L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 27 luglio 2020

Altri missili umanitari del popolo eletto in Siria

Bombardamenti nel Golan (ANSA)

Bombardamenti al confine tra Israele e Siria

Giornate di tensione tra Israele, Libano e Siria. Elicotteri dello Stato ebraico hanno bombardato ieri obiettivi militari nel sud della Siria, da dove precedentemente erano state lanciati razzi sulle Alture del Golan occupate da Israele dal 1967

Giancarlo La Vella - Città del Vaticano
25 luglio 2020

Primi sentori di una giornata difficile si erano avuti quando in serata le forze armate israeliane avevano elevato lo stato di allerta al confine con il Libano, chiudendo al traffico civile alcune strade di confine. L’iniziativa a seguito di informazioni secondo cui gli hezbollah, partito libanese sciita filoiraniano, stavano per compiere ritorsioni dopo l'uccisione di un loro membro vicino a Damasco, attribuito dalle autorità siriane ad Israele. La situazione è diventata più chiara quando in territorio israeliano, al confine con la Siria, si sono verificate esplosioni. Reazione immediata dello Stato ebraico, che con elicotteri da combattimento ha colpito obiettivi militari nel sud della Siria proprio da dove sarebbero partiti razzi contro il Golan, la regione che Israele occupa dalla 'Guerra dei sei giorni' del 1967 e che nel 1981 si è annessa con un atto non riconosciuto dall'Onu. Sin da allora - afferma a Vatican News Eric Salerno, esperto della regione mediorientale - la questione del Golan è rimasta irrisolta. Gli Stati Uniti di recente hanno riconosciuto la sovranità dello Stato ebraico sulla regione, strategica, perchè è al confine tra Siria e Israele e dove è coinvolto anche il Libano

Una regione perennemente in tensione

Sul Golan convergono le questioni irrisolte in senso lato di gran parte del Medio Oriente. I rapporti da sempre difficili di Israele con gli hezbollah libanesi filoiraniani, il caos creatosi con il conflitto siriano e le decine di piccoli gruppi armati, che agiscono in quella zona e in quelle limitrofe, sono tutti aspetti che fanno di quella regione una bomba ad orologeria. Una bomba che però ora non potrà esplodere - afferma Eric Salerno - dato che la pandemia sta colpendo tutti i Paesi con le conseguenze economiche che conosciamo e affrontare un conflitto appare arduo per chinque. Infine - aggiunge Salerno - l'attenzione degli attori internazionale si sta decisamente spostando dalla Siria alla Libia, un altro terreno dove si stanno confrontando diversi Paesi e alcune grandi potenze.

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