L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 maggio 2020

Un governo servo va verso il Mes, un'ulteriore accelerata verso l'accaparramento dei risparmi italiani

06/05/2020 19:54 CEST

Verso l'intesa sul Mes: sorveglianza light ma la Commissione potrà chiedere di più

Accordo vicino per l'Eurogruppo venerdì: chi chiede il prestito firmerà un Memorandum 'light' in cui indicare le spese sanitarie che verranno finanziate


THIERRY MONASSE VIA GETTY IMAGESBRUSSELS, BELGIUM - MARCH 2, 2020: President of the European Commission Ursula von der Leyen (L), EU Commissioner for Crisis Management Janez Lenarcic (C) and the EU Commissioner for Economy Paolo Gentiloni (R) are talking in the EU Emergency Response Coordination Centre in regard of the coronavirus crisis on March 2, 2020, in Brussels, Belgium. A coronavirus is one of a number of viruses that cause diseases in mammals and birds. In humans, the viruses cause respiratory infections, including the common cold, which are typically mild, though rarer forms such as SARS, MERS and 2019-nCoV (the cause of the 201920 Wuhan coronavirus outbreak) can be lethal. (Photo by Thierry Monasse/Getty Images)

L’Eurogruppo di dopodomani dovrebbe raggiungere un accordo sulle linee guida che caratterizzeranno la nuova linea di credito del Meccanismo Europeo di Stabilità, creata per far fronte alle spese sanitarie degli Stati membri dell’Ue nella pandemia. Lo si apprende da fonti europee. Senza condizionalità, la sorveglianza sarà “light”, ma in futuro la Commissione europea potrà usare la sua autorità per chiedere ad un paese di rientrare nei ranghi, nelle regole del Patto di stabilità e crescita. Quest’ultima non è una novità del ‘nuovo’ Mes ma disposizione prevista dai Trattati (Six and two pact) che ora però, in piena emergenza, non viene considerata realistica a Bruxelles. Sulla carta però è possibile.

Non viene considerata realistica perché il Memorandum che i paesi che vogliono il prestito dovranno firmare sarà – anche questo - “light”, solo un controllo sulla destinazione delle spese. E dunque, specificano le fonti europee, sulla base di un Memorandum siffatto sarebbe impossibile chiedere un programma di aggiustamento macroeconomico.

A Bruxelles dunque escludono una ‘troika’ ex-post. Ma, per precauzione, i funzionari europei hanno cambiato il nome del Memorandum in “Template response plan”, in modo che non ricordi i tempi bui dello scontro tra Atene e Bruxelles per la crisi del debito greca. Si tratta di un modello di piano di risposta che indicherà le spese eleggibili al finanziamento. Gli Stati che chiedono il prestito dovranno indicare su questo modello la struttura delle loro spese.

I prestiti del Mes, pari al 2 per cento del pil per ogni paese, potrebbero essere disponibili a partire dal primo giugno, insieme al piano di intervento della Bei ma non insieme al piano della Commissione europea ‘Sure’ di sostegno alla disoccupazione. Per questo ci vorrà più tempo, gli Stati devono metterci la garanzia di 25 miliardi e i Parlamenti nazionali devono ratificare.

Ma il Mes dovrebbe essere pronto per giugno. Sulla durata dei prestiti, c’è ancora discussione tra nord e sud Europa. Il nord spinge per una durata più breve. Il sud la vuole più lunga. Ma questo potrebbe essere oggetto di trattative dei singoli Stati nel momento in cui vanno a chiedere il prestito. Nel senso che l’Eurogruppo di dopodomani potrebbe lasciare un’ampia forchetta nella quale trattare. Ad ogni modo, riferiscono a Bruxelles, la durata dei prestiti non è questione che possa far saltare il banco.

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