L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 16 giugno 2020

Banche centrali costrette ad intervenire e a salvare le aziende zombi per evitare la distruzione dell'economia capitalistica occidentale e di riflesso mondiale. Crisi di sovrapproduzione non sanno come uscirne in maniera controllata

FED, BCE and ZOMBIE ECONOMY

Scritto il 15 giugno 2020 alle 10:23 da Danilo DT


FED protagonista. PBoC ancora meno interventista rispetto alle consorelle, la BOJ che oramai non fa più testo e la BCE che continua con il suo “whatever it takes 2.0”.

FED e BCE sembrano comunque legate ad un filo conduttore comune nella strategia, hanno più volte ripetuto di essere pronte a fare di più se necessario per favorire la ripresa, raccomandandosi però di provare a trasformare l’attuale crisi in un’occasione per apportare cambiamenti strutturali importanti.
Tutto molto bello in teoria ma poi lo sappiamo bene (soprattutto NOI italiani), la pratica è un’altra cosa.

Intanto però le banche centrali non sembrano per nulla intenzionate ad alzare il piede dall’acceleratore. Secondo l’ultimo sondaggio svolto da Reuters fra gli economisti, Francoforte annuncerà tra non molto nuove misure di stimolo.
In un report Unicredit stima che la banca centrale potrebbe aver bisogno di acquisire asset per 4.000 mld di euro (l’equivalente di circa tre anni di acquisti all’attuale ritmo) nel tentativo di riportare l’inflazione ai livelli pre-crisi, qualora non vi sia un contributo deciso da parte delle politiche fiscali dei Paesi del blocco.
La FED non starà di certo a guardare e sul FOMC abbiamo detto settimana scorsa.

Benchmark Bond Yield


Come tutte le cure invasive non mancano gli effetti collaterali. Il fatto che ci sia un supporto aggressivo della Fed e della BCE ai mercati del credito, sia con acquisti di bond che con compressione verso il basso della curva dei tassi, non può che mantiene in vita le aziende che altrimenti sarebbero già fallite da un bel po’.
E’ quella che si chiama “Zombie Economy”. Dalla crisi finanziaria del 2008, la leva finanziaria nel settore delle imprese è aumentata in modo significativo e allo stesso tempo la percentuale di società negli Stati Uniti che hanno interessi sul debito solo aumentate. Questa tendenza con una quota crescente di imprese con un tasso di copertura degli interessi inferiore a uno probabilmente continuerà ad andare avanti. E provate ancora a chiamarla economia sana…


Malgrado questo il tasso di default decolla. Pensate come sarebbe senza l’intervento delle banche centrali che però spesso non risolvono il problema ma lo rimandano. Perchè far tornare in vita uno ZOMBIE non è così agevole, vi pare?


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STAY TUNED!

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