L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 11 maggio 2020

Viviamo in una narrazione costruita da fake news della televisione, del circo mediatico. Complottisti sono quelli che nascondono la verità

L’UMANITÀ SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

Maurizio Blondet 11 Maggio 2020 
di Marcello Veneziani

Se Vittorio Colao dice: “col 5G si potrà iniettare o rilasciare una sostanza medica in remoto, quasi istantaneamente” voi che reazione avete? Lo ritenete un pazzo, uno che si è espresso male, uno che non capisce pur essendo stato ai vertici del settore; o uno che vi sta dicendo con orgoglio che sarà possibile in modi a noi sconosciuti “iniettare” un farmaco (o anche un veleno) a distanza? Non saprei come, non mi azzardo a fare congetture, dico solo che è inquietante, anche se i saputelli ironizzano: non hai capito tu, non si può trasmettere da remoto una sostanza, lo faranno i medici; e allora quale sarebbe la novità col 5G? Scusate ma continuo a non capire e resto turbato.
L’umanità è sull’orlo di una crisi di nervi cosmica. Non bastava l’infinita quarantena senza precedenti con le restrizioni dei diritti più elementari e delle libertà primarie come mai era accaduto. Non bastava l’incertezza della profilassi, le divisioni degli esperti, la paura del virus, l’inadeguatezza delle classi dirigenti, degli apparati amministrativi e sanitari e dei governi.

Ma è atroce la mancanza assoluta di verità e l’abbandono selvatico alle dicerie perché le versioni ufficiali paiono persino meno credibili delle fake news: è assoluto il mistero interno a quel che è accaduto, sta accadendo, accadrà. È terribile non sapere nulla, non essere sicuri di nulla e non avere più fiducia in nessuno: succede quando i verdetti della scienza divergono e sono smentiti dalla realtà, quando i decreti dei governi sono grotteschi e confusi, e quando interessi economici o politici si intravedono dietro le posizioni ufficiali. Quando non sai come, dove e quando veramente è nato il virus; quando non sai come affrontarlo, non sai quanto dura e se ritornerà o resterà nella pancia della nostra società, ti senti impazzire.

Non hai scampo, non puoi evadere. Sei dentro questa cappa, questo sistema globalitario, che è il peggiore dei totalitarismi, un incubo da cui non è possibile svegliarsi, di cui l’unica libertà in fondo è morire.
C’è una tarma, anzi un nido di tarme che ci corrode quotidianamente il cervello. E insinua dubbi, angosce, dietrologie, che in questo momento attecchiscono, ah se attecchiscono. Come molti di voi sono assediato da una selva di notizie incontrollate e tremende che giungono dalle fonti più disparate, a volte insospettabili. Non solo haters e chiromanti, estremisti, leoni della tastiera, casalinghe, pensionati e ragazzi scoppiati, ma anche medici e magistrati seri, informatori scientifici e agenti segreti, preti e avvocati, studiosi. Ciascuno ha la sua verità o se ne fa portatore e magari la integra con la verità del vicino, purché differisca dalla verità ufficiale.

Paura dell’ignoto

Facile dire che sono tutte sciocchezze o mezze notizie, intorbidate, ingigantite e costruite in una narrazione malefica. Non sembrano tutte sciocchezze ed è sciocco accontentarsi delle mezze bugie somministrate dalle fonti ufficiali… Il meglio che si possa dire è che brancolano come noi nel buio, vanno per tentativi. E il peggio è che ci nascondono qualcosa, ma tanto e di serio…
Hanno trovato Il colpevole del covid: è Antony Fauci, consigliere sanitario di Trump in conflitto con lui. Sarebbe stato lui, secondo tale Rashid Buttar, il colpevole della modifica chimerica del coronavirus, lui ad aver promosso la ricerca a Wuhan con gli esperimenti che si sono poi rivelati letali. Resto basito, trovare un colpevole con nome e cognome, una faccia e perfino un certo prestigio, a questa catastrofe mondiale.

La bufala rientra nel catalogo delle news abortite, ritrattate, ricicciate, poi sparite nel nulla. E allora ripensi a tutto quel che hai visto e sentito in questi giorni: il virus nato in laboratorio, le smentite e le conferme, dall’immunologo e Nobel Luc Montagnier, subito massacrato, al segretario di Stato Usa Pompeo; sugli interessi torvi della Cina a nascondere, veicolare e poi avvantaggiarsi della situazione, sui controlli che si annunciano, le app sanitarie che vegliano su di noi, le ombre del 5G, le restrizioni pazzesche che in altro modo dureranno, il racket dei vaccini e il loro obbligo universale…E il colonnello dei servizi segreti russi, Kvachkov, che vede nel contagio un’operazione terroristica per controllare la popolazione mondiale.
Sarebbe facile liquidare il tutto come fake news, fantasie popolari, superstizioni. Il Gran Complotto, le Forze del Male, e via dicendo. Si, puerili sciocchezze ma non le liquiderei tutte in modo sbrigativo come destituite di fondamento; alcune partono da indizi veri, altre toccano situazioni reali, magari la narrazione complessiva è fantasiosa, i collegamenti e le deduzioni sono psico-patologici, ma restano alla base fatti inquietanti, interessi torbidi, giustificate diffidenze, sfiducia non infondata… Giusto vagliare, confrontare, ma non tutto è fantasia; bisogna distinguere, documentarsi, mantenere lo spirito critico verso il potere come verso i suoi accusatori.

Viviamo in un mondo aperto e interdipendente, pieno d’insidie, a cui si aggiungono i misteri del potere, i segreti di stato, gli “arcana imperii” di sempre. Non è peggiorata l’umanità, si sono potenziati i mezzi, e ogni mezzo può diventare mezzo di distruzione. Distruggere è più facile che costruire, si fa in un attimo. Un mondo globale è più facile preda di un pazzo o di una setta di pazzi al potere, in laboratorio, nei luoghi di controllo e di comunicazione. Risale allora il controcanto, la nostalgia dei mondi separati, della provincia, dei paesi dimenticati dai tracciati globali, delle solitudini campestri, montane e marine. Che voglia di cogliere i frutti, che voglia di nuotare, che voglia di pensare e di non pensarci.

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