L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 luglio 2020

Il governo degli euroimbecilli altra prebenda ai Benetton

"Esproprio o Regalo?"

di Guido Salerno Aletta
18 luglio 2020

Senza numeri, nessuno può dirlo. La telenovela autostradale continuerà per un altro anno, almeno

C'era grande attesa per la nuova puntata, trasmessa come sempre in differita su Canale Chigi: non è un Talk Show col dibattito sguaiato e gli ospiti a sorpresa, e neppure un Reality con i personaggi confinati da qualche parte.

La Telenovela è un genere televisivo che ha regole ben precise: il racconto non si conclude mai, se non per la decadenza fisica degli interpreti, che vengono via via rimpiazzati da nuovi commedianti. Ogni puntata dovrebbe essere quella decisiva, ma si conclude invariabilmente con un colpo di scena che rinvia ancora la soluzione… il pubblico deve rimanere in perenne attesa della puntata successiva.

Riepilogo della puntata precedente:

…Basta!, la pazienza è finita! Sono ormai due anni che si traccheggia dopo la Tragedia del Crollo del Ponte…

…si deve decidere sulla Revoca della Concessione, con la maggioranza spaccata…

…tutto può accadere...

…la Controparte rischia grosso perché non ha aderito alla Proposta ultimativa del Governo…

Nuova puntata:

…Convocato alle 22, il Consiglio dei Ministri che doveva pronunciarsi sulla vicenda dell'ASPI, si sarebbe concluso alle 4 del mattino, tra sospensioni e trattative convulse: niente Conferenza stampa, solo uno scarno "Comunicato della Vittoria", da cui si evince chiaramente che l'attuale azionista di maggioranza, Atlantia, che fa a sua volta capo alla famiglia Benetton, scenderà dall'attuale 88% ad una quota minima, tra il 10% ed il 12%, giusto per avere un posto nel Cda...

Prossime puntate:

…C'è un turbinio di procedure da espletare, nel corso di almeno un anno: si parte con l'ingresso della CDP in ASPI, sottoscrivendo un aumento di capitale riservatole, poi altri azionisti "graditi" compreranno altre quote da Atlantia, poi si procederà alla quotazione sul mercato di ASPI con una IPO, previa la scissione della proprietà di ASPI tra i soci di Atlantia…

Gli spettatori si domandano: "ma si tratta di un Esproprio ai danni degli attuali azionisti o è un altro Regalo ben confezionato?"

Nessuna risposta è possibile, perché verrà data nel corso delle prossime puntate della Telenovela: nessuno ha detto se e quanti soldi dovrà sborsare la CDP per sottoscrivere l'aumento di capitale riservatole. Non si sa se sarà gratuito, con la corrispondente riduzione del valore delle quote detenute da Atlantia che si diluisce ma facendo salvo il valore delle quote del 12% detenuto dai soci privati attuali. Perché, se CDP pagasse 3 miliardi di euro per avere il 33% del nuovo capitale sociale, avrebbe comprato anche la medesima quota del debito che oggi grava su ASPI, che è all'incirca di 9 miliardi di euro: avrebbe comprato 3 miliardi di debito pagando 3 miliardi. Un regalone!

Se, invece, l'aumento del capitale di ASPI fosse gratuito, la CDP subentrerebbe all'attuale azionista nel 33% delle quote sociali complessive senza sborsare un euro, ma avrebbe sempre spalle 3 miliardi di debito. Sembra un esproprio, ma probabilmente non lo è.

C'è il debito di ASPI, che è una bella rogna, e che è servito a finanziare le acquisizioni di Atlantia: è stato messo a garanzia dei creditori dove si incassano i pedaggi. Ma questi pedaggi, in futuro, non cresceranno più come è stato finora: il rendimento del capitale investito non avrà più la stessa astronomica percentuale che era stata garantita in passato, superiore al 10% annuo. Un guaio, dunque, per CDP e per i nuovi soci "graditi", che subentrano ad Atlantia: a loro spetterà di onorare il servizio di questo enorme debito di 9 miliardi di euro. La CDP e gli altri soci "graditi" al Governo pagheranno il costo delle acquisizioni fatte da Atlantia: altro che esproprio! Vero è che Atlantia garantisce il debito di ASPI, ma questo viene onorato per interessi e rimborsi con i pedaggi incassati da ASP. Sono gli utenti che pagano ai caselli a continuare a pagare tutto, anche le nuove manutenzioni straordinarie…

Mentre la maggioranza esulta, affermando che finalmente gli azionisti di Atlantia usciranno da ASPI, e che le Autostrade tornano nuovamente ai Cittadini, il Mercato festeggia, facendo rialzare di oltre il 20% la quotazione di Atlantia. Vero, era stata depressa per la prospettiva di revoca della Concessione, ma questa euforia qualcosa significa.

"Esproprio o Regalo?"

Senza numeri, nessuno può dirlo.

La Telenovela autostradale continuerà, per un altro anno almeno…

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