L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 luglio 2020

Il filo indelebile tra gli ebrei sionisti e gli Stati Uniti è evidente

CORRISPONDENZA CAVIGLIA
Israele: il motivo dell’arrivo del Capo di Stato Maggiore dell’esercito statunitense

27 lug 2020
Massimo Caviglia

Mentre continuano quasi ogni giorno le manifestazioni di militanti dell’opposizione di fronte alla residenza del premier Netanyahu a Gerusalemme, che chiedono le sue dimissioni per la gestione della lotta al Covid e le accuse di corruzione, nel nord di Israele l’allerta è stata elevata in seguito alle minacce giunte dagli Hezbollah libanesi. Il Ministro della Difesa e co-premier Gantz ha avvertito il movimento filo iraniano che “lo Stato di Israele non ha mire in Siria o in Libano, ma solo interessi di sicurezza, e li difenderà in ogni modo prendendo forti misure contro chiunque lo metta alla prova”. E poco fa una cellula armata di Hezbollah che si avvicinava al confine è stata intercettata e i suoi miliziani eliminati. L’esercito ha però ordinato ai residenti dell’area di rimanere nelle proprie case. La scorsa settimana Israele aveva colpito un importante deposito di armi vicino Damasco, uccidendo alcuni militari iraniani e siriani, oltre a un noto terrorista di Hezbollah. Il gruppo sciita avrebbe quindi deciso di vendicare la morte del suo combattente aumentando le azioni di penetrazione in territorio israeliano.

Ma c’è un altro evento che fa prevedere un aumento della tensione nell’area. Qual è il motivo dell’arrivo in Israele del Capo di Stato Maggiore congiunto dell’esercito statunitense? Il Generale Milley ha incontrato il Ministro della Difesa Gantz, il Capo di Stato Maggiore Kochavi e il Capo del Mossad Cohen, e ha parlato con il premier Netanyahu in videoconferenza. Il tema riguardava le minacce dell’Iran. Ma l'ultima volta che si è verificata una visita a questo livello è stato quando i funzionari americani hanno dissuaso Israele dal colpire le centrali atomiche iraniane. Forse Netanyahu teme che Trump possa perdere le elezioni, e che lui stesso possa non vincerle se cadesse il governo. Quindi potrebbe voler cogliere adesso l'occasione per colpire l'Iran. Capiremo presto se il Generale Milley sia venuto a frenarlo o ad assecondarlo.

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