L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 6 luglio 2020

Dopo la dose massiccia di paura quotidiana che ci hanno iniettato in cui le televisioni hanno avuto un ruolo fondamentale, dopo aver deciso a tavolino che in autunno ci sarà una nuova ondata di covid, dopo averci tenuto prigionieri in casa per mesi ora vogliono imporci il trattamento sanitario obbligatorio che verrà usato non per ipotetici malati di covid-19 ma per chi manifesta qualsiasi tipo di pensiero critico

Il virologo Crisanti: Tso per pazienti Covid e tracciamento per chi viene da Paesi a rischio. Focolai aumenteranno

SALUTE > FOCUS Domenica 5 Luglio 2020


Tso obbligatorio per chi ha il Coronavirus e rifiuta le cure e sorveglianza per chi rientra da Paesi a rischio, nella consapevolezza che non viviamo in una bolla, che il Covid circola e che i focolai continueranno e aumenteranno in autunno. Lo ha detto a Sky il virologo Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di microbiologia e virologia e dell'università di Padova.

«Se una persona è positiva al coronavirus, penso che debba essere messa in condizione di non trasmettere. Se non lo fa spontaneamente, penso che il Trattamento sanitario obbligatorio si renda necessario perché se qualcuno rifiuta le cure non deve mettere a rischio la salute degli altri». 

«A preoccuparmi è il rientro in Italia di persone infette che potrebbero così riaccendere altri focolai. L'altra cosa che mi preoccupa è che gli italiani pensino che l'emergenza è finita. Non è finita, il virus circola ancora. È importante avere questa consapevolezza per restare prudenti», ha spiegato, sottolineando che attualmente i focolai attivi «sono sotto controllo dal sistema». Per quanto riguarda gli arrivi dall'estero, sottolinea, «si possono mettere sotto sorveglianza le persone che arrivano da aree a rischio come Cina, India, Brasile e Stati Uniti. Ci sono i mezzi per tracciare gli spostamenti, le persone che arrivano vanno monitorate. Non solo prendendo la temperatura che non serve a niente».

E infine: «L'Italia non è in una bolla. Con gli italiani bisogna essere chiari. Altri focolai scoppieranno e saranno anche più numerosi probabilmente a ottobre e novembre. Ogni giorno nel mondo si registrano 200 mila nuovi casi di Covid-19 nel mondo».

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