L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 11 maggio 2020

Un governo che non riesce a riportare in cella 400 fra boss e gregari delle varie mafie italiane ma riesce a con Silvia Romano

IL RILASCIO DI SILVIA ROMANO: ORA GLI ITALIANI IN GIRO PER IL MONDO SONO DEI BANCOMAT SU DUE GAMBE


(di David Rossi)
09/05/20 

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte è un uomo impegnato: scrive quasi tutte le settimane DPCM che regolano tutta la nostra vita e limitano libertà costituzionalmente garantite, ma non riescono a riportare in cella quasi 400 fra boss e gregari delle varie mafie italiane… semplicemente perché noi cittadini abbiamo “l’avvocato del popolo”, mentre i mafiosi hanno avvocati veri e con le palle.

Il premier è stato tanto impegnato con il COVID-19, ma è la persona a cui è spettata la decisione finale che ha permesso la liberazione della cooperante italiana in Kenya, Silvia Romano. È, infatti, “merito” suo se, come scrive il Corriere della Sera: “è arrivata la prova (dell’esistenza) in vita e si è trattato il prezzo del rilascio”1.

Chissà se l’uomo che siede sulla poltrona di De Gasperi, Fanfani e Andreotti sarà dell’umore giusto per comunicare al Paese l’importo pagato ai sequestratori, ai mediatori, alle autorità kenyote per chiudere un occhio e a chissà quanti altri? Dovrebbe farlo perché sono soldi dei cittadini che sono stati distribuiti a pioggia, senza i ritardi dell’INPS e le lungaggini delle Regioni, per finanziare le operazioni di organizzazioni terroristiche o, nella migliore delle ipotesi, lo stile di vita lussuoso di signori della guerra, politici corrotti e funzionari in vendita. Sono soldi che potranno anche essere reinvestiti per rapire altri italiani in Kenya.

Cari connazionali, ricordatevelo: quando sbarcherete per fare le vacanze, la prossima volta, sarete come dei bancomat su due gambe e questo lo vuole chi detiene il potere in Italia. E non da oggi, purtroppo. Solo il premier di turno sa quanto valete o, almeno, lo può calcolare con una bella trattativa commerciale mentre voi o i vostri cari languite nel fango.

Intendiamoci, siamo felici per la famiglia di Silvia e per i suoi amici, ma ci doliamo per tutti gli altri nostri connazionali, che la prossima volta saranno presi, sballottati nella giungla e torturati finché Conte o il suo sostituto avranno la bontà di pagare. Tanto, siamo sempre i soliti italiani.

Mi piacerebbe, una volta, sentir dire: “no, non ci siamo piegati” oppure “abbiamo trattato solo per costruire un ospedale o un acquedotto in cambio della vita della persona”. Invece, a forza di piegarci siamo arrivati fino a terra.

E pensare che la piaga orrenda dei sequestri di persona da noi è stata debellata con la legge numero 82 del 1991 la quale stabilì l'obbligo del “sequestro del beni appartenenti alla persona sequestrata, al coniuge, e ai parenti e affini conviventi”. All’epoca governavano Andreotti, Craxi e Forlani: loro misero al 41bis quei mafiosi che oggi se la spassano a casa.

Presidente, perché non debelliamo il crimine orrendo dei sequestri di persona a danno dei nostri connazionali impedendo a questo e ai futuri governi, per legge, di trattare per soldi (ma anche diamanti, oro ecc.) con gruppi terroristi o criminali?


Foto: presidenza del consiglio dei ministri

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