L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 luglio 2020

Complottista è colui che vuole nascondere la verità. La reazione illogica del rabbino Ahrens

Viganò a Rabbi Ahrens: “Perché dovrebbe sentirsi chiamato in causa, quando si parla di Nuovo Ordine Mondiale?”

Maurizio Blondet 5 Luglio 2020 

Monsignor Viganò aveva scritto l’8 maggio: “Con il pretesto dell’epidemia del Covid-19, si è giunti in molti casi a ledere i diritti inalienabili dei cittadini, limitando in modo sproporzionato e ingiustificato le loro libertà fondamentali[…] Abbiamo ragione di credere, sulla base dei dati ufficiali relativi all’incidenza dell’epidemia sul numero di decessi, che vi siano poteri interessati a creare il panico tra la popolazione con il solo scopo di imporre permanentemente forme di inaccettabile limitazione delle libertà, di controllo delle persone, di tracciamento dei loro spostamenti. Queste modalità di imposizione illiberali preludono in modo inquietante alla realizzazione di un Governo Mondiale fuori da ogni controllo”. Il rabbino tedesco Ahrens lo ha accusato di “complottismo”.

Ecco la meravigliata risposta:

Signor Rabbino,

visto che sono stato chiamato in causa per il mio Appello per la Chiesa e per il mondo, chiedo ospitalità a Katholisch per risponderLe.

Devo dirLe, dottor Ahrens, che mi stupiscono non poco le Sue parole, allorché Ella dichiara: «Sappiamo da tempo che ci sono persone all’interno delle chiese che aderiscono a tali teorie. Ma ora hanno il coraggio di esprimere queste opinioni ancora più apertamente». Penso che sia dovere di ognuno di noi esprimere le preoccupazioni per una situazione che, approfittando della crisi del Covid, va ben oltre le ragionevoli misure di sicurezza, imponendo ad intere Nazioni la privazione di libertà costituzionali: questo forse non è avvenuto in Germania, ma certamente si è verificato in molti Paesi.

Le chiedo, signor Rabbino: secondo Lei, è ancora permesso esprimersi liberamente, o ci sono argomenti che non possono esser discussi civilmente? Se Lei può esprimere il proprio dissenso sul contenuto dell’Appello, perché «persone all’interno delle chiese» non dovrebbero aver diritto ad esprimersi liberamente? Per quale motivo Ella ritiene che per farlo occorra «avere il coraggio», come se si trattasse di farneticamenti privi di un riscontro reale?

Liquidare queste preoccupazioni – peraltro espresse anche da autorevoli personalità – come «teorie del complotto» non mi sembra un atteggiamento costruttivo: soprattutto se non si entra nel merito, confutando ciò che si ritiene non vero. Le chiedo quindi: in che cosa, in particolare, Lei non concorda con il testo dell’Appello? Cosa, dell’Appello, rappresenta per Lei uno «shock»?

Mi creda: non avrei mai pensato che l’Appello potesse offenderLa; d’altra parte, per quale motivo un Rabbino dovrebbe sentirsi chiamato in causa, quando si parla di Nuovo Ordine Mondiale? Il Messia che Israele attende è Rex pacificus, Princeps pacis, Pater futuri saeculi: non un tiranno senza morale che domina il mondo sottomettendo gli uomini come schiavi. Questo è piuttosto l’Anticristo.

Veniamo ora alla valenza spirituale del Covid. Nell’Antico Testamento vi sono moltissimi esempi di punizioni inviate da Dio sul Popolo eletto, e i Profeti ammonirono molte volte gli Ebrei affinché abbandonassero l’idolatria, non si contaminassero con i pagani, rimanessero fedeli all’unico vero Dio. Ricordo le parole del Profeta Geremia, dopo l’incendio di Gerusalemme ad opera delle truppe babilonesi, nel 585 a.C.: «I suoi avversari hanno preso il sopravvento, i suoi nemici prosperano; poiché il Signore l’ha afflitta per i suoi innumerevoli peccati» (La 1, 5).

Questa visione, che la Chiesa di Cristo condivide, ci mostra un Dio giusto e misericordioso, che premia i buoni e punisce i malvagi; che come un Padre amorevole punisce anche i figli disobbedienti, per riportarli a seguire la Sua santa Legge. Per questo motivo, «trasformare il negativo in positivo, trasformare una maledizione in una benedizione» si ottiene con il riconoscere di aver commesso un peccato, di aver violato l’alleanza con Dio, di aver meritato i Suoi castighi. Allora anche l’epidemia diventa un’occasione per tornare al Signore, adorarLo nel Suo tempio santo, seguire i Suoi precetti.

Vi fu un tempo in cui, nell’obbedienza delle masse, una infernale dittatura si macchiò di un gravissimo crimine, rendendosi responsabile della deportazione e della morte di milioni di persone innocenti, solo a causa della loro fede e della loro stirpe. Anche allora i media mainstream elogiavano i potenti e tacevano i loro delitti; anche allora medici e scienziati prestarono la propria opera ad un piano delirante di dominazione; anche allora chi osò levare la voce venne accusato di «teorie della cospirazione». Si dovette aspettare la fine del secondo conflitto mondiale per scoprire con orrore la verità che molti avevano fino ad allora taciuto.

Sono sicuro che quanti oggi delegittimano l’Appello come espressione di “complottismo” non si rendono conto dei reali pericoli ai quali è esposta l’intera famiglia umana.

Ma sono certo che tanto i Cattolici, quanto tutti gli uomini di buona volontà – e tra questi penso di poter annoverare anche i figli di Abramo – abbiano a cuore la maggior gloria di Dio, il rispetto della dignità degli individui, le libertà dei popoli.

Beatus populus, cujus Dominus Deus ejus (Ps. 143, 15).

+ Carlo Maria Viganò,
Arcivescovo, Nunzio Apostolico
22 Maggio 2020
Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo

Rabbi Josh Ahrens in visita da Francesco, aprile 2017. Ha un master in ” relazioni ebraico-cristiane” a Cambridge e ( Woolf Institute per le relazioni ebraico-cristiane ). Ha lavorato come rabbino dal 2010 al 2013 a Sofia, dal 2013 al 2015 nella Israelitische Kultusgemeinde di Zurigo e poi brevemente a Düsseldorf prima di assumere un incarico di ricerca per la Fondazione nazionale scientifica svizzera nell’autunno 2015 nell’ambito del suo dottorato (tramite la conferenza Seelisberg) e si ritirò dal lavoro della comunità. Dal 2016 lavora di nuovo come rabbino a Norimberga.È membro della Conferenza dei rabbini ortodossi in Germania e direttore per l’Europa centrale del Centro per la comprensione e la cooperazione ebraica – cristiana.

Il rabbino che denuncia il progetto Covid come preliminare al Governo Mondiale

Amnon Itshak, rabbino magnifico e tradizionale, denuncia il Nuovo Ordine Mondiale e la complicità di Netanyahu nel progetto, che chiama “il piano satanico” e fa risalire al Council on Foreign Relations (CFR). Il rabbino fa parte della comunità yemenita perseguitata in terrasanta, dove i bambini erano separati dai loro genitori. Contrabbando di bambini, schiavitù generale e distruzione delle famiglie, tutto è presentato qui da un uomo di fede e tradizione; ricorda il bizzarro scivolone della lingua di Bibi (“uccidere” per “aiutare”). ...

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