L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 luglio 2020

La procura di Catanzaro tracima e esonda, non si ferma e il Sistema mafioso massonico politico istituzionalizzato attaccato e messo alle corde non capisce più niente

Imponimento, Gratteri: «Sono stati commessi tutti i reati previsti dal codice penale»

VIDEO | Il procuratore di Catanzaro elogia la collaborazione con il Gico della Guardia di finanza e con gli inquirenti svizzeri per gli esiti dell’operazione che vede 158 indagati e coinvolge numerosi nomi noti dell’imprenditoria e della politica calabrese

di E. D. G. 
21 luglio 2020 14:11

«In questa indagine, tranne lo sfruttamento della prostituzione, trovate tutti i reati previsti dal codice penale e dalle leggi speciali».

Così il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa che questa mattina è servita per illustrare gli esiti dell’operazione Imponimento, che ha visto 700 uomini della Guardia di finanza impegnati dalle prime luci dell’alba ad eseguire 75 provvedimenti restrittivi nei confronti di importanti esponenti della criminalità organizzata vibonese. Complessivamente - tra Italia e Svizzera - sono indagate 158 persone e sono stati sequestrati beni per 169 milioni di euro.

Nel mirino dell’inchiesta della Dda, il clan degli Anello. «Questa organizzazione criminale – ha spiegato Gratteri - abbracciava tre territori: Catanzaro, Vibo e le Serre sul lato ionico. Un locale di ‘ndrangheta molto importante, quello degli Anello, perché c’erano molte altre ‘ndrine satelliti. Un lavoro durato 4 anni, possibile non solo grazie alla comprovata professionalità della Guardia di finanza ma anche perché il Gico centrale ha deciso di investire qui in maniera significativa mandando decine e decine di uomini negli ultimi anni».

«Inchiesta di respiro internazionale», ha sottolineato il magistrato antimafia. In merito alla collaborazione con gli inquirenti svizzeri, Gratteri ha sottolineato l’efficienza «delle squadre investigative comuni che abbiamo costruito e la disponibilità del procuratore federale Sergio Mastroianni, che ha offerto grande supporto, malgrado le difficoltà sul piano normativo, perché purtroppo solo l’Italia ha una legislazione anti-mafia particolarmente evoluta».

Le ramificazioni in Svizzera servivano anche per l’approvvigionamento di armi. «Ne abbiamo trovato una grande quantità questa notte, perché in Svizzera - ha spiegato - è molto facile acquistare armi, che poi, tramite furti simulati, arrivano in Italia».

Infine, in merito al ricorso alla procedura del “fermo”, che non richiede l’autorizzazione preventiva del Gip, Gratteri ha spiegato: «Siamo ricorsi al fermo perché l’autorità giudiziaria svizzera aveva necessità di depositare gli atti».

LEGGI ANCHE: 


Nessun commento:

Posta un commento