L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 maggio 2020

Washington "sostiene in tutti i modi, diplomaticamente e logisticamente, le incursioni israeliane sui siti iraniani lì" Peccato che questi siti si trovano in territorio siriano e che gli ebrei-palestinesi mandano a fottersi il Diritto internazionale. Sconfitti i mercenari tagliagola terroristi al servizio del Dipartimento di stato, gli Stati Uniti continuano con le sanzioni per eliminare il governo di Assad

Gli Stati Uniti ribadiscono il loro appoggio agli attacchi di Israele in Siria


L'inviato americano in Siria, James Jeffrey, ha dichiarato che il suo paese sostiene le incursioni israeliane sui siti iraniani in Siria, indicando la necessità dell'uscita di tutte le forze straniere dalla Siria, ad eccezione di quelle russe.

In un'intervista rilasciata al quotidiano Asharq Al-Awsat, Jeffrey ha affermato che l'Iran ha ben consolidato le basi nello stato e nella società siriani.

Sulla posizione del suo paese sull'annuncio di Tel Aviv della sua operazione di voler "portare l'Iran alla fase della sua uscita dalla Siria", Jeffrey ha ribadito che Washington "sostiene in tutti i modi, diplomaticamente e logisticamente, le incursioni israeliane sui siti iraniani lì", precisando che c'è " la necessità che tutte le forze straniere lascino la Siria ".

D'altra parte, Jeffrey ha sottolineato che il suo paese continuerà a imporre sanzioni a Damasco e ha dichiarato: "Sosteniamo l'entrata in vigore delle sanzioni sul regime siriano fino alla sua accettazione di una soluzione politica (di comodo per WAshington ndt)", spiegando che "le sanzioni economiche rendono situazione peggiore per la cerchia di persone molto vicine al capo del regime, e questo è ciò che stiamo cercando di fare."

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