L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 giugno 2020

Quegli euroimbecilli al governo e all'opposizione vogliono fare il ponte sullo Stretto quando hanno delle infrastrutture ferroviarie, in Calabria, antiquate e obsolete

Alta velocità, Trenitalia investe 2,6 mld sui treni regionali: Calabria esclusa

I nuovi convogli saranno dotati di nuove tecnologie e sfrecceranno da 160 fino 200 chilometri all'ora. Naturalmente lontani dalla nostra regione

di Francesco Altomonte 
12 giugno 2020 14:25

Un treno regionale calabrese

L'Alta Velocità arriva sui treni regionali. Trenitalia, la società dei servizi commerciali del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, si prepara ad investire 2,6 miliardi di euro per la fornitura di nuovi convogli che potranno viaggiare alle massime prestazioni anche sulle linee Alta Velocità, quindi non in Calabria dove le vetuste infrastrutture ferroviarie non permettono ai convogli di mantenere la velocità di punta. Una notizia che alimenterà le polemiche sull'esclusione della nostra regione dalle rete dell'Alta velocità.

Un argomento che ha diviso i calabresi nelle ultime settimane, quando cioè il 3 giugno scorso arrivò per la prima volta in Calabria il Freccia Rossa. Dopo Salerno, però, il treno scalò le marce e viaggiò fino alla stazione di Lamezia Terme a velocità ridotta. Molti cittadini hanno gridato al miracolo; alcuni sindaci (Rosarno e Gioia Tauro, Scalea, Vibo Valentia) hanno invocato una fermata del "treno rosso" nelle loro città. Altri, invece, (come Carlo Tansi) hanno chiesto ai vertici di Trenitalia di non prendere in giro i calabresi e di non parlare di Alta velocità. E mentre in Calabria si attende ancora la riconversione della rete ferroviaria in una infrastruttura degna del ventunesimo secolo, Trenitalia investe più di due miliardi di euro per dotare le linee regionali del Nord e Centro Italia di convogli che potranno viaggiare ad Alta velocità. Un investimento che, ancora una volta, vedrà esclusa la Calabria.

La notizia è stata anticipata dall'agenzia di stampa specializzata Ferpress. La fornitura riguarderà l'ordine di 150 treni con velocità massima di 160 chilometri orari, con un contratto del valore di 1,6 miliardi di euro, e di 100 treni con velocità massima di 200 km/h, per un valore di 1 miliardo di euro. Il contratto prevede anche 15 anni di full service per la manutenzione programmata. I convogli saranno di tipo monopiano e con trazione distribuita e incorporata su più unità, secondo lo standard Emu (Electric Multiple Unit). I nuovi treni con velocità massima di 160 km/h avranno una lunghezza massima di 100 metri con 304 posti a sedere, tutti di seconda classe, e il 60% dei posti distribuiti vis à vis. I convogli con velocità massima di 200 chilometri orari avranno una lunghezza massima di 200 metri con 604 posti a sedere, 10% di prima classe (100% vis à vis) e 90% di seconda classe (70% vis à vis).

I nuovi treni - prosegue Ferpress - dovranno avere le caratteristiche più moderne di comfort e servizi, e i sistemi più avanzati per ridurre l'inquinamento acustico e i consumi energetici. I convogli dovranno essere tutti forniti del nuovo e avanzatissimo sistema di comando, controllo, supervisione e diagnostica TCMS (Train Control & Management System), che consente la verifica istante per istante delle condizioni di viaggio del treno in ogni sua parte, anche all'interno del mezzo oltre che nel percorso lungo linea. Una funzione essenziale dei nuovi treni sarà garantire la transizione dai sistemi di segnalazione SCMT (utilizzati sui binari della rete fondamentale) ai sistemi Ertms (utilizzati sui binari delle linee Alta Velocità) e dai diversi sistemi di alimentazione per la trazione.

I nuovi treni dovranno poi rispondere ai migliori standard previsti dalla normativa nazionale e internazionale e utilizzare tutte le migliori soluzioni per lo sfruttamento delle caratteristiche di velocità e accelerazione, oltre che per l'ergonomicità e funzionalità degli interni. Riassumendo con uno slogan, i nuovi treni saranno i "Frecciarossa" dei treni regionali, «un salto nella modernità che conferma l'attenzione allo sviluppo dei servizi commerciali regionali del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane». Un salto nella modernità dal quale è esclusa, ancora una volta, la Calabria.


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