L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 giugno 2020

L'Euro è un Progetto Criminale!

Stiglitz: con Patto di Stabilità l’Ue crollerà/ “Recovery? Italia non ceda sovranità”

Pubblicazione: 08.06.2020 - Niccolò Magnani

Joseph Stiglitz, l’economista Premio Nobel “progetto Ue destinato a fallire. Se torna Patto Stabilità, l’Ue crolla: Recovery Fund? Italia non ceda altra sovranità”

Joseph Stiglitz, premio Nobel Economia nel 2001 (LaPresse)

Joseph Stiglitz è uno degli economisti più importanti al mondo e nel pieno dell’emergenza coronavirus non passano in secondo piano le durissime parole utilizzate oggi nell’intervista al Fatto Quotidiano contro Europa, Commissione Ue, Italia e in parte anche contro Donald Trump. Secondo il Premio Nobel all’Economia nel 2001, la crisi in corso non fa che ribadire il progetto “fallimentare” della moneta unica così come intesa oggi: «L’euro è un sistema praticamente progettato per fallire» ma anche le politiche di austerità vengono sonoramente bocciate dall’esperto economica di fama mondiale, «se tornerà il Patto di Stabilità dopo l’emergenza Covid-19 per l’Eurozona sarà un disastro».

Secondo Stiglitz già in tempi normali il Patto alla base del Trattato di Lisbona sarebbe decisamente discutibile, ma in una situazione come questa rischia davvero di essere deflagrante per molte economie europee, Italia in prima fila: «Alcuni Paesi infatti avrebbero debiti molto più alti, debiti su cui andrebbero pagati gli interessi. Finché i tassi rimanessero molto bassi, non sarebbe un problema, ma i tassi potrebbero salire. A quel punto se il Patto di Stabilità fosse invocato, ciò avrebbe effetti recessivi sull’economia e costringerebbe i Paesi all’austerità».

LA “PROFEZIA” DELL’ECONOMISTA NOBEL

In attesa di capire se tale Patto – per ora sospeso per effetto immediato dopo l’inizio della pandemia da coronavirus – l’economista Usa attacca anche l’impianto di Recovery Fund al momento delineato. «Ogni economista direbbe che i soldi devono essere dati all’Italia a fondo perduto, ma alcuni paesi del Nord Europa dicono che l’Ue non è un’unione fiscale. Così si torna alla discussione di dieci anni fa», sottolinea ancora Stiglitz nell’ottima intervista di Alessandro Bonetti. In merito alle forti criticità che stanno per il momento tenendo divisi i Paesi Ue, Stiglitz con durezza sostiene che seppure il Recovery Fund abbia un’idea iniziale positiva e che contrasta finalmente il piano di austerità di Bruxelles «si discute poi su quante condizionalità mettere per avere i soldi: a quanta indipendenza dovrebbe rinunciare l’Italia?».

Il Governo Conte non dovrebbe, in sintesi, cedere altra sovranità all’Europa ma con le forti crisi economiche in atto e senza possibilità di vedere un’inversione di rotta a breve è assai probabile che alla fine quei soldi saranno accettati con relative condizioni imposte dai trattati europei ancora tutti da scrivere. Chiosa finale dell’intervista Stiglitz la dedica alla prossima fase economica che il mondo intero dovrà portare avanti dopo l’emergenza-pandemia: e qui l’economista si conferma tutt’altro che liberista, chiedendo meno mercato e più Stato «Stati e governi devono giocare un ruolo centrale. Finita la pandemia ci sarà molta più incertezza, il che renderà le persone molto più attente nello spendere: avremo un’insufficienza di domanda aggregata e quindi un’economia debole. L’azione del governo è l’unico modo per uscirne: un’azione collettiva per condividere i rischi, così che le persone abbiano meno paura di spendere, e per stimolare l’economia».

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