L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 20 luglio 2020

Lo stato ha voluto la morte di Borsellino

Omicidio Borsellino, Klaus Davi: «Resta da chiarire il ruolo delle istituzioni e dei mandanti»

Per il consigliere comunale di San Luca: «Sulle contaminazioni oscure fra Stato e mafia sta dando però un importante contributo con le sue inchieste la DDA di Reggio Calabria con processi chiave come “Ndrangheta Stragista”»

-19 Luglio 2020 13:00


«Paolo Borsellino è stato lasciato solo da vivo, ma anche da morto, purtroppo. L’opera chiarificatrice sul suo omicidio è stata svolta dallo Stato, ma solo in parte. I misteri restano tanti e ancora da chiarire è il ruolo delle istituzioni e dei mandanti del tragico attentato in via D’Amelio sono restati nell’ombra».

Lo ha dichiarato Klaus Davi consigliere comunale di San Luca. “Sulle contaminazioni oscure fra stato e mafia sta dando però un importante contributo con le sue inchieste la DDA di Reggio Calabria con processi chiave come “Ndrangheta Stragista”. L’auspicio è che affiori una volta per tutta la verità anche sulla tragica scomparsa di Falcone e Borsellino e anche altri magistrati e servitori dello Stato. Borsellino e la sua solitudine oggi sono una luminosa metafora di tutto il sud, completamente abbandonato a se stesso, e vittima dell’oscurantismo di istituzioni assenti e ciniche che ne stanno decretando la morte sociale, economica e civile».

Nessun commento:

Posta un commento