L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 maggio 2020

Sui computer personali si tende ad usare Ubuntu/Linux

Windows 10 perde utenti, Ubuntu li moltiplica

La popolare distribuzione Linux registra in aprile sette volte gli utenti che aveva in marzo.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 06-05-2020]


È stato uno strano aprile quello che s'è appena concluso, e non soltanto per via delle restrizioni alla libertà di movimento applicate a causa della pandemia.

NetMarketShare ha infatti registrato un'interessante variazione nelle quote di mercato dei sistemi operativi più adoperati - vale a dire Windows e poi, a distanza, macOS e Linux - che si può tradurre in un improvviso balzo in avanti dei due sistemi minori (minori quanto a numero di utenti, per lo meno).

I dati ci indicano che Windows 10 è passato dal 57,34% degli utenti al 56,08%, mentre macOS (nella sua incarnazione più recente, la 10.15) è cresciuto dal 3,41% al 4,15% e Linux, nel suo complesso è arrivato a conquistare il 2,86% degli utenti, ma è la crescita di Ubuntu all'interno del più vasto panorama Linux a sorprendere.

La quota detenuta dal sistema di Canonical è infatti passata dallo 0,27% di marzo all'1,89% di aprile: poca cosa in termini assoluti, ma in termini relativi è un aumento sorprendente.

È forse iniziata la riscossa di Linux su Windows? In realtà, è bene non farsi prendere da facili entusiasmi: l'impressione è che si tratti di una situazione temporanea.

Come spiegano gli analisti, le misurazioni effettuate da NetMarketShare - che riguardano i Pc attivi in un dato periodo - si riferiscono al periodo in cui più strette sono state le misure contenitive decise per fronteggiare la Covid-19: in altre parole, moltissime persone non sono andate in ufficio e i Pc aziendali sono rimasti spenti.

Evidentemente, d'altra parte, quando si tratta di adoperare i Pc personali piuttosto che quelli forniti dall'ambiente di lavoro gli utenti sono leggermente più propensi ad adoperare i Mac e i Pc con Linux; quando si tratta di lavoro, però, Windows la fa da padrone quasi assoluto, e dunque anche le quote si normalizzeranno non appena la riapertura sarà completa.

In ogni caso, per Microsoft le cose non cambiano poi molto: Windows è e resta il sistema più usato con un margine enorme sulla concorrenza.

Al 56,08% di Windows 10 bisogna infatti aggiungere quel 25,59% di fedelissimi di Windows 7 che ancora non ha abbandonato quell'ormai obsoleta versione, anche se pure tra le file di questi si è registrata in aprile qualche defezione: nel mese di marzo gli utenti di Windows 7 costituivano il 26,23% del totale.


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