L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 giugno 2020

Magistratura malata - il gioco delle parti


AREZZO
Procura, udienza al Tar dopo il ricorso di Rossi: attesa per la decisione

12.06.2020 - 10:06

L’udienza al Tar del Lazio si è formalmente tenuta, sia pure con le forme particolari dettate dall’emergenza Covid. Le parti hanno depositato delle memorie scritte e adesso non resta che attendere la decisione dei giudici sul ricorso presentato da Roberto Rossi contro la delibera del Consiglio superiore della magistratura che, nell’ottobre scorso, ha stoppato il suo secondo mandato alla guida della Procura della Repubblica di Arezzo. In questi mesi Rossi ha continuato il suo lavoro sia pure non più nella veste di procuratore capo, con le funzioni che sono state temporaneamente affidate ai magistrati Luciana Piras prima e, adesso, a Luigi Bocciolini. Una questione, quella legata al ricorso, che in questi mesi ha conosciuto anche altri, parziali, verdetti: Rossi si è visto dar ragione prima dal Tar del Lazio (a gennaio) che ha sospeso il bando del concorso che era stato deliberato dal Csm per trovare il suo sostituto alla guida della Procura aretina; una decisione poi confermata (a marzo) anche dal Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso presentato da Palazzo dei Marescialli contro la decisione del Tar. Niente concorso dunque, almeno fino a quando non si conoscerà il verdetto dopo l’udienza di merito che si è tenuta mercoledì 10 giugno al Tar del Lazio.

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