L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 giugno 2020

Mondragone è lo spaccato di questa gestione terroristica fatta dai politicanti per il covid-19

Prof. Giulio Tarro all'AntiDiplomatico su Mondragone e OMS: "Così la Scienza perde ogni credibilità"


di Francesco Santoianni
27 giugno

Mondragone: caccia agli untori, in questo caso lavoratori bulgari chiamati in Italia per la raccolta della frutta. Una storia cominciata non per qualche caso di COVID ma a seguito di un tampone rivelatosi positivo effettuato su una donna bulgara recatasi a partorire nel vicino ospedale di Sessa Aurunca. Viene così ordinata l’effettuazione di 582 tamponi (25 risultano positivi) nella comunità bulgara alloggiata in quattro edifici (della cosiddetta area Cirio) che vengono dichiarati “Zona Rossa” con confinamento in casa. Qualcuno, comprensibilmente, scappa dagli edifici (dove si alloggia fino a sei persone per stanza) e questo scatena una xenofoba rivolta tra gli italiani di Mondragone resi ipocondriaci da due mesi di lockdown. A peggiorare le cose, l’arrivo dell’Esercito (chiamato su sollecitazione del Governatore de Luca, che, certamente, consoliderà così il suo trionfo alle prossime elezioni regionali) e l’imminente comizio a Mondragone di Matteo Salvini.

Sugli aspetti sanitari di questa surreale gestione “dell’emergenza” abbiano intervistato il prof. Giulio Tarro (le nostre precedenti interviste qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui) che ha appena pubblicato il libro “Covid il virus della paura”.

«Il caso Mondragone nasce sostanzialmente dalla pretesa di trascinare in isolamento qualche infettato che, se restasse in libertà, farebbe ripartire il contagio. Una follia nata dalla scelta del Governo che per convincere la popolazione a restarsene a casa, ha considerato come “contagiati” solo coloro risultati positivi ai pochi tamponi che venivano somministrati qua e là dalle Regioni e non già le decine di milioni di Italiani certamente già infettati, ma asintomatici, che venivano evidenziati da serie indagini epidemiologiche e inoppugnabili ricerche. In Campania, poi, dove di tamponi ne venivano fatti pochissimi, da marzo a oggi, sono stati conteggiati come infettati soltanto 4.662 persone».

«Però, di tamponi, oggi in Campania, se ne stanno facendo molti e risultano, quasi tutti, negativi».

«Ma questi tamponi non rivelando tracce del virus, attestano la “guarigione” da una infezione, come già detto, asintomatica per la stragrande maggioranza dei casi. Per averne la controprova basterebbe effettuare test sierologici. Intendo una seria Indagine Sierologica Nazionale, non come quella in corso che non vuole fare nessuno perché se si trovano gli anticorpi si va in quarantena in quanto ufficialmente “positivi”.»

Comunque, per l’OMS anche i “guariti da COVID” potrebbero trasmettere l’infezione.

«Queste tarantelle dell’OMS, che un giorno dice una cosa e il giorno dopo l’esatto contrario, rischiano di far perdere ogni credibilità alla Scienza, Basti pensare alla contagiosità degli asintomatici che era stata, praticamente, esclusa da Maria Van Kerkhove , capo del team tecnico anti-Covid-19 dell'OMS. Due giorni dopo, rettifica dell’OMS che parlava di un “fraintendimento delle dichiarazioni della Van Kerkhove”. Qualche giorno dopo, nuovo annuncio dell’OMS: niente doppio tampone negativo per attestare la guarigione poiché bastano tre giorni senza sintomi per liberare i pazienti dall’isolamento. Ma, allora, questi asintomatici positivi al tampone sono o non sono capaci di contagiare? E se no, come appare evidente dal (per ora) ultimo annuncio dell’OMS, perché mai metterli in isolamento come si è fatto a Mondragone?»


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