L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 luglio 2020

La Strategia della Paura e del Caos impiantata sul covid-19 impone i licenziamenti

Crisi Covid-19: Airbus taglia 15mila posti di lavoro

2 luglio 2020
di Redazione




Airbus (Simbolo di Borsa: AIR) ha annunciato il 30 giugno una serie di misure drastiche volte ad adattare la propria forza lavoro a livello mondiale e a ridimensionare le proprie attività nell’aviazione commerciale in risposta alla crisi derivante dal COVID-19.


Secondo quanto reso noto da un comunicato del colosso aeronautico europeo che ha tra i suoi azionisti gli Stati francese, tedesco e spagnolo, “questo adattamento dovrebbe tradursi in una riduzione di circa 15.000 posti entro, al più tardi, l’estate 2021. Il processo di informazione e consultazione con le parti sociali è iniziato, l’obiettivo è il raggiungimento di accordi che inizieranno a essere implementati nell’autunno 2020£

Airbus sottolinea che “nel corso degli ultimi mesi le attività nell’ambito dell’aviazione commerciale hanno registrato una diminuzione di quasi il 40%, mentre l’insieme del settore si trova ad affrontare una crisi senza precedenti. I tassi di produzione degli aeromobili commerciali sono stati adattati di
conseguenza”.

Airbus ha ringraziato “i governi per il loro sostegno, che ha consentito
all’azienda di limitare le misure di adattamento necessarie. Tuttavia, poiché non si prevede che il traffico aereo ritorni a livelli pre-COVID entro il 2023, se non il 2025, Airbus deve ora prendere ulteriori misure che tengano conto delle prospettive dell’industria a seguito della crisi da COVID-19.

Airbus prevede di applicare tagli alla forza lavoro di 5.000 posti in Francia, • 5.100 in Germania, • 900 in Spagna, • 1.700 posti nel Regno Unito e • 1.300 posti negli altri siti Airbus nel resto del mondo

L’azienda ha precisato che “le controllate Stelia in Francia e Premium AEROTEC in Germania, sono incluse in questi numeri.




Tuttavia, non sono inclusi i circa 900 posti derivanti dalla necessità di ristrutturare Premium AEROTEC in Germania, identificata prima del COVID-19, che sarà ora implementata nell’ambito di questo piano di adattamento globale”.

La gravità della situazione emerge chiaramente nel comunicato in cui si sottolinea come “sebbene in questa fase non sia possibile escludere misure forzate, Airbus lavorerà insieme alle parti sociali per limitare l’impatto di questo piano facendo affidamento su tutte le misure sociali disponibili, tra cui uscite volontarie, prepensionamento e piani di disoccupazione parziale a lungo termine, ove opportuno”.

“Airbus sta affrontando la crisi più grave che questo settore abbia mai vissuto”, ha dichiarato il CEO di Airbus Guillaume Faury. “Le misure che abbiamo adottato finora ci hanno permesso di assorbire lo shock iniziale di questa pandemia. Ora dobbiamo garantire la sostenibilità dell’azienda e la nostra capacità di emergere dalla crisi in qualità di leader globale del settore aerospaziale, adattandoci alle enormi sfide dei nostri clienti.

Per affrontare questa realtà, ora dobbiamo adottare misure di più ampia portata. Il nostro team di dirigenti e il nostro Consiglio di Amministrazione sono pienamente impegnati a limitare l’impatto sociale di questo adattamento.

Desideriamo ringraziare i nostri partner governativi che ci aiutano a preservare il più possibile le nostre competenze e il nostro know-how e che hanno svolto un importante ruolo nel limitare l’impatto sociale di questa crisi sul nostro settore. Sono le competenze e le capacità dei team Airbus che ci consentiranno di essere pionieri di un’industria aerospaziale sostenibile.”


https://www.analisidifesa.it/2020/07/crisi-covid-19-airbus-taglia-15mila-posti-di-lavoro/

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