L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 8 giugno 2020

Clinicamente irrilevante toglie il giocattolo alle televisioni le priva delle massicce dosi di paura giornaliera che ci sommistrano

“CLINICAMENTE IRRILEVANTE” 

di Nunzio GagliottiGIU 08, 2020 by SOLLEVAZIONEin SALUTE


Nel tempo dell’inganno universale
dire la verità è un atto rivoluzionario.
(George Orwell, La fattoria degli animali)

E così avviene che, a reti unificate, i banditori alfieri del coronamedia calano inesorabile lo stigma del pericoloso eversore sul prof. Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare del San Raffaele di Milano.

Questi, reo semplicemente d’aver rivelato — apertis verbis e senza tema di infrangere il tenue confine del già definito “politicamente corretto eticamente corrotto” — quanto la cui evidenza incrina e compromette il piano liscio della dominante / imperversante narrazione terroristica sulla letalità del virus covid-19.

«Dopo essermi confrontato” – dice il prof. Zangrillo – “con la mia direzione scientifica, con la mia Università all’interno della quale sono rappresentate tutte le specialità che si sono occupate di covid … il virus attualmente è clinicamente irrilevante .. non è in grado fortunatamente di produrre quei casi clinici gravi che ci hanno accompagnato per tutto il mese di marzo e parte del mese di aprile … e nessuno mi può impedire di dire la verità …».

Laddove quest’ultima liberatoria rivendicazione della libertà di espressione potrebbe riferirsi all’affermazione del viceministro della Salute — tal Sandra Zampa — secondo cui egli diffonderebbe un messaggio che potrebbe portare le persone ad atteggiamenti rischiosi. Decrittato: censura disciplinare pronta a calare comme la louisette.

Un uomo coraggioso, dunque, prima che un medico ed accademico, il prof. Zangrillo.
Certamente consapevole del linciaggio, innanzitutto mediatico, al quale sarebbe stato sottoposto per aver osato dire la verità, ciò nondimeno non si è tirato indietro.
Così incarnando palpitante esempio di come si accende un “fuoco di resistenza”.

E mentre, al presente, patisce reiterate aggressioni a microfono armato interviene in suo tempestivo e legittimo soccorso — in tal modo abbracciando, con animo parimenti intemerato, la medesima croce — il prof. Enrico Gherlone rettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele nonché primario dell’Unità di Odontoiatria dell’ospedale milanese del Gruppo San Donato : «Dal 24 aprile non ricoveriamo più pazienti in terapia intensiva e registriamo mediamente tre accessi a settimana con sintomi lievi … il virus è diventato clinicamente irrilevante» del 2.6.2020

Per parte nostra, non assisteremo inerti al vile tentativo di zittire, intimorire, redarguire coloro i quali resistono, con dignitoso ed irremovibile piglio, al magma incandescente che il circo mediatico vomita sui volti e sui cuori puri di coloro i quali non si piegano.

Giungano, dunque, al professore Alberto Zangrillo, con la solidarietà che gli esprimiamo, i sensi della più sincera riconoscenza

Nunzio Gagliotti è membro del Cpt di Benevento di Liberiamo l’Italia

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