L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 maggio 2020

Ma sai se fosse un giornale qualsiasi la notizia potrebbe passare ma che il Sole 24ore vuol credere che il Mes per la sanità sia senza CONDIZIONI la dice lunga sullo stato di salute del circo mediatico a cui questo giornale si iscrive in automatico dopo aver propagandato questa fake news. Complottista è chi vuole nascondere la verità per poi dire ci siamo sbagliati quando i buoi già sono usciti dalla stalla

si creano fake news anche credendo alle favole e facendole passare per verità, senza un minimo di spirito critico e inserirle in un contesto in cui i Trattati sono chiari ed espliciti. Non solo le lettere che cambiano questi, ma altri trattati debitamente sottoscritti dai soggetti firmatari precedenti

https://www.lastampa.it/economia/2020/05/07/news/nessun-controllo-supplementare-per-chi-usa-il-mes-l-ue-elimina-il-rischio-commissariamento-per-l-italia-1.38816155

VERSO L’EUROGRUPPO
Mes, la Commissione Ue non porrà condizioni a chi riceve i fondi

I commissari Gentiloni e Dombrovskis chiariscono in un documento che la richiesta dei fondi della nuova linea di credito del Mes non comporterà programmi di aggiustamento dei conti pubblici

7 maggio 2020

(AFPAFP)

La Commissione europea scende in campo nel dibattito, molto acceso in Italia, sulla condizionalità dei prestiti del Mes, il fondo salva-Stati europeo. E afferma che non ci saranno programmi di aggiustamento macroeconomico richiesti agli Stati che usufruiranno dei prestiti del Meccanismo europeo di stabilità.

È quanto indica una serie di documenti che la Commissione europea ha inviato all'Eurogruppo e al Mes in vista della riunione di domani dell'Eurogruppo e in una lettera del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e del responsabile dell'economia Paolo Gentiloni al presidente Eurogruppo Mario Centeno.

Niente troika per controllo spese sanitarie
Il controllo sulle spese sanitarie, precisano i due commissari responsabili dei portafogli economici, avverrà senza coinvolgere organismi con la troika, la triade formata da Commissione, Bce e Fmi che monitora i Paesi che chiedono assistenza finanziaria. La Commissione concentrerà il suo monitoraggio sull'uso dei fondi della nuova linea di credito Mes soltanto sulla sua «unica condizionalità», cioè le spese dirette e indirette legate al virus. «La Commissione ritiene che non ci sia bisogno di reporting aggiuntivo», scrivono i commissari, e che «non condurrà missioni ad hoc in loco, oltre a quelle previste dal Semestre europeo».

L'impatto della pandemia «pone dei rischi per la stabilità finanziaria dell'Eurozona, ma allo stesso tempo la situazione economica è fondamentalmente solida» scrive la Commissione nella valutazione di idoneità al Mes chiamata a fare in vista della nuova linea di credito destinata alla spesa sanitaria. In tutti i 19 Paesi della zona euro «i debiti pubblici sono sostenibili, si manterrà l'accesso ai mercati a condizioni ragionevoli, nessuno è in procedura per debito o deficit e per la Bce non ci sono problemi di solvibilità del settore bancario».

Debito italiano sostenibile
L'analisi della sostenibilità del debito italiano «indica che, malgrado i rischi, il debito resta sostenibile nel medio termine, anche grazie a importanti fattori mitiganti» come il profilo del debito, con scadenze medie a 8 anni che smorzano i rischi dei temporanei aumenti dei tassi. Quindi «anche se il debito si deteriora per la crisi del COVID-19, il rapporto debito/Pil nello scenario di base resta su una traiettoria di discesa nel medio termine».
Il debito italiano aumenterà a quasi 154% del Pil nel 2021, il deficit a 11% del pil quest'anno e & 6,5% l'anno prossimo. Nel tempo il debito dovrebbe scendere progressivamente portandosi al di sopra del 140% nel 2030 “sostenuto da un aggiustamento fiscale graduale e dalla ripresa dell'economia”. Così scrive la Commissione europea nel rapporto preparato per l'Eurogruppo sulla sostenibilità del debito negli Stati. La Commissione nota che “le condizioni del finanziamento sul mercato restano accomodanti, i rendimenti sono bassi e lo spread è rimasto contenuto”. Non solo il Tesoro “ha grandi riserve di liquidità”, ma “il profilo del debito e la posizione esterna mitigano le vulnerabilità derivanti dal debito” elevato. Inoltre, “la valutazione della sostenibilità del debito indica che, nonostante i rischi, la posizione del debito resta sostenibile nel medio termine anche dati importanti fattori di mitigazione. In particolare, anche se la posizione del debito si è deteriorata in conseguenza della crisi covid-19, il tasso debito/pil è atteso restare in un percorso sostenibile declinante nel medio termine”.
Per approfondire

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