L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 16 giugno 2020

Le mani della 'ndrangheta sull'Italia - Veneto, Trentino-Alto Adige

GLI SCENARI

La 'ndrangheta alla conquista del Veneto: soldi alle aziende in crisi
15 Giugno 2020


La 'ndrangheta alla conquista del Nord Est italiano e soprattutto del Veneto. E, di contro, gli imprenditori veneti non sembrano disdegnare i soldi della malavita calabrese. Un "mercato" disegnato, in un'intervista alla Stampa, è Francesco Messina, capo della Divisione Anticrimine della polizia.

"Siamo di fronte, non v'è dubbio, a un agire mafioso diverso rispetto a zone di tradizionale insediamento dell'organizzazione, ma proprio per questo ancora più pericoloso. Perché è una mafia che cerca la sommersione e va a caccia di rapporti utili a costruire capitale sociale. In Veneto soprattutto siamo già a una fase evoluta dell'infiltrazione: ci troviamo al punto in cui esistono già interlocuzioni con imprenditori e amministratori. La situazione è seria e chiederà molto impegno: combattiamo contro una mafia che non ha più bisogno di mostrare i muscoli, che ha fatto il salto di qualità".

Messina fa il punto dell'avanzata della mafia calabrese nel Nord Est dopo aver coordinato le ultime due operazioni in Veneto e Trentino e sottolinea che il Nord Est è diventato un bersaglio "perché è ricco e le mafie vanno dove ci sono i soldi. E questa condizione ha consentito alla 'ndrangheta di costruire rapporti con una parte dell'imprenditoria".



Sulla possibilità che gli imprenditori veneti non disdegnino i soldi della 'ndrangheta, Messina frena: "Non generalizziamo. Bisogna anche comprendere quale sia il grado di consapevolezza della mafiosità dell'interlocutore. Diciamo che c'è il rischio che una parte degli imprenditori non si faccia molte domande. Che preferiscano l'opportunità a una responsabile curiosità".

Su quale sia il tipo di rapporto emerso tra la 'ndrangheta e pezzi di economia del territorio, Messina spiega: "Gli 'ndranghetisti conferiscono soldi agli imprenditori in difficoltà, questi, in contemporanea, producono false fatturazioni. Ciò consente agli amministratori di società di ottenere liquidità e allo stesso tempo di scaricare l'Iva sulle stesse fatture fittizie. Non devono nemmeno più andare in banca".

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