L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 giugno 2020

La strada maestra per tutte le malattie è rinforzare il Sistema Immunitario

Tumori, in Calabria la prima paziente in tutto il Sud Italia curata con le cellule Car-T

Si tratta di una terapia cellulare estremamente avanzata che interviene sui linfociti T per aiutarli a riconoscere e aggredire le cellule tumorali

di Redazione 9 giugno 2020 11:57

Ospedale di Reggio Calabria

Per la prima volta a Reggio Calabria (ed in tutto il Sud Italia) una paziente affetta da Linfoma non Hodgkin, refrattaria alle terapie convenzionali, è stata trattata con le cellule CAR-T, una terapia cellulare estremamente avanzata che si basa sull’ingegnerizzazione dei linfociti T del paziente per aiutarli a riconoscere e aggredire le cellule tumorali.

«Si tratta di terapie che uniscono le tre tecnologie più d’avanguardia in campo oncologico: l’immunoterapia, la terapia cellulare e la terapia genica», spiega il dottore Massimo Martino, direttore del Centro Trapianti Midollo Osseo del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.

Rispetto alle terapie “convenzionali”, le terapie genica con CAR-T permettono di ottenere remissioni complete anche in fasi di malattia molto avanzate.

Essa rientra nell'ambito più generale delle terapie cellulari e si è sviluppata come expertise particolare del trapianto di midollo osseo. È dalla lunga esperienza nel campo dei trapianti, infatti, che si sono evolute e mutuate le conoscenze alla base delle terapie con CAR-T, ed è in questo settore della medicina che troviamo tutti gli specialisti coinvolti nella presa in carico del paziente. Nel momento in cui i linfociti T modificati vengono re-infusi entrano in gioco diversi altri attori, in particolare il neurologo, il cardiologo e il rianimatore.

È infatti fondamentale essere pronti a gestire le possibili complicanze, come la sindrome da rilascio di citochine e gli eventi neurotossici associati alla terapia, che possono essere anche severi. I dati essenziali dell'intero percorso vengono registrati da un data manager, che dovrà anche trasferirli in un registro europeo che è stato reso d'obbligo dall'agenzia EMA per le aziende farmaceutiche produttrici dei CAR-T. È facile a questo punto capire perchè sia stato proposto che i primi centri a partire in Italia con la terapia CAR-T dovessero essere i Centri Trapianto certificati a livello internazionale e con una ottima esperienza nella gestione delle forme più complesse di trapianti da donatore: non è una condizione sufficiente, ma è senza dubbio fondamentale. 

Il trattamento intensivo del paziente, necessario in questi casi, è già previsto nel Programma Trapianti: quello che cambia nei pazienti trattati con CAR-T è la rapidità con cui si presentano ed evolvono questi eventi, per cui il paziente può andare incontro a un quadro di compromissione in poche ore. Lo staff deve essere preparato a intervenire tempestivamente e a prendere decisioni rapidamente. Se tutto va per il meglio e si ottiene una risposta alla terapia, il paziente viene inizialmente seguito da un medico esperto nei trapianti e poi affidato per il follow up nuova- mente all'ematologo che aveva posto l'indicazione iniziale.

Quello che serve affinchè tutto funzioni è un coordinamento funzionale altamente regolato secondo procedure standardizzate, e una integrazione multidisciplinare strutturale. Le figure che si incontrano in questo percorso hanno, infatti, competenze specifiche – come la farmacia, la raccolta tramite aferesi, la manipolazione delle cellule e la gestione delle complicanze – e sono tutte necessarie, ma nessuna risolutiva se presa singolarmente.

Insomma, nella terapia con CAR-T la multidisciplinarietà è assolutamente imprescindibile. Pertanto, presso il GOM di Reggio Calabria è stato creato un CAR-T Team, cioè uno staff specializzato e preparato insieme a gestire il paziente, in un percorso specifico di formazione continua. Questo staff include tutte le figure citate, e in particolare ematologo esperto di patologia, ematologo trapiantologo, farmacista, neurologo, cardiologo e rianimatore. Alla base del quale c'è un’alleanza reale e profonda finalizzata alla cura dei pazienti.

Nessun commento:

Posta un commento