L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 luglio 2020

Manovrano miliardi ma sono culturalmente dei ladri di polli, si autointossicano con l'acido

Traffico di droga, arresti nel Reggino: colpite le famiglie Mammoliti e Giorgi di San Luca

NOMI E VIDEO | Durante le attività, sono stati scoperti bunker nelle abitazioni di alcuni indagati. Uno di questi, per disfarsi di telefoni nascosti, ha utilizzato una bacinella con acido finendo intossicato. Sequestrati 52 chili di cocaina

di Redazione 
22 luglio 2020 10:23

Blitz antidroga nel Reggino. Si è svolta dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, finalizzata all’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse a carico di elementi di spicco delle famiglie Mammoliti e Giorgi di San Luca e di altri soggetti della Locride e della Piana di Gioia Tauro, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina.

Gli investigatori del Commissariato di P.S. di Siderno e della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, coadiuvati dagli operatori dei Reparti Prevenzione Crimine della Calabria, hanno eseguito anche numerose perquisizioni. Scoperti bunker nelle abitazioni di alcuni arrestati. Impiegati circa 100 agenti della Polizia di Stato. I particolari dell’operazione sono resi noti nel corso della conferenza stampa nella sala conferenze della Questura di Reggio Calabria, alla presenza del procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e del questore di Reggio Calabria Maurizio Vallone.

Gli arrestati
Antonino Ferrinda, 71 anni di Oppido Mamertina (detenuto)
Giuseppe Ferrinda, 43 anni di Sant'Eufemia d'Aspromonte
Maria Filastro, 46 anni di Careri (RC)
Giovanni Giorgi, alias U famusu, 36 anni di San Luca
Giovanna Laganà. 52 anni di Reggio Calabria
Vincenzo Luciano, 40 anni di Siderno
Domenico Mammoliti, 52 anni, di Bovalino
Francesco Mammoliti, 47 anni di Bovalino
Francesco Parrelli, 51 anni di Reggio Calabria
Antonio Pellegrino, di Careri
Domenico Pellegrino, 49 anni, di Careri
Vincenzo Scarfone, 39 anni di Bianco
La fuga nei bunker

Nell’ambito dell’operazione Koleos, due dei ricercati sono stati arrestati in bunker sotterranei nascosti sotto le loro abitazioni. La perseveranza e l'intuito degli investigatori del Commissariato di Siderno e della Squadra Mobile hanno consentito di capire che i due fratelli Sergi potevano essere nascosti in tali bunker e hanno continuato a cercare i nascondigli fino a quando non ne hanno trovato gli accessi. Sotto una delle due abitazioni sono stati trovati ben quattro bunker sotterranei.

Il sequestro di cocaina

Trovati anche soldi in contanti e cellulari nascosti di cui Sergi ha tentato di disfarsi distruggendo in una bacinella di acido. Le esalazioni dell'acido, nell'ambiente ristretto, hanno causato una intossicazione all'uomo che, una volta liberato, ha richiesto l'intervento dei sanitari.

Complessivamente sono stati sequestrati 52 chili di cocaina ed è stato documentato un traffico di almeno 160 chili di stupefacente per un valore di circa 16 milioni di euro. Trovate anche numerose armi sia lunghe che corte.

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