L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 maggio 2020

Solo dei servi sciocchi euroimbecilli alla Sassoli, alla Conte, alla Gualtieri pretendono, raccontando fake news, cge il Mes è senza condizioni e che non andremo incontro al muro dove ci sfracelleremo

Dietro il Mes anti Covid-19 c’è la Troika per l’Italia. Parola della Repubblica di Molinari

1 maggio 2020


C’è una “pericolosa sorveglianza rafforzata da parte di Commissione e Bce” in caso di attivazione del Mes da parte dell’Italia per le spese sanitarie. E’ quello che scrive oggi il quotidiano Repubblica. Ecco tutti i dettagli e i commenti di Sapelli e Liturri

Dietro il Mes sanitario anti Covid-19 ci sarà la Troika per l’Italia.

E’ quello che fa capire oggi il quotidiano Repubblica diretto da pochi giorni da Maurizio Molinari, che John Elkann ha voluto alla testa del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari dopo aver silurato Carlo Verdelli.

Ecco che cosa ha scritto di preciso il quotidiano Repubblica:

“Da un lato l’assenza di condizionalità, come chiesto dall’Italia. Dall’altro una pericolosa “sorveglianza rafforzata” da parte di Commissione e Bce. È pronto il contratto standard del Mes sanitario, le regole per l’attivazione del Meccanismo europeo di stabilità contro la crisi pandemica. In totale 240 miliardi accessibili a tutte le capitali della zona euro. Per l’Italia, se il governo deciderà di accedervi, 36 miliardi. Il “Term sheet” preparato dal direttore generale dell’istituzione, il tedesco Klaus Regling, è stato recapitato ieri sera in via riservata alle Cancellerie dell’eurozona. Una cartella e mezzo divisa in tredici paragrafi che sarà negoziata dai governi fino all’8 maggio, giorno nel quale i ministri delle Finanze saranno chiamati al via libera finale”.

Infine così conclude il quotidiano diretto da Molinari: “Fonti del governo italiano parlano di «una buona base di partenza negoziale». C’è però il passaggio finale sul quale si concentreranno le trattative da qui all’8 maggio. La frase è tecnica: «La Commissione europea chiarirà monitoraggio e sorveglianza in accordo con le regole del “Two Pack”». Un passaggio obbligato dal Trattato del Meccanismo europeo che implica una “sorveglianza rafforzata” da parte della stessa Commissione e della Bce. Un richiamo alla vecchia Troika (manca l’Fmi) che in teoria potrebbe portare alla richiesta di un doloroso programma di aggiustamento macroeconomico. Tuttavia nei prossimi giorni la Commissione dovrebbe chiarire l’interpretazione di questo passaggio, neutralizzandolo: se il monitoraggio trimestrale da parte delle istituzioni Ue è inevitabile, si attende la garanzia che non porterà a condizionalità aggiuntive, cambio di scenari e tantomeno a un programma in stile Grecia. In caso contrario, il nuovo Mes nascerebbe pressoché inutile”.

IL TWEET DELL’ANALISTA LITURRI

Vorrei segnalare ad @albertodarge di @repubblica che è leggermente in ritardo e non c’è nulla che “spunta”.
La sorveglianza rafforzata è nel Trattato #Mes, nel reg. 472/2013 e nelle linee guida del Mes.
E qui ne scrivo da settimane.#FakeNews

“Poiché il Trattato continua ad applicarsi, e non è sospeso come pretende di farci credere David Sassoli, il Paese beneficiario, per tutta la durata del prestito è sottoposto ad un intenso scrutinio, cosiddetta “sorveglianza rafforzata”, addirittura con missioni specifiche della Troika, per verificare la solidità delle sue finanze. E qui scatta la trappola. Se “il sistema di allerta” (art. 13 commi 6 e 7) lancia segnali preoccupanti, il Board del MES valuta se mantenere la linea di credito e può addirittura revocarla. A quel punto al Paese sarà richiesta l’adozione di un programma di aggiustamento macroeconomico in piena regola a cui inizialmente non era stato assoggettato. E tale programma può in seguito anche essere ulteriormente modificato a maggioranza qualificata dal Consiglio. È la logica ferrea che seguirebbe qualsiasi creditore”, ha scritto giorni fa l’analista Giuseppe Liturri.

L’ANALISI DELLO STORICO ED ECONOMISTA SAPELLI

Ha detto a Start Magazine ieri Giulio Sapelli, storico ed economista: “Il Mes è un trattato internazionale ed è un ircocervo giuridico, in quanto da un lato è sotto la giurisprudenza del diritto dei trattati politici internazionali mentre dall’altro è regolato dal diritto commerciale, cioè con una governance tipica del diritto privato delle società. Presenta dunque condizioni molto chiare per accedere ai finanziamenti. Pertanto, per accedervi con condizioni differenti, non ci sono tante scappatoie: o si riforma l’intero trattato o se ne scrive uno nuovo (cosa che sarebbe possibile solo grazie ad un accordo tra tutti gli Stati che lo hanno firmato). E’ evidente che non si può accedere al Mes senza essere sottoposti a determinate condizioni”.

Nessun commento:

Posta un commento