L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 18 giugno 2020

I bambini sopportano e resistono. Resistono anche alle idiozie degli adulti



Parole che un tempo parevano tabù e chi le pronunciava rischiava l'accusa infamante di cospirazionista ora fanno quasi parte del linguaggio comune. Si pensi ad esempio a Nuovo Ordine Mondiale (NWO). O Governo Mondiale. Eppure veniva scandito a chiare lettere proprio dai mondialisti stessi.. Si pensi ad esempio a quante volte lo predicava Napolitano, magnificandone la giustezza e l'equità. Quando allo spuntare di questo virus la sottoscritta disse in giro ad amici e conoscenti che serviva a ridisegnare una nuova ingegneria sociale, mi sentivo guardare con gli occhi fuori dalle orbite. Erano tutti così preoccupati di morire che questa faccenda della "'ingegneria sociale", doveva sembrare una mia bizzarria. Ora l'ipotesi viene formulata da mons. Viganò che la ripete in due occasioni: nell'appello dell'8 maggio scorso (che ho firmato) e nella lettera aperta rivolta a Trump. Intanto vediamo che cos'è e quali sono i suoi scopi. Il termine proviene dalle scienze informatiche (social engineering) e consiste nel carpire più informazioni possibili mediante tecniche persuasive all'utente che ne è vittima, allo scopo di esercitare controllo. Un ingegnere sociale – un hacker che mette in atto tecniche di social engineering – parte dallo studio dei comportamenti delle vittime, così da poter trovare un “argomento comune” di discussione e riuscire così a entrare nelle sue “grazie”. La social engineering è considerabile come una manipolazione psicologica che induce chi ne è vittima a comportarsi in una determinata maniera o rivelare informazioni personali senza rendersene realmente conto. Un attacco hacker di questo genere può richiedere anche diverse settimane prima che si ottengano i primi risultati, ma può essere molto più incisivo e fruttuoso rispetto a infezioni malware di qualunque genere. Qui su questo sito, che cos'è e come ci si difende dall'ingegneria sociale.
Ma è chiaro che nell'epoca dei PIN, dei PUCK delle Password, delle tessere elettromagnetiche, delle carte sconto dei supermercati, l'ingegneria sociale ha assunto un significato più ampio che trascende il significato informatico e va a toccare tutti gli ambiti della nostra esistenza. Dicevo poc'anzi che il virus ha creato un'accelerazione nel ridisegnare una nuova mappa manipolativa dei comportamenti umani, in primis proprio attraverso il cosiddetto "distanziamento sociale".
VIETARE ogni forma di aggregazione sociale, consente un maggior controllo sugli individui, ridotti a monadi isolate. Qualcuno ha scritto che in caso di microchip, gli individui in capannelli e gruppi non possono più venir monitorati e ne sfugge il controllo a distanza. Può darsi, ma anche se non siamo ancora (per fortuna) microchippati, possiamo già vedere fin d'ora l'effetto depressivo che crea il distanziamento sociale che alla fine diventa fisico. Cadono pertanto, i vincoli di empatia, simpatia, solidarietà e fratellanza tipiche dell'amicizia; si allentano i vincoli familiari, già messi a dura prova dalla routine lavorativa. Con la scusa del virus non si può andare in ospedale a far visita a parenti ad amici, dato che ci sono protocolli durissimi anche per le visite, ridotte a un solo familiare, previa firma su un apposito registro. E non parlo di pazienti affetti da Covid, ma da comuni patologie di routine. Viganò ha parlato chiaro su questa divisione, e del resto sembra un mondo governato dal diavolo, parola che proviene dal greco diabalòs, l'ingannatore (colui che divide, che separa). Pertanto, si dividono nonni da nipoti, genitori da figli (in alcuni casi vengono multati quei genitori che baciano i bambini come è avvenuto a una ragazza-madre che aveva il piccolo in affido). Al massimo c'è lo smartphone o Skype con cui è concesso interloquire "a distanza". Si dividono gli alunni dai docenti e non ditemi che il tramite del computer e le ridicole "aule virtuali", possano sostituire una lezione frontale dal vivo e un gruppo-classe affiatato. Si divide la Chiesa dai suoi fedeli, come abbiamo visto nei giorni più terribili della nostra storia di Italiani: la Pasqua negata, l'eucarestia negata, i battesimi negati, i matrimoni negati E pure i funerali negati, in una barbarie impensabile. Del resto il virologo Anthony Fauci, ha vivamente sconsigliato l'eucarestia negli Usa. Non sia mai che con l'ostia divina arrivi pure il virus. Ma guardate un po' con che fini teologi abbiamo a che fare ! Non vi viene il sospetto che questo sia un "virus ad minchiam"? (espressione rubata a un massone di nome Carpeoro). Un virus creato appositamente per sabotare tante cose in un sol colpo? Si dividono i compratori dai venditori facendo saltare per aria il commercio al dettaglio e con esso l'urbanistica delle nostre città e borghi, per potenziare l'acquisto on line tutto a vantaggio dei grandi distributori. Si separano i fidanzati su modello "Promessi sposi" manzoniano, come è accaduto durante la pesante quarantena. Si separa e sposta il lavoro dalle sue sedi naturali (uffici, fabbriche, scuole, biblioteche, laboratori) creando un telelavoro a domicilio che confonde (e fonde) il tempo libero col tempo lavorativo, e crea di fatto alienazione e separazione. Si divide l'arte museale dai suoi fruitori, perché nasceranno sempre più musei virtuali.
Come sarà il nuovo balletto e le nuove coreografie post Covid? Distanziato, naturalmente e il danzatore non potrà più prendere in braccio e sollevare la ballerina. Ci saranno ancora valzer, tanghi, mazurke, polke da poter ballare in coppia? Inventeranno tanghi a distanza? Già ora i protocolli delle discoteche, partoriti dal comitato scientifico, fanno ridere i passeri, per la loro assurdità. Tanto vale, chiuderle. Cori e concerti distanziati. Contralti, soprani, tenori? No grazie. Ecco spuntare cantanti che cantano in tante tesserine solitarie, assemblate al computer. Oh, ma che angoscia questo tecno-totalitarismo visto quale rimedio al totalitarismo sanitario!
Il povero Bocelli cantò da solo sulle guglie del Duomo rendendo ancora più melanconica la sua cecità, nei giorni della grande clausura.

E come saranno le nuove attività sportive? Niente contatto "fisico", naturalmente. Nel caso del calcetto, niente scivolate, niente stare seduti o sdraiati per riposarsi sul prato. Attività sempre più simili alla partita di tennis di "Blow Up" di Michelangelo Antonioni. Nell'epilogo del film, si vede una partita di tennis giocata da una compagnia di mimi senza palle né racchette, e il fotografo protagonista, ormai persuaso di aver immaginato tutto, segue con gli occhi la traiettoria dell'invisibile pallina bianca mentre si sente il tipico rumore della palla percossa dalle inesistenti racchette. Un universo di ologrammi, un mondo idiota, assurdo, astratto, irreale, manipolato da personaggi oscurantisti e diabolici (nel senso di divisivi). Sarebbe questa la "nuova normalità?".



E tuttavia gli esseri umani sono naturalmente resilienti e per fortuna si abbracciano ancora quando si incontrano dopo tanto tempo eppoi si ritrovano. Non ne possono più di quel ridicolo colpo di gomito.
Le cene tra amici per le case sono ricominciate e se c'è qualche drone malintenzionato che dovesse entrare dalle finestre, credo che ormai i tempi siano maturi per qualche badilata distruttiva.
I bambini in particolare giocano, si rincorrono, ridono, si azzuffano facendo la lotta, si fanno i dispetti con la mascherina accartocciata in testa fatta a visiera, mostrandone uno spontaneo sprezzo. Con nonne e madri che li rincorrono preoccupate, trafelate, ma inascoltate: " Tommaso, Tommaso vieni qui che c'è il Coronavirus!".
Sì, è arrivato l'Uomo Nero che ti mette nel sacco. C'è l'Orco cattivo che poi ti mangia. Arriva la Strega che ti mette nel suo calderone!
Non ci riuscivano con noi, a spaventarci, non ci riusciranno nemmeno con loro ricorrendo al nuovo Babau del nostro tempo. I bambini sopportano e resistono. Resistono anche alle idiozie degli adulti.

Giorno di S. Gregorio


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