L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 luglio 2020

Ma dagli euroimbecilli olandesi che hanno fatto dell'Olanda un Paradiso Fiscale cosa ci si può aspettare se non insulti e fake news? Solo gli euroimbecilli italiani possono pensare che ci sia solidarietà in Euroimbecilandia

“Pensioni, Italia vero frugale”/ De Grauwe: “più sacrifici dell’Olanda, Rutte falso”

Pubblicazione: 21.07.2020 - Niccolò Magnani

L’economista belga Paul De Grauwe al “Fatto” spiega perché il Recovery Fund è un accordo simbolico ma anche che i frugali olandesi dicono il falso quando parlano delle pensioni in Italia

Premier Giuseppe Conte e il Primo Ministro d'Olanda Mark Rutte al Consiglio Europeo (LaPresse, 2020)

Il Consiglio Europeo ha stabilito che il Recovery Fund resta di 750 miliardi con più fondi all’Italia (209) ma anche maggiori sconti (rebates) all’Olanda e il super freno d’emergenza per dare ai “frugali” la possibilità di veto sui singoli piani di rilancio dei 27 Paesi europei: intervistato dal Fatto Quotidiano l’economista belga Paul De Grauwe, ex parlamentare dei liberali conservatori VLD, spiega perché la narrativa dei Paesi Bassi sull’Italia “spendacciona” sia non solo ingiusta ma anche del tutto falsa. «Il governo olandese da almeno due decenni dice ai suoi cittadini che l’Olanda paga troppo all’Unione europea e che gli italiani sono pigri. Queste idee sono diventate una forza politica in Olanda, che perciò non vuole fare compromessi», spiega De Grauwe illustrando i motivi delle false narrazioni in arrivo dai cosiddetti “frugali”. In primis, è sulle pensioni che l’Olanda ha in più occasioni attaccato l’Italia e gli altri Paesi del Sud nel corso del lunghissimo Consiglio Europeo conclusosi stamane all’alba: «pensionati trattati bene in Italia? Non è vero se si guarda alle statistiche», spiega l’economista belga, «Gran parte di questa narrativa è basata su notizie false, come quella secondo cui gli italiani lavorano di meno e vanno in pensione prima. O anche l’idea per cui l’Italia non ha voluto fare austerità: quando guardi ai dati, però, l’Italia ne ha fatta almeno quanto gli olandesi».

L’ECONOMISTA “RUTTE DICE FALSITÀ SUGLI ITALIANI”

Non solo, secondo la visione di De Grauwe, negli ultimi anni l’avanzo primario italiano supera quello olandese (come dimostrano i grafici emersi già negli scorsi giorni “contro” la narrativa dei frugali anti-Italia): «la narrativa dei frugali è finzione. Il populismo non si basa sui fatti, ma su narrative fabbricate. Purtroppo, i fatti non convincono anche alcuni economisti olandesi che conosco, perché la questione è diventata emotiva». Il rischio di un compromesso difficile anche nel futuro sulla governance dei Recovery Plan dei singoli Paesi, spiega De Grauwe al Fatto, è concreto vista la narrazione che porta a ritenere l’altro sempre come un nemico: interessante infine il giudizio complessivo dato al Recovery Fund, utile ma comunque simbolico secondo l’economista belga «Anche se si raggiungesse un accordo, tutto partirebbe dall’anno prossimo e a piccoli passi, mentre ne abbiamo bisogno oggi. Il suo impatto sull’economia sarà minimo. Ma a volte i simboli possono essere importanti. Il Recovery fund darebbe il segnale agli italiani e ai politici in generale che hanno investito nell’idea europea che esiste una qualche solidarietà».

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