L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 24 luglio 2020

Finalmente Italexit

Paragone lancia Italexit: “In Italia manca un partito che chiede l’uscita dall’Ue e dall’Euro”

Gianluigi Paragone, dopo aver lasciato il Movimento 5 Stelle, lancia il suo partito Italexit con un chiaro obiettivo: portare l’Italia fuori dall’Ue e dall’Euro. Il senatore spiega perché ha deciso di fondare un nuovo movimento: “Manca in Italia un partito che chieda l’uscita dell’Italia dall’Unione europea e dall’unione monetaria”.

POLITICA ITALIANA 23 LUGLIO 2020 18:37di Stefano Rizzuti

Gianluigi Paragone, senatore ex Movimento 5 Stelle, lancia il suo partito. Il suo Italexit, questo il nome che aveva annunciato già negli scorsi giorni, inizia a prendere forma: “Secondo i sondaggi dell’Istituto Piepoli Italexit è al 5%, e per essere una forza che deve ancora radicarsi è un punto di inizio. La strada è lunga e da qui l'Europa sarà la mia migliore alleata perché i provvedimenti presi danneggiano gli italiani”. L’obiettivo del partito di Paragone è chiaramente quello di portare l’Italia fuori dall’Ue. Il nome del partito di Paragone è chiaro: non solo Italexit, ma anche il sottotitolo ’No Europa per l’Italia’. Non a caso il senatore ribadisce il suo obiettivo in conferenza stampa: “In Europa abbiamo una moneta ma non una politica monetaria. Il primo segnale sarà uscire dall'Ue, sono convinto che il processo dell'Unione andrà a consunzione. Crediamo fermamente nell'uscita dall'eurozona”.

Paragone: in Italia manca partito che vuole uscire da Ue

Per Paragone con Italexit nasce un movimento nuovo e diverso da quelli già esistenti: “Manca in Italia un partito che chieda l'uscita dell'Italia dall'Unione europea e dall'unione monetaria. Siccome tutti pensano di correggere l'Europa, a loro faccio tanti auguri ma penso che una maionese impazzita non si possa recuperare. Noi invece vogliamo fare un'offerta politica diversa, anche radicale, è un modo di far esprimere gli italiani su questo progetto su cui finora nessuno si è mai potuto esprimere”.

Paragone non risparmia critiche al Movimento 5 Stelle, che ha lasciato nelle scorse settimane: “Il M5s non ha tesi politica, è una suggestione. Ero conscio che un movimento giovane non potesse essere strutturato sulle tesi ma sarebbe bastato tenere almeno il punto sulla suggestione. Sarei stato buttato fuori comunque anche con il governo gialloverde. Il fondo Tria non aveva una visione tanto diversa da quella che Gualtieri esaspera. Era all'interno della stessa politica comandata da Bruxelles. Forte del 33%, invece, io speravo di costruire una diga e sottoporre ad uno stress l'Unione Europea”.

Altro tema centrale per Paragone è quello dei flussi migratori, considerati “funzionali ai disegni neoliberisti: quando guardi la morte in faccia nella traversata puoi affrontare il lavoro in nero, qui c'è la responsabilità di un'Europa che non ha saputo usare i mezzi a disposizione per fermare i flussi migratori. Vuol dire che ti sta bene non fermare i flussi per creare una situazione di continuo allarme sociale. Ti danno un po' di soldi e tu ti gestisci il problema, ecco la visione miope dell'Europa, ti danno mance per gestire i campi. Invece dentro le ondate migratorie, quando l'economia gira, c'è integrazione e gli stranieri non sono stranieri”.

Paragone lancia Lozzi candidata sindaco di Roma

In conferenza stampa Paragone fa anche un annuncio un po’ a sorpresa: “Monica Lozzi sarà la nostra candidata a sindaco di Roma”. Lozzi è presidente del VII Municipio e ha lasciato il Movimento 5 Stelle ed è ora entrata in Italexit: sarà candidata alla poltrona di primo cittadino nella Capitale. La stessa Lozzi spiega: “Noi veniamo dallo stesso percorso, anche se io sono stata nel Movimento dieci anni. Il M5s ha sempre parlato in maniera critica dell’Europa. Nel Movimento non ho trovato questa voglia di confronto”.


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