L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 8 giugno 2020

Zingaretti sei un imbecille servo delle case farmaceutiche. Non puoi obbligare a fare un vaccino per il virus dell'influenza dell'anno precedente!

Vaccini obbligatori nel Lazio: monta la polemica e arriva il ricorso al Tar

7 Giugno 2020 - 16:26 

A settembre arriva l’obbligo alla vaccinazione antinfluenzale nel Lazio. Centinaia di medici dicono no e fanno ricorso al Tar, cosa sta succedendo?


Il primo giugno scorso è stato depositato al Tar del Lazio l’ennesimo ricorso contro l’ordinanza regionale di Nicola Zingaretti, che dal 15 settembre prossimo obbligherebbe alla vaccinazione antinfluenzale tutti gli operatori sanitari, gli ultrasessantacinquenni, con una forte raccomandazione anche per i bambini dai 6 mesi compiuti ai 6 anni nella Regione Lazio.

Il ricorso del primo giugno, comunicato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e alla Presidenza della Regione Lazio, è stato firmato da cinque medici e dall’associazione AMPAS che, con i suoi 841 iscritti, ha bussato al tribunale amministrativo del Lazio per chiedere l’annullamento del provvedimento per illegittimità dell’atto. Le Regioni, infatti, non hanno il potere di limitare la libertà personale, né il diritto alla salute nei termini previsti dall’articolo 32 della Costituzione.

Invece, l’ordinanza con cui la Regione Lazio, seguita poi dalla Regione Calabria, il 17 aprile scorso ha comunque disposto l’obbligo vaccinale per l’influenza stagionale, ampliando così la consueta offerta vaccinale annuale, e ha cercato la motivazione ed il nesso causale con la strategia di sanità pubblica anti COVID-19, ma secondo i medici ricorrenti non ne avrebbe il potere né le motivazioni cliniche e scientifiche.

Obbligo vaccino antinfluenzale illegittimo? In arrivo la pronuncia del Tar

Un obbligo che, come ha sottolineato l’avvocato Alessandro Gaetani del collegio legale di AMPAS, una ammnistrazione regionale locale non può legittimamente imporre perché non ne ha semplicemente il potere. Infatti, può essere disposto solo da una legge dello Stato e per motivi di urgenza e di emergenza in un tempo contingente.

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