L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 luglio 2020

Filogaso è amministrata in maniera omertosa o no?

Filogaso, imbarazzo in Consiglio: la minoranza minaccia dimissioni

Richiesta di chiarimenti dopo il nostro articolo sulle ingerenze della criminalità che chiama in causa il vicesindaco Rachieli. “Il sole nascente”: «Non saremo complici dell’omertà»

-22 Luglio 2020 10:50


Ha creato un certo imbarazzo all’amministrazione comunale di Filogaso, l’articolo de Il Vibonese in cui, nei giorni scorsi, si ricostruivano le ingerenze della criminalità organizzata nelle amministrazioni locali vibonesi sulla base di quanto emerso dagli atti della maxi-inchiesta Rinascita-Scott, condotta dalla Dda di Catanzaro sotto il coordinamento del procuratore Nicola Gratteri. In particolare, a creare scompiglio in occasione dell’ultimo consiglio comunale, è stata la posizione del vicesindaco Daniele Rachieli, chiamato in causa nell’articolo. Posizione rispetto alla quale è stato il gruppo d’opposizione “Il sole nascente” a chiedere chiarimenti. Senza, tuttavia, ricevere risposta.

La ricostruzione di quanto accaduto in aula viene (è bene sottolinearlo) dagli stessi consiglieri di minoranza che così riassumono gli eventi: «ci siamo permessi di chiedere la parola per poter esprimere quella che è la nostra posizione in merito all’articolo apparso sul quotidiano online “Il Vibonese” il 19 luglio scorso. La nostra intenzione era di chiedere al sindaco e al suo vice, quest’ultimo protagonista dell’articolo in oggetto, chiarimenti e delucidazioni su quanto esposto all’interno dell’articolo, non possiamo passare indifferenti davanti all’accusa di essere un paese “omertoso”. Alla nostra richiesta di prendere la parola ci è stato detto di attendere a fine Consiglio – proseguono i consiglieri -, al che abbiamo ribadito la nostra intenzione di abbandonare i lavori del Consiglio in quanto non abbiamo visto alcun chiarimento o smentita davanti alle pesanti accuse presenti nell’articolo de “Il Vibonese”».

Quindi aggiungono «intendiamo prendere le distanze in maniera netta dall’attuale maggioranza, chiedendo a quest’ultima di chiarire pubblicamente qual è la posizione in merito al contenuto dell’articolo. Riteniamo indispensabile difendere l’onorabilità della nostra comunità, dove la stragrande maggioranza dei cittadini è fatta di gente perbene e onesta che non può certo accettare di essere definita omertosa. Ribadiamo quindi la nostra richiesta di chiarimenti al sindaco e al suo vice, qualora questa non dovesse pervenire, ci vedremo costretti a rassegnare le nostre dimissioni da consiglieri comunali. Non intendiamo rimanere in un consiglio comunale dove aleggia il sospetto. Rimanere indifferenti ci renderebbe complici di un qualcosa che non conosciamo e che rifiutiamo a prescindere».

Nell’informativa finale di Rinascita-Scott i carabinieri ricostruiscono gli interessi dei Bonavota e dei Cracolici sulle ultime elezioni comunali di Sant’Onofrio e Maierato. E a Filogaso il vicesindaco media con l’uomo del clan anziché denunciare


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