L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 maggio 2020

VENERDÌ 22 MAGGIO 2020


“Il bene dell’umanità è sempre l’alibi dei tiranni” 
(Albert Camus)

Inciso incidentale: Riccardo Ricciardi, deputato Cinque Stelle, soggetto-oggetto della gazzarra leghista in parlamento per due ottime ragioni: essersi reso colpevole di un del tutto ingiustificato servo encomio nei confronti del Torquemada d’Italia, Conte Pippo, ed essersi reso meritevole di coraggioso oltraggio all’indirizzo di un ceto politico lombardo, che ha reso i propri cittadini i più inquinati d’Europa, i più elettromagnetizzati dal 5G e, anche per questo, i più colpiti da quello che si vuole sia la pandemia del coronavirus.
Di buono, per Conte a padrini, hanno però di aver fornito l’alibi al trucco della lombardizzazione dell’Italia intera, fin lì dove l’ultimo virus s’era visto all’epoca di Renzo e Lucia.

La Germania com’è e come è vista dal Fatto Quotidiano

”Siamo il popolo, Obbedienza = dittatura, Fermate la pazzia Corona, Proteggete la Costituzione, mai vaccinazioni di massa, Fermate la Merkel”

Titolo di Marco Travaglio

Ieri tedeschi tutti nazisti, oggi tutti nazisti coloro che manifestano per la libertà. Dal confronto, si vede come siamo messi noi e come, per la rabbia di Travaglio, sono messi altri. In ispecie in Germania che, secondo la vulgata post-1945, è tutta una passione per autorità e disciplina. Invece no, è Brecht, Marx, Engels, Hegel, Goethe, Adorno, Mann, Sophie Scholl. Non solo Merkel, Bundesbank, Monsanto-Bayer, ecologisti guerrafondai e Schaeuble. Nel video che qui riproduco ve ne farete un’idea: https://youtu.be/yKIRgZ8uhO4 E solo uno degli episodi che si succedono da settimane.
“Ora basta!” Stoccarda contro il lockdown.

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E’ la stampa al tempo del virus, bellezza


Come un’idea vi potete fare, stomachevole, del quotidiano un tempo visto come tracimante di Catoni impegnati nella fustigazione del malcostume, politico e mediatico e, ora, eccellenza suprema dello stesso malcostume, in versione terrorismo a scopo di annientamento sociale, unito a quotidiano panegirico della cricca di untori cui è stato demandato il nostro destino.

Travaglio, principe della categoria che ogni giorno, da direttore di un giornale davvero “Indipendente”, si inebria delle imprese di un governo che avrebbe scandalizzato Attila e trasuda anatemi contro gli sporchi, brutti e cattivi che non ne invocano la santità subito, si è aggiunta ieri un’eccellenza femminile procuratasi una certa visibilità pop, un po’ con la posta del cuore e un po’ col mestiere ad alto punteggio di giurata negli studi del meglio trash televisivo. Ieri, avvertita dell’ira di Burioni per chi rischia di annichilire il suo vaccino con altra terapia, ha alzato il tasso della sua ingiustificata spocchia, aggredendo il Prof De Donno. De Donno, dell’ospedale Poma di Mantova, è colui a cui dobbiamo, assieme ai colleghi di Pavia, il recupero di una vincente terapia anti-virus da sangue immune e, dunque, la possibilità di scampare al vaccino cum global dictatura di Bill Gates.
Selvaggia Lucarelli e Rocco Siffredi


Di male in peggio, con un trio di VIP che, diversamente da quelli cui alludo nel titolo, sono pulitissimi, bellissimi, e buonissimi.

Gestapizzazione regionale


Penso che sia dalle incursioni di certi signori, puliti, belli e buoni, nei villaggi abissini e libici, o tra le leghe operaie e contadine qualche anno prima, che non si sia più visto un tale cranio e udite tali parole: https://youtu.be/rezRcw3rgIU 
...andiamo a scovarli casa per casa...

Siccome il modello è la Kristallnacht, la Notte dei Cristalli, dal 9 al 10 novembre 1938, un pogrom anti-ebraico in Germania, condotto dalle SA (Sturmabteilung) con la distruzione di oltre mille sinagoghe, c’è solo da augurarsi che ad analoghi esiti non porti il metodo Bonaccini di “andare e prendere casa per casa e rinchiudere” i simil-ebrei emiliani, forse, molto forse, più probabilmente no, affetti da coronavirus. Comunque la sorpresa, qui, è fuoriluogo. Avremmo dovuto capire tutto del personaggio fin da quando imperversava contro l’ambiente e la sanità dell’Emilia-Romagna e, ancora meglio, quando si circondava di sardine andate a male, imperdonabile offesa ai nobili pesci omonimi.

E fuori uno. Anzi, dentro uno, se solo la magistratura italiana, salvo poche eccezioni, non fosse quell’eccellenza di trasparenza e legalità che lo sconfinato giro di clienti di Palamara (compreso il procuratore nazionale Antimafia che aveva segato Di Matteo dal Pool Stragi!) ha rivelato e che l’ordine dall’altissimo al ministro della Giustizia, di soprassedere alla nomina di Nino Di Matteo alla direzione delle carceri (DAP) e, quindi, dei rapporti criminali dentro-criminali fuori, ha confermato.

Rockizzare Bilderberg

Agli ordini!

Dentro un altro (al gabbio, s’intende), sempre che, a comandare in Italia e in almeno metà dell’universo mondo, non ci fossero proprio quei pulitissimi, bellissimi e buonissimi che ogni tanto si riuniscono molto discretamente in alberghj a una dozzina di stelle, spesso svizzeri, e solo tra loro e relativi cortigiane e chierichetti, pifferai e violinisti. Abbiamo assistito con intima soddisfazione al lavaggio più bianco del bianco, da parte di Bonino e Lilli-Bilderberg-Gruber, del filantropo George Soros, insozzato da ogni genere di oltraggio e insolenza da parte, appunto degli sporchi, brutti e cattivi. Abbiamo goduto come scimmie con Formigli, quando Gad Lerner si è arrampicato a forza di encomi e inni sull’altissima statura morale del miliardario che abbatte i cattivi a forza di ONG e di colpi di Stato.

Non ci resta ora, dopo avergli perdonato la leggera sventatezza della devastazione di ambienti marini e montani col suo megaconcerto dello scorso anno, che rendere grazie e incensi al più puro dei giullari musicali alla corte dei puliti, belli e buoni, dell’incontro con la cui eletta cuspide (Bilderberg? Trilateral? Aspen? Davos?) ci narra felice in questo filmato:

(estratto), 
(intero, e vale la pena),

E se a Bonino-Gruber-Lerner-Formigli è bastato il solo George Soros da riporre nel tabernacolo, il canarino nella gabbia dorata dell’élite si è fatto celebrante e agiografo dei meglio paperoni dei cinque continenti, con particolare dedizione a farmaceutici e digitali. Proprio quelli all’opera nella congiuntura fortunata in cui, liberi e felici, noialtri, brutti, sporchi e cattivi asintomatici, verremo prelevati dai nostri covi e finiremo nelle varie Villa Triste, o Via Tasso, dalle parti di Bologna. Hanno dischiuso un mondo affascinante al nostro canarino. Il mondo in cui la politica, rappresentante il popolo e da esso eletta, e destinata agli stessi inceneritori in cui sono finiti alcune migliaia di “morti da coronavirus” Il mondo da cantare e decantare, invece, è quello in cui ogni cosa è diretta dai farmaceutici e digitali. Quelli che decidono vita, morte e connessione.

La sgorbizzazione della satira


Dopo quello del monatto ai tortellini e l’altro del rock per polli nel nome delle volpi, abbiamo un campione della satira invertita, che è oggi quasi tutta: anziché contro i potenti, dalla loro parte: c’est plus facile.
Stefano Di Segni (che si mimetizza da “Disegni”) traccia col cacciavite delle orrende strisce sul giornale di Selvaggia Lucarelli, degne di lei e del suo direttore. Al tempo della guerra Nato alla Serbia, mi chiese di mandare reportage da Belgrado per il giornale satirico “Cuore”. Sia “Cuore” che gli altri farlocchi di “Radio Popolare” di Milano, mi segarono quando si accorsero che contro i serbi e Milosevic non lanciavo le attese contumelie di accompagnamento alle bombe di D’Alema. Ecco l’ultima striscia, di servizio ai suoi riferimenti e correligionari Bill Gates, Soros, Rockefeller, all’OMS, con abusivo reclutamento anche di Gandhi. La satira invertita consiste nella furbata-paradosso di rappresentarli come assurdamente li vedrebbero, diffamandoli, quei cialtroni di complottisti. Ora, nobilitare un bucaniere golpista come Soros è già impresa fumanbolica. Ma riabilitare il tipo che ha sterilizzato migliaia di giovani donne in Africa e India, nel nome della depopolazione, facendone morire un bel po’, va al di là di quanto è successo a Gesù tre giorni dopo Pasqua.

Notizie di reato. Lo diciamo a Palamara?

Pendagli da forca no, siamo contro esiti punitivi di quel tipo, ma pendagli da gogna di sicuro, per l’appassionato impegno al servizio dei nemici della patria e di tutte le patrie. Ma, prima che si faccia davvero la rivoluzione, ormai unica via di scampo, non succederà. Governi infetti di coronavirusite hanno la magistratura corrotta che si meritano. E ministri della Giustizia dimostratosi alla fine in perfetta continuità con predecessori che, in sintonia con scale gerarchiche varie, hanno regolarmente garantito il consociativismo società civile (politica e non) - società criminale. Quel connubio ideologico-operativo che morti defunti e morti in cammino, come Chinnici, Falcone, Borsellino e Di Matteo, hanno svelato. Di conseguenza certuni – politici, “giornalisti”, canarini, imbrattatori di schermi e carta e rispettivi mandanti - meritevoli di anni di galera per averci rovinato la vita e il mondo, imprigionato 60 milioni di innocenti su falsi presupposti, inesistenti minacce e delitti immaginari, i dovuti anni al gabbio non li faranno. Anzi, verranno lasciati e incoraggiati a proseguire nella loro missione di intorcinamento della verità a maggiore gloria, denaro e potere dei burattinai, appesi ai cui fili fanno la loro danza macabra.


Sono provati i reati di circonvenzione di incapace, di favoreggiamento, di apologia di reato, di violazione della Costituzione, di minacce, di procurato allarme e procurata morte, di induzione al suicidio, di provocato disastro ambientale, sanitario, sociale, economico, di in-incitamento all’odio… Ma figurati se uno Stato capace di imprigionare tutti i suoi cittadini per due mesi e più, di inseguirli in tutti i loro comportamenti e in tutti i loro momenti di vita, alla ricerca di colpe da punire, per poi iniettargli qualcosa preparato da chi vuole ridurre la popolazione, si preoccupa di simili colletti dal bianco abbagliante.
Quali reati? Mascherine-bavaglio e ricettacolo di virus e agenti patogeni tuoi e altrui, riduttori di ossigeno nel sangue e perciò di difese immunitarie, oltre a strumento di sociocidio. Guanti che soffocano la pelle, il suo ph, non la lasciano interagire con l’aria, la luce, il sole, che raccattano agenti patogeni e li trasmettono da un soggetto all’altro, ma non si lavano, come si lavano le mani (vedi “American Society of Microbiology”, giugno 2016). Tamponi che al 60-80% falsano il risultato. Distanze idiote che servono solo come pretesto per punizioni (calciatori che non si devono stringere la mano, o scambiare gagliardetti, ma poi si scontrano o s’intrecciano rotolando per terra).
Ma non gli bastavano i morti da ventilazione sfascia-polmoni, ora in disuso per mancanza di soggetti da terapia intensiva, o piuttosto perché la malattia e, quindi, il rimedio, erano altri? A fine anno annegheremo in otto miliardi di mascherine che, assieme ai guanti, produrranno 450 mila tonnellate di spazzaturai da Covid, tutti nei rifiuti differenziati e, da lì, in discarica, o inceneritore (1.700 euro a tonnellata). Una pacchia per il territorio da risanare.

Col tele, tutte formiche ammassate.

Morti che vengono, morti che vanno
Vabbè che tocca rilanciare l’economia, specie quella degli amici che si occupano storicamente di rifiuti, ma un reato di disastro ambientale non ci scappa? O, alla vista dei media di convenienza, uno di “falso di massa” (esempio: lo Stato di polizia chiama alla rappresaglia contro gli infami che passeggiano sui Navigli, o qua e là? Pronta l’astuzia tecnoscientifica: gente distanziata ripresa col teleobiettivo in modo da farla apparire tutta ammassata). E uno di strage, quanto meno colposa per tutti quei morti cremati istantaneamente, fuori dagli affetti, e soprattutto dalla vista, dei parenti. Falso in atto pubblico? Peccato che Nino Di Matteo è tutto assorbito dalla mafia. E dallo Stato.
A New York, dove regna il Democratico Cuomo, intimo di Bill Gates, si può forse parlare di strage dolosa. Così la chiamano certe gole profonde dell’ambiente ospedaliero. Di certo dolose sono le cifre diffuse da Cuomo e dal suo compare di Washington, il capovirologo Anthony Fauci, altro pupillo di Gates, detestato da Trump. Al 21 maggio i decessi “accertati” sarebbero stati 16.000, più 4000 “probabili”, cioè indebitamente presunti, come da noi. Con 51mila ricoverati in ospedale e circa 20.000 di questi deceduti (si dice anche di ventilazione), il tasso di mortalità risulta orrendo: dal 31 al 39%. Ma calcolando 1,8 milioni di contagiati su 8,4 milioni di abitanti, il vero tasso di mortalità scende a 0,9%
E a proposito di numeri, fino a fine febbraio in Italia i morti, pur in presenza del virus, ma senza clausura (!), erano parecchio sotto la media dei cinque anni precedenti (13 casi su mille, anziché 15). Poi qualcuno ha preso in mano la situazione, ci hanno chiusi e sono esplosi gli aumenti esponenziali. Quelli dei morti tutti di coronavirus, subito cremati e, assolutamente, senza autopsia. Quelli che, da Roma (INPS) a Berlino a New York, vengono messi in dubbio da colleghi virologhi, ed epidemiologhi più rinomati e meno omologati. Ma anche quelli che, stupefacentemente, sarebbero invece meno di quanto riferisce la Protezione Civile. Dal calcolo ne mancherebbero quasi 20mila. E chi mai potrebbero essere? Un’idea, da profano, incompetente e complottista, ce l’avrei. Visto che di covid-19 si muore di media a 81 anni, che tra quei 20.000 non ci siano tanti vecchietti “single” e non autonomi, abbandonati dalle loro badanti in fuga verso Romania, o Ucraina, o ristrette in casa, lasciati a marcire/morire senza cibo, igiene, moto, cure, conforto, come da DPCM del Pippo Conte e dei suoi suggeritori?

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