L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 luglio 2020

Energia pulita - Il Giappone si allinea all'Australia e alla Germania per la strategia dell'idrogeno verde

Auto, per Toyota idrogeno fondamentale per il futuro

1 LUGLIO 2020


Nelle previsioni legislative per incentivare ricariche elettriche e del gas con obblighi alle regioni e concessionari autostradali “purtroppo è stato omesso l’idrogeno. Per cui riteniamo che questa disposizione debba essere estesa al più presto anche all’idrogeno con la previsione degli stessi obblighi per Regioni e concessionari autostradali

“Non vediamo un’unica tecnologia per il futuro ma l’idrogeno in maniera del tutto complementare assieme alle auto elettriche e ibride”. Lo hanno detto i rappresentanti di Toyota Motor Italia in audizione in commissione Industria al Senato in merito all’affare assegnato sull’automotive italiano. “L’idrogeno è essenziale per spingere oltre l’utilizzo di fonti di energie rinnovabili discontinue come l’eolico e il solare – hanno detto i rappresentati della casa giapponese -. Ha tra gli altri sistemi il potenziale maggiore per cumulare l’energia rinnovabile in grande quantità e per lungo tempo. Quindi il vantaggio è sicuramente nel campo trasporti ma lo è altrettanto per spingere oltre la produzione e l’utilizzo di energia rinnovabile”.

-15% RIDUZIONE EMISSIONI IN 2025, -37,5 NEL 2030

“Nel 2025 si prevede una riduzione delle emissioni del 15% rispetto ai valori che verranno raggiunti nel 2020 e del 37,5% al 2030. Nel 2019 rispetto all’anno precedente il Gruppo Toyota è quello che ha ridotto maggiormente le emissioni di Co2 rispetto alla flotta che è stata immessa sul mercato”.

“Il piano Toyota per l’elettrificazione inizia nel 1997 con la Prius e sei anni fa vendevamo già veicoli con tecnologie elettrificate. La nostra è una transizione lunga ma grazie a investimenti e know how ingegneristico riteniamo che l’ibrido arriverà a generazioni ancora più avanzate con minori emissioni”, ha aggiunto il rappresentante di Toyota sottolineando che le sfide della mobilità si possono incentivare solo con un’azione congiunta pubblico-privato. “Per i piccoli spostamenti in ambito urbano la dimensione del veicolo è importante quindi vediamo lo sviluppo soprattutto di veicoli elettrici a batteria mentre all’aumentare della lunghezza del percorso veicoli ibridi plug-in e poi l’utilizzo delle tecnologie a idrogeno che dal nostro punto di vista devono essere utilizzate oltre che per il trasporto pesante anche per il trasporto pubblico locale”, hanno evidenziato ricordando che Toyota sta lavorando a quattro opzioni di elettrificazione disponibili oggi nel mondo dell’auto.

OCCORRE SVILUPPARE RETE DISTRIBUZIONE IDROGENO. ITALIA IN RITARDO

Secondo i rappresentanti di Toyota occorre, poi, sviluppare una “rete di distribuzione di idrogeno che nel lungo termine con la mobilità elettrica sarà di vitale importanza per la transizione energetica. Ad oggi sono stati fatti pochi passi in avanti per raggiungere gli obiettivi della Dafi. Esiste un solo distributore di idrogeno a Bolzano, Toyota con Eni sta aprendo due stazioni di rifornimento a Milano e Venezia, e un altro contributo sta arrivando dall’Autostrada del Brennero con il finanziamento di alcune stazioni. Ma in Europa altri Paesi si stanno muovendo molto più rapidamente sull’idrogeno, molti hanno già creato una rete di distribuzione”. I due rappresentati della casa giapponese hanno evidenziato che nelle previsioni legislative per incentivare ricariche elettriche e del gas con obblighi alle regioni e concessionari autostradali “purtroppo è stato omesso l’idrogeno. Per cui riteniamo che questa disposizione debba essere estesa al più presto anche all’idrogeno con la previsione degli stessi obblighi per Regioni e concessionari autostradali in maniera rapportata al fabbisogno per raggiungere l’obiettivo previsto dalla Dafi”.

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