L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 26 maggio 2020

Una narrazione basata su fake news per imprigionarci in casa per imprigionarci nelle nostre menti

L’ultimo uomo

di Mauro Pasquinelli
17 maggio 2020


Genesi e finalità della pandemia

Non e’ scopo di questa riflessione stabilire se la pandemia sia stata artificialmente creata dai nuovi padroni del mondo, o emerga spontaneamente dal caos della devastazione criminale della natura. Sia come sia l’imputato numero uno e’ il capitalismo, vuoi nella forma neo-liberista occidentale, vuoi in quella statalista cinese. Sia come sia la Pandemia e’ la nuova tecnica “miracolosa” per far si che il servo interiorizzi i comandi del Signore.

Se anche fosse, ma nessuno puo’ dirlo con certezza, che il virus sia stato modificato in un settore del laboratorio OMS di stanza a Wuhan, controllato da Inglesi e Americani, resta il fatto che la Cina e’ reticente e quindi complice, correa nel crimine.

La complicità’ tra neoliberisti e statalisti si realizza ugualmente se ipotizziamo, che la pandemia sia una falsa pandemia, utile ad entrambi i capitalismi per perfezionare e collaudare nuovi dispositivi di disciplinamento sociale. Ma lo e’ anche se ipotizziamo, al contrario, che il virus sia realmente presente, devastante ed espressione, come affermano i piu’ attenti ecologisti, del Global Warming, della deforestazione che restringe gli spazi di molti animali portatori del virus, e che annulla il naturale distanziamento tra loro e l’uomo.

In ogni caso e detto in termini marxiani, la pandemia pone sul banco degli imputati tout court il modo di produzione capitalistico, cioe’ un modello economico e sociale predatorio ed invasivo, nemico della salute pubblica, giunto per auto-combustione alla sua fase terminale e suicidaria.

Ci sono due laboratori dove si puo’ analizzare la pandemia, quello medico e quello politico sociale. Non essendo virologo posso solo inoltrarmi nel secondo campo.

Recita un vecchio adagio : “la strada verso l’inferno e’ lastricata di buone intenzioni”. Tradotto oggi vuol dire: ci vogliono far credere che stanno pensando alla nostra salute e sicurezza, ma in realta’ stanno solo testando nuovi dispositivi biopolitici di dominio, nuove forme orwelliane di controllo e assoggettamento totale dell’uomo. Un benthamiano Panocticon dei tempi moderni.

Fanno morire di fame sei milioni di bambini l’anno, che potrebbero essere salvati a basso costo con un vaccino che si chiama cibo, solo rinunciando allo 0,00000001 dei loro oceanici introiti truffaldini, e pensate che geni del Business come Bill Gates tutelino la nostra salute? Sarebbe ridicolo solo pensarlo! Purtroppo milioni se non miliardi di umani ci credono, e il loro crederci e’ una forma di collaborazionismo. Non ci potrebbero essere 1000 psicopatici supermiliardari al vertice della governance mondiale, senza miliardi di collaborazionisti, piu’ o meno consapevoli, piu’ o meno volontari, piu’ o meno passivi.

Viviamo dentro il romanzo piu’ distopico mai scritto. Le elite dominanti, i nuovi padroni universali sanno bene che il loro sistema e’ al collasso economico, politico, finanziario, ecologico, etico e culturale. Sanno bene che esso non e’ piu promessa di un futuro migliore per miliardi di uomini, e si e’ convertito in una minaccia per le stesse basi ecologiche dell’esistenza umana. Cosi si affrettano a compiere esperimenti socio-orwelliani per ridurre le popolazioni, saccheggiare diritti, prevenire rivoluzioni, distanziare i corpi, chipparli, controllarli, sottoporli a prove di obbedienza totale , non con dittature militari sconvenienti come nel secolo scorso, ma sotto la sferza di pandemie. La storia ci dira’ se artificialmente create o meno.

L’olio di ricino ha ceduto il passo nel dopoguerra alla societa’ dello spettacolo, di cui Debord ci offri’ un magistrale ritratto. Oggi essa giunge al suo culmine vertiginoso, la pandemia spettacolarizzata. Il piano diabolico sembra funzionare. Il tempo ci dira’ fino a che punto. Ma intanto non puo’ sfuggire, anche al piu’ disattento osservatore, un fatto di inquietante portata storica: milioni di persone che alla fine del 2019, in Cile, Ecuador, Francia, Colombia etc insorgevano contro il neo-liberismo ed occupavano le piazze delle loro capitali, sono rifluiti nelle proprie case, senza colpo ferire. Hanno temuto piu’ il virus che la repressione, il carcere e la tortura.

Abbiamo assistito ad eventi ben programmati che neanche la fantasia dei piu’ celebri autori di romanzi distopici poteva immaginare: Tg trasformati in bollettini di guerra, panico alimentato e diffuso a reti unificate, numeri dei morti gonfiati ad arte, file di bare esibite a monito, quarantene, distanziamento dei corpi, mascherine, psicopolizia, microchip, delazioni, vigili urbani trasformati in SS, funerali proibiti, cadaveri bruciati senza permesso dei famigliari. Se quattro mesi fa qualcuno avesse predetto tali eventi, sarebbe stato preso per pazzo. Ma cio’ che e’ follia tra gli umani puo’ diventare normalita’. A tutto si abitua, questo strano bipede che e’ l’homo sapiens.

Una cosa e’ certa. Le misure prese dai governi per contrastare il contagio ci danno la dimensione perfetta, sul piano simbolico, del posto riservato all’ ultimo uomo nel capitalismo assoluto: una pura e semplice unita’ statistica, un simulacro biopolitico, un soggetto irrelato, distanziato, de-identificato che ha la sola funzione di assistere passivo allo spettacolo macabro ed avvilente del nuovo leviatano. Uno zomby che si aggira tra lunghe file, paziente, remissivo e muto, per comprare merci e pagare bollette. Un paria che diffida del suo simile. Il capitalismo della Pandemia, si rivela nella sua vera essenza o nuda vita. Appare senza fronzoli e mediazioni come sistema che fa del soggetto una suo surrogato, dell’uomo un passivo e solitario consumatore di immagini e bufale televisive. Siamo giunti all’apoteosi dell’uomo neoliberale, dell’individuo assoluto, solo, in competizione con tutti, diffidente, spaventato, barricato nel suo bozzolo egoico.

Primo atto della tragicommedia: la mascherina

Decriptiamo la quarantena sul piano simbolico. Operiamo una traduzione linguistica della nuova antropologia nera nella quale ci hanno precipitati e alla quale vogliono assuefarci. Partiamo dalla mascherina, vero oggetto di culto del nuovo catechismo spettrale. Serve? Non serve? I pareri scientifici sono discordanti. Ma il popolino non sa nulla di scienza. Ascolta e obbedisce al verbo del sacerdote televisivo. Siamo giunti in pochi giorni di propaganda ossessiva al punto che chi non la indossava veniva osservato dal proprio simile come pazzo, come untore, come reprobo. Indossarla era un obbligo sociale, come il Burqa in Afghanistan. Si vedevano persino coppie mascherate mentre giravano in macchina. Ma cosa simboleggia la mascherina sul versante dei nuovi rapporti sociali? Qual’e’ il suo messaggio subliminale? L’uomo in mascherina e’ l’uomo qualunque, perfettamente de-identificato, l’uomo senza volto, e’ il soggetto indistinto, quindi puro oggetto spettrale, metafora perfetta del bancomat-consumatore, dell’uomo ridotto alla pura dimensione di merce, di valore di scambio. Se il denaro senza volto, perfettamente numerario, e’ il nuovo Dio come volete che il suo discepolo ne abbia uno? Come potete pensare che l’individuo sia soggetto libero, esclusivo e irripetibile nel suo genere, quando adora un Dio indifferenziato? Ma c’e’ un ulteriore risvolto antropologico della mascherina: la difficolta’ a riconoscersi, il guardarsi da lontano cupo e di traverso che io ho notato tra i passanti, o tra le persone in fila al supermercato. Quindi non solo de-identificazione ma anche diffidenza. Non vi sembra questo il binomio perfetto di rapporti sociali in cui la comunita’ e’ dissolta e la competizione e’ celebrata come dogma costituente?

Secondo atto: il distanziamento sociale

Passiamo al secondo atto del tragicomico lockdown, il distanziamento sociale e il suo corollario, il divieto di assembramento. Chiediamoci: se la mascherina e’ sufficiente ad evitare il contagio, perche’ imporre anche il distanziamento? Delle due l’una o la mascherina non serve a niente o il distanziamento e’ un rituale che serve ad altri scopi. Io penso che siano verosimili entrambe le ipotesi. Il distanziamento e’ la vera cifra della quarantena, e’ l’essenza dei nuovi rapporti a cui puntano i padroni universali per consolidare le catene della sussunzione e dell’obbedienza. Corpi distanziati sono corpi che non stabiliscono relazioni, e senza relazioni fisiche tra i sudditi, addio a rivolte, tumulti e rivoluzioni. Il potere canta vittoria, gongola gia’ prima della battaglia evitata. Uomini soli, diffidenti e distanziati (e sempre indebitati) uomini senza qualita’ per dirla con Musil, che si presentano come zomby alle urne ogni cinque anni per stabilire chi li comanda. E’ forse questo l’ultimo miraggio allucinato e distopico delle Elite’?

Terzo atto: la psicopolizia

Qui George Orwell e Aldous Huxley andrebbero a nozze e erigerebbero nuovi monumenti letterari alla distopia. Il nemico invisibile una volta evocato ha scatenato il tutti contro tutti. Il ministero neo-goebbelsiano della propaganda e della verita’, ha avuto autostrade spianate, e poche ore sono state sufficienti, per afferrare tutti nella spirale guerrafondaia dell’amico nemico, anzi del nemico-nemico. E’ bastato il terrore di un virus trasmesso a reti unificate su scala mondiale non solo per creare frontiere tra un pianerottolo e l’altro, per rendere l’uomo straniero dell’altro uomo, ma anche per farlo delatore del vicino, dell’altro da se’. Visi diffidenti, sguardi obliqui, inquilini dello stesso condominio tramutati in delatori e poliziotti, ecco l’osceno ritratto del capitalismo assoluto nella sua fase pandemica terminale. Ecco l’uomo trasformato in psicopatico, in ombra di se stesso, sotto i colpi della propaganda e della paura. Ho visto cose che gli umani non potevano immaginare neanche sotto le peggiori dittature: vigili urbani frugare nelle buste della spesa e multare vecchiette che avevano acquistato cose “non necessarie”. Ho visto forze dell’ordine, spalleggiate da medici compiacenti, e con l’autorizzazione del Sindaco, sedare in mezzo alla strada un uomo che stava esprimendo con il megafono il suo disaccordo contro le chiusure, per quella che considerava una finta Pandemia. Avvalendosi per di piu’ del TSO (trattamento sanitario obbligatorio).

Quarto atto: l'obbedienza assoluta

E’ bastato instillare quote sempre crescenti di panico, gonfiare le cifre dei morti, mostrare camion militari trasportare anonime bare, per abbattere le residue resistenze ed ottenere dall’ultimo uomo l’obbedienza assoluta e volontaria, l’autoreclusione desiderata e richiesta. Persino festeggiata con tanto di balli sui balconi, accendini accesi e striscioni “andra’ tutto bene” orgogliosamente sventolati. Non bastava essere cretini, bisognava anche esibirlo, bisognava anche plaudire con sorrisini di approvazione al carceriere. Non bastavano le catene del pre-pandemia, bisognava chiedere di stringerle piu’ forte. Nessuno si e’ accorto di aver perso lo stato di diritto. Nessuno ha avuto il coraggio di batter ciglio difronte alla costituzione violata e violentata. Il pensiero ritorna ai decenni bui del Novecento quando folle di umani, solo un anno prima pacifiche solidali ed internazionaliste, si tramutarono improvvisamente in orde inferocite, accecate dall’odio verso il nemico di turno. L’analogia corre anche sul lato sinistro della “sinistra”. Se nel 1914 essa voto’ i crediti di guerra seppellendo il sogno dell’internazionale, oggi essa rivendica il prolungamento dello stato di eccezione e del lockdown. Solo quattro mesi fa non era essa l’alfiere dei porti aperti e di un mondo senza frontiere? Ossimori, paradossi ed ironie della imprevedibile storia umana.

Quinto atto: sospensione della ragione

Per ottenere l’obbedienza assoluta il potere deve fare affidamento su una dinamica tipica delle folle nelle fasi emergenziali: la sospensione della ragione, la disattivazione dell’incredulita’, il sonno della consapevolezza. Per sentirsi parte di un branco in pericolo di morte, e parte di una narrazione che lo vuole responsabile e protettivo verso i propri cari, l’homo sapiens attiva questa sospensione che finisce per spingerlo a dar credito anche alle bufale piu’ inverosimili, se propalate dal salvatore di turno. Accade quello che e’ tipico nel bambino quando ascolta una fiaba di vittime e carnefici, di orchi e streghe, o quando si osserva un film dalla trama horror e diabolica. Si finisce per crederci, per sospendere il giudizio critico, per essere parte della narrazione in atto, altrimenti si interromperebbe ogni ascolto e visione.

Sesto atto: il controllo universale

Qui arriviamo alla quadratura del cerchio. Allo scopo ultimo di chi ha messo in moto questa infernale macchina orwelliana della Pandemia, da un punto all’altro del globo, dalla Cina agli Stati Uniti: chippare ogni individuo dalla nascita, come i cani, per controllarne e tracciarne ogni movimento, finanche ogni desiderio, passione e comportamento. Non tutti lo sanno ma il Bangladesh e’ il primo Stato al mondo che si e’ offerto come cavia per sperimentare il chippamento dalla nascita di tutti i suoi abitanti, come prescritto dalla OMS. Il chippamento, preludio al nuovo regno spettrale del transumano, servira’ non solo a tracciare e controllare i sudditi ma anche ad attribuirne un credito sociale, immediatamente scannerizzabile. Vogliono traccare ogni singolo comportamento dandogli un voto, in modo da imporre lo stile di vita voluto dai padroni del mondo. Quanto piu’ sarai conforme alle regole del potere tanto piu’ credito avrai. Quanto piu’ credito avrai tanto piu’ possibilita’ di lavoro e di sopravvivenza ti sara’ concessa. Passi al semaforo con il rosso o non paghi la rata del mutuo? Meno punti. Fai la spia alla polizia e fai arrestare un piccolo criminale: piu’ punti. Nel sistema della mercificazione universale, la merce uomo non sara’ valutata solo per la prestazione della sua forza-lavoro, ma anche per la sua affidabilita’ psicopolitica, immediatamente registrabile….Parafrasando Marx possiamo scrivere: uno spettro si aggira per il mondo: non e’ il comunismo ma il transumano.

Settimo ed ultimo atto: la tecnoscienza come nuova religione

A chi dobbiamo l’obbedienza assoluta? A governi che, nello stato di eccezione diventato status normale e permanente, hanno abdicato le proprie prerogative ad equipe di “scienziati”, sul libro paga dei padroni universali. La medicina e’ la nuova teologia, i virologi sono i suoi sacerdoti, la terapia il nuovo culto sacro. Essi non ci dicono che la malattia va curata con una attenta prevenzione, con uno stile di vita sano ed equilibrato, impossibile in un sistema centrato sul profitto. Sarebbe eretico e dissacrante. Essi, come i preti di un tempo che ci invitavano solo a pregare, si occupano solo di terapie. La terapia e’ il nuovo vangelo. Il virus il nuovo demone da combattere seguendo tutti i precetti del clero scientocratico. Chi diffonde notizie alternative e’ l’eretico da imbavagliare (un tempo si usavano i roghi). Vedremo sempre piu’ filosofi e scienziati non allineati essere silenziati dai religiosi. Vedremo sempre di piu’ super bufalari istituire sante inquisizioni contro le “fake news” di scienziati alternativi. Questo e’ il futuro che ci aspetta!

Conclusioni

La quarantena che ci hanno imposto e’ un assaggio, un antipasto, una prefigurazione dell’uomo del futuro a cui i padroni universali stanno maniacalmente lavorando. Un uomo che possiamo sintetizzare con due parole: codice a barre. Un individuo assoluto, numerario, totalmente irrelato, de-identificato e de-socializzato, la cui unica funzione sta nell’essere rinchiuso in casa a simulare la vita, magari ad organizzare meeting o feste seduto in pantofole, ad affogare la sua frustrazione facendo acquisti compulsivi on-line, a intessere “amicizie” che non vede e non conosce. Un onanista del piacere prestazionale dedito ossessivamente alla tastiera, la cui vita sara’ racchiusa in un telefonino, nel divorare immagini, videogiochi, cinema trash, pornografia. Sta gia’ dilagando in Occidente lo stile di vita acquisito in Giappone che va sotto l’appellativo di Hikikomori: migliaia di giovani che non lasciano la propria stanza da anni e vivono solo attraverso il Web.

La massima aspirazione dell’ultimo uomo ridotto ad una password, sara’ possedere una autovettura, magari senza pilota, da cui potra’ impartire ordini alla cucina, impostare la temperatura del forno, aprire il frigorifero, o attivare la cucina ad induzione. Il reale alienato del capitalismo industriale cede il passo all’osceno surreale del capitalismo assoluto e virtuale.

Umani svegliatevi, uscite dalla caverna, prima che sia troppo tardi. La campana dell’ uomo cyborg, e’ gia’ suonata nel lockdown planetario. Saremo tutti chippati, tracciati, sorvegliati, spiati persino nelle intenzioni e nei desideri. Vivremo tutti nel volgere di venti anni, nella Matrix universale, dove sentirsi umani sara’ solo un vecchio ricordo, affogato nell’incubo dei sopravviventi. Chi fara’ rivolte? Chi fara’ rivoluzioni tra gli umani ridotti a codici a barre? Dove troveremo la spinta alla costruzione di una comunita’ di liberi quando ci troveremo circondati ovunque da transumani, stranieri l’un dell’altro, diffidenti verso se stessi e verso tutti, esseri egoici, con lo sguardo fisso sul proprio cellulare, sulla propria effimera prestazione onanista e virtuale? Quale solidarieta’ potremo intessere tra umanoidi de-socializzati?

Nessun commento:

Posta un commento