a dare petrolio ma pure tecnici iraniani arrivati in aereo a Caracas per dirigere le riparazioni delle due più importanti raffinerie del Paese, quella di El Palito e di Cardon. Raffinerie seriamente danneggiate e senza possibilità di ottenere pezzi di riparazione per il blocco americano.

Negli anni di Chavez e Maduro il parco delle raffinerie del petrolio venezuelano era tra i più grandi del mondo e tra i più efficienti.Ora è in grave deterioramento. Molteplici le cause, tra queste corruzione, mancanza di mantenimento e di investimenti.

Il petrolio delle 5 petroliere iraniane servirà soltanto a soddisfare la domanda del traffico venezuelano per non più di un mese. Nel frattempo Maduro spera di riportare in attività il suo parco di raffinerie.

Ma intanto la tensione con gli Stati Uniti, forse distratti dalla pandemia, sale.

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