L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 10 giugno 2020

I giornalisti professionisti tutti sulla medesima onda a creare una narrazione basata su fake news, devono creare il nemico esterno per uscire fuori dalla profond crisi economica di sovrapproduzione

Disinformazione e propaganda. E' quella che l'Ue fa contro Siria, Cina e Russia


di Francesco Santoianni 
10 giugno 2020

COVID. Ma perché, in Italia e in Europa, sono sempre di più le persone incazzate con i loro governi per aver trasformato una emergenza in ecatombe, creato un esercito di deliranti ipocondriaci e gettato sul lastrico milioni di persone? È ovvio! Perché sono sobillate dalle fake news di Putin, Xi Jinping e Assad. Lo attesta il report “Disinformation and propaganda around COVID-19” (qui l’apologetica sintesi fatta da Repubblica) redatto dal Gruppo Euvsdisinfo e, oggi, presentato dal Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Ma chi sono gli esperti in fake news che hanno redatto questo report? Tempo fa scoppiò lo scandalo di un giornalista italiano, intruppato nel “Gruppo alto livello per la lotta alle fake news” dell’Unione Europea, sorpreso a diffondere fake news; forse per questo, da allora, i nominativi degli “esperti” dell’Unione Europea in questo campo sono ammantati da segreto. Peccato, perché – certamente - avremmo potuto raccontarvi simpatici fatterelli su chi ha scritto questo report. Rassegniamoci quindi a dargli un’occhiata.

Intanto le accuse ad Assad: “Il regime siriano sta avanzando ulteriormente nella sua campagna di disinformazione contro le sanzioni, sostenendo che le nazioni occidentali stanno perpetrando una «guerra economica» contro la Siria e il popolo siriano e che le sanzioni hanno paralizzato il settore sanitario (impedendo di procurarsi) gli equipaggiamenti necessari ai test, alla diagnosi, alla prevenzione e alla cura del Covid-19.” E che altro avrebbe dovuto dire Assad? Le sanzioni alla Siriarinnovate all’unanimità (sì, anche dall’Italia) il 28 maggio dall’Unione Europea - hanno o no aggravato ulteriormente la situazione economica della Siria impedendole di contrastare efficacemente l’avanzata dell’epidemia? E allora? Quale sarebbe la “disinformazione”?

Altrettanto sorprendenti, nel report, le accuse rivolte a Cina e Russia di “voler censurare notizie sgradite sull’emergenza COVID da internet”. E cosa sta facendo di diverso l’Unione Europea che, proprio in questi giorni, annuncia una nuova stretta sui social media per contrastare la disinformazione sul COVID”? Il tutto mentre, in Europa, i media di regime su Internet tentano di dirottare la rabbia generale sulla Cina farneticando di satelliti che, fotografando il parcheggio di un ospedale, attesterebbero che il COVID era tenuto segreto da Pechino già ad agosto. O su Putin, accusando i militari russi, giunti a Bergamo su invito del nostro governo, di essere spie o, addirittura esperti che verificano le conseguenze del loro attacco biologico.
Davvero surreale poi il report dell’Unione Europea sulla “disinformazione orientata dalle autorità russe e cinesi” che colpirebbe Bill Gates: “Bill Gates e la Gates Foundation sono stati accusati (….) di promuovere i loro interessi privati in nome della lotta contro il COVID”. Ma c’era davvero bisogno della “disinformazione orientata dalle autorità russe e cinesi” per arrivare a questa considerazione? Ma davvero c’era bisogno di spendere, quest’anno, tre milioni di euro per pagare gli “esperti in lotta alla fake news” dell’Unione Europea?

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