L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 giugno 2020

Complottista sono coloro che nascondono le verità. La Francia a ferro e a fuoco

I TG NON L’HANNO DETTO

Maurizio Blondet 16 Giugno 2020 

Venerdì scorso, a Digione, un sedicenne ceceno viene aggredito da coetanei maghrebini, per un affare di droga. Finisce all’ospedale Richiamati dai social alla vendetta, ceceni da tutta la Francia si sono radunati a Digione; accolti da maghrebini, diversi dei quali armati di kalashnikov, altri di sbarre di ferro. Sparatorie confuse con armi automatiche, corse in auto, incendi, fumo da zona di guerra. . Un uomo di 38 anni colpito alla schiena – non ne viene detta l’etnia – è gravissimo.

This is a peaceful country town in France … according to journalists … pic.twitter.com/DFPL3IiD80
— Nicolas (@NicolasRoge) June 16, 2020
🚨 La France se balkanise, voilà le résultat de décennies de laxisme judiciaire et d'immigration massive !
Je demande l'état d'urgence sécuritaire pour neutraliser ces voyous : fouillons, arrêtons, condamnons, expulsons vite avant que la guerre civile ne soit inéluctable ! pic.twitter.com/OqLa5IJ4tH
— N. Dupont-Aignan (@dupontaignan) June 15, 2020
FLASH – Après avoir renversé une Smart appartenant à un handicapé, les #Antifas s'attaquent à une fourgonnette à #Paris. Nombreux projectiles lancés sur la #police en marge de la manifestation des #soignants. (via @ybouziar) #16juin #hopital #manif16Juin pic.twitter.com/aCtamSzSIM
— Conflits (@Conflits_FR) June 16, 2020
Chechens v Algerian Muslims. On the streets of #Dijon, France
June 2020
This is where we are headed. Import the third world become the third world.
— Katie Hopkins (@KTHopkins) June 16, 2020

Disordini sono esplosi di nuovo a Parigi.

Breaking News.
Live footage from the beautiful City of Paris,France.
— Lenard Spielberg (Former CNN) (@Spielberging) June 16, 2020

Infermiere e personale sanitario provato dal superlavoro, lo stress e infezione spesso contratta in prima linea, che manifestavano agli Invalides, sono state prima applaudite dai poliziotti, ma poi – non è chiaro perché, gli agenti e i manifestanti della sanità si sono scontrati


Imen Mellaz: “Questa donna è mia madre. 50 anni, infermiera, per tre mesi ha lavorato 12-14 ore al giorno. Ha avuto il covid. Oggi manifestava perché venisse riconosciuto il suo lavoro e rivalorizzato il suo salario. E’ asmatica. E’ alta 1,55.

“La Francia affonda nelle violenze generalizzate”, dice Francois Asselineau, presidente del partito UPR, “perché l’euro e la UE distruggono i nostri posti di lavoro e i nostri servizi pubblici, esacerbano le ineguaglianze e impediscono ogni cambiamento reale della politica. Restare nella UE porterà immancabilmente all’esplosione generale”:

Nulla di tutto ciò appare sui tg e quotidiani italiani. Che invece ci hanno ampiamente informato con servizi speciali sulle manifestazioni ad Hong Kong e su quelle “razziali” negli Stati Uniti, lacrimando sul negro ucciso. Ma sulla Francia e sugli scontri bellici fra ceceni e algerini armati di AK 47 e Smith & Wesson, silenzio assoluto. Come del resto nulla ci hanno detto per oltre due anni della protesta dei Gilet Gialli, cominciata nel 2018, schiacciata con i metodi brutali come si trattasse di schiavi stranieri e sub-umani, e non di concittadini; contro cui la polizia di Macron ha sparato fumogeni ad altezza d’uomo, ha accecato, deturpato volti, mutilato mani. Ci sono stati 12 morti.


La censura dei media, così ferrea, così omertosa, cos’ pan-europea, è la dimostrazione del regime oligarchico che ci opprime: ci dice che questo assume senza alcuno scrupolo andamenti da totalitarismo “cinese” . Un regime che non ha voluto dare legittimità alle istanze dei Gilet Gialli, con la loro protesta politicamente civile e civica, adesso è sopraffatto di fronte alle bande cecene che si scontrano con gli algerini, spadroneggiando senza limite.

Il motivo della censura è ovvio: devono nascondere il fallimento della loro utopia-distopia, l’imposizione della diversità etniche, di immigrati non assimilabili e pericolosi (che obblighi ha la Francia di accogliere ceceni? Da dove vengono? Chi gli ha dato i permessi per superare Schengen?) e lo scacco della loro ideologia illuminista diventata patologia anti-umana, e servilismo alla finanza, che ha portato l’inferno nella società.

“La diversità è il destino dell’umanità” – ha ordinato Timmermans


E la UE vuole punire con sanzioni Ungheria, Slovacchia e Polonia che resistono.

Accogliamoli tutti, strilla il Ricco di Stato Luigi Manconi, senatore, compagno della Berliuguer (un menage in cui entrano 20-30 mila euro al mese di denaro pubblico) .


Bergoglio non ha carità che per i “migranti”, che esige siano “regolarizzati”. L’arroganza e violenza della “classe dirigente” è ormai intollerabile .

Stanno nascondendo gli eventi che turbano la loro narrativa di integrazione e globalismo, di annullamento dei confini senza residui. Ma sono anche ammutoliti, essi stessi. Come gli altri regimi totalitari, anche questo sta collassando sotto le proprie contraddizioni; la sua ideologia (come quella sovietica) quanto più si realizza, tanto più rende impossibile la vita umana, e la civiltà.

La sua “essenza” è nemica dell’esistenza. Il che ci fa prevedere sia prossima la sua caduta.

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