L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 8 luglio 2020

7 luglio 2020 - COS'È IL FRONTE SOVRANISTA ITALIANO (FSI) - Stefano D'Andrea





Voteranno NO al referendum per il taglio dei parlamentari, hanno emesso un documento pesante in cui accusano il Governo di avere adottato provvedimenti inutilmente restrittivi nei confronti degli italiani, nel periodo del confinamento forzoso, sono per la protezione sociale e non per uno stato che metta i cittadini in competizione gli uni contro gli altri, non riconoscono l'Unione Politica Europea come una realtà autonoma, ma pensano che debbe essere disintegrata, in quanto si è venuta a costituire con il metodo del dispotismo illuminato, contestano chi teme lo zero-virgola alle urne, ricordando che tutti i più grandi partiti hanno attraversato una fase di irrilevanza, credono nel ruolo dei partiti come luogo di formazione della competenza e anzi contestano le attuali classi dirigenti proprio perché sono composte da individualità mediocri, facilmente manipolabili ad opera del grande capitale e di chi vuole stralciare le costituzioni socialiste. Sono il Fronte Sovranista Italiano, che si definisce "una frazione" di una necessaria alleanza elettorale che potrebbe conquistare i palazzi nel 2023, e ospite a Byoblu oggi è un loro rappresentante di spicco: Stefano D'Andrea, professore associato di Diritto privato dell'economia e comunitario all'Università della Tuscia.

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