L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 8 giugno 2020

Il Sistema mafioso massonico politico istituzionalizzato vuole prendere in giro il popolo calabrese

 Carlo Tansi, il Frecciarossa è uno schiaffo alla dignità dei calabresi


Carlo Tansi, il Frecciarossa è uno schiaffo alla dignità dei calabresi

Redazione 3 Giu 06, 2020 Calabria

Secondo l’ex candidato presidente per Tesoro Calabria alle ultime elezioni regionali, il tracciato ferroviario calabrese è “vecchio e obsoleto essendo stato realizzato più di 100 anni fa, e non adeguato a treni così veloci”

COSENZA – “Non serve a niente mettere treni velocissimi, come Frecciarossa o Italo, su un tracciato che da Napoli in giù è vecchio e obsoleto essendo stato realizzato più di 100 anni fa, non adeguato a treni così veloci”. Lo sostiene Carlo Tansi, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.

“Ne sanno qualcosa i calabresi – prosegue Tansi nella nota diffusa alla stampa – che da Milano a Napoli viaggiano in perfetto comfort e che da Napoli in giù viaggiano in preda a conati di vomito per l’ondeggiamento assurdo del Pendolino che corre su binari non consoni alla sua potenza. Questa non è alta velocità. Nelle altre regioni d’Italia c’è la vera alta velocità, perché lì negli ultimi anni sono stati investiti i miliardi e miliardi di euro per costruire nuove tratte ferroviarie con tratti molto più rettilinei e “stabili” che non fanno oscillare Frecciarossa o Italo, mentre a noi Calabresi – snobbati e trattati da sempre come cittadini di serie C – vogliono rifilarci una un’alta velocità farlocca. Esattamente come hanno fatto con la autostrada, furbescamente rinominata da A3 in A2 in occasione della inaugurazione farlocca e sfarzosa di qualche anno fa: a differenza dei tratti campani e lucani dove il 100% dell’autostrada è stata costruita ex novo – con la realizzazione di corsie d’emergenza e l’eliminazione delle curve pericolose – nel percorso calabrese molti tratti non sono stati per niente costruiti e sono rimasti quelli degli anni sessanta: senza i minimi standard di sicurezza, e con gallerie e viadotti vecchi più di 60 anni, goffamente rivestiti da Anas per mascherarne la vetustà, che si stanno sbriciolando progressivamente. Ricordo che proprio lungo i tratti non realizzati si verifica la quasi totalità dei tanti incidenti autostradali mortali in Calabria. I governi italiani, di destra, di sinistra e di centro, devono investire gli stessi miliardi dati alle altre regioni del Nord per adeguare la tratta ferroviaria Napoli-Reggio Calabria ai treni veloci e per completare veramente l’autostrada A2, e non devono prendere in giro i Calabresi che non sono stupidi! E poi i governi devono realizzare al più presto la ferrovia sul lato Ionico della Calabria ferma ai tempi della sua realizzazione – 1875 (!) – e con treni che camminano alla stessa velocità di 150 anni fa. Correndo a piedi si arriva prima a destinazione. A tutto questo si aggiunge anche la trappola di morte rappresentata dalla SS 106, che necessita al più presto di essere ammodernata e messa in sicurezza”.

Nessun commento:

Posta un commento