L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 luglio 2020

E' il prezzo dell'oro il vero indicatore di come la crisi diventa sempre più incombente e inafferrabile. il covid-19 è la foglia di fico con cui nascondersi

Nuovo record per l'Oro: è caccia ai beni rifugio

Finanza · 27 luglio 2020 - 14.35


(Teleborsa) - L'oro vola su nuovi record storici, aggiornando anche i massimi raggiunti nel lontano 2011, in piena crisi finanziaria europea. Il metallo prezioso scambia oggi a 1,939,9 dollari l'oncia, in rialzo del 2,1% rispetto allo scorso venerdì, dopo aver toccato un massimo di 1,945 dollari.

Se si guarda all'andamento dell'Oro da inizio anno la performance è sorprendente - in sette mesi ha guadagnato circa il 28% - a causa di una serie di fattori rialzisti: geopolitici, sanitari, finanziari e monetari-

La crisi sanitaria ha fatto crollare i mercati in primavera, innescando una corsa ai beni rifugio, tanto che ancora oggi, la domanda degli ETF risulta in crescita del 25% a 25 miliardi di dollari secondo indicazioni fornite da Blackstone a Bloomberg.

A determinare l'exploit del Gold hanno contribuito le politiche delle banche centrali, che proprio a causa della pandemia, si sono tradotte in strategie sempre più accomodanti, inondando i mercati e l'economia di denaro a basso costo o a fondo perduto. C'è da rilevare che una politica monetaria espansiva e tassi a zero sono fattori solitamente rialzisti per l'Oro.

Questa settimana si riunirà di nuovo il FOMC, il Comitato di politica monetaria della Federal Reserve, che stando alle attese, dovrebbe fornire previsioni molto meno ottimistiche sull'andamento dell'economia. Probabilmente, la banca centrale USA tornerà a sollecitare politiche fiscali più generose, mentre si attende dal Congresso USA l'approvazione del nuovo pacchetto di stimoli all'economia.

L'accelerazione dei contagi di Covid-19 nel mondo e le ritorsioni diplomatiche fra Washington e Pechino hanno contribuito a tenere in tensione i mercati, che stanno sperimentando da qualche giorno una nuova fase negativa.

La soglia fatidica dei 2.000 dollari, mai raggiunta nel 2011, è ad un soffio e per gli esperti è solo una questione di tempo. La banca d'affari UBS ha preventivato che l'Oro potrebbe raggiungere questo target entro la fine si settembre e sostiene che continua a vedere rischi di "upside" del metalli prezioso.

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