L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 31 luglio 2020

Nagasaki, Hiroshima due città piene di donne uomini bambini bombardate dagli Stati Uniti, un delitto di stato contro l'umanità

75° anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. 

Comunicato IPPNW/IPB*
29.07.2020 - Online - Pressenza London
Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese


Invito alla speciale proiezione mondiale del film “La Memoria del Cuore” del 9 agosto

Mentre ricordiamo le sofferenze senza precedenti subite dai cittadini di Hiroshima e Nagasaki il 6 e il 9 agosto del 1945, riaffermiamo la volontà delle nostre organizzazioni di garantire che non si faccia mai più ricorso alle armi nucleari.

Due giorni: ecco il brevissimo lasso di tempo in cui sono state sganciate sul Giappone due primitive armi nucleari, uccidendo 250.000 persone tra donne, uomini e bambini. Tuttavia, alla distruzione che le bombe si sono lasciate dietro è sopravvissuta l’incredibile determinazione, mai vacillata, di testimoniare questa tragedia. Da 75 anni gli Hibakusha si sono esposti, come voce della speranza e delle esperienze vissute, per insistere sulla necessità assoluta di eliminare ogni arma nucleare.

Questa ispirazione ora è diventata il soggetto di un nuovo lungometraggio, La Memoria del Cuore. Invitiamo famiglie e amici a unirsi a noi il 9 agosto per onorare gli Hibakusha con una speciale proiezione di 24 ore di questo confortante documentario, in cui la storia è raccontata attraverso il filtro della crescente relazione tra Setsuko Thurlow, sopravvissuta di Hiroshima e da sempre attivista per il disarmo nucleare, e Mitchie Takeuchi, cineasta e figlia di un superstite di Hiroshima. È seguendo lo sviluppo della loro amicizia che la pellicola intreccia la storia dell’era post-nucleare con il movimento per il disarmo nucleare, nel momento della sua crescita, inclusa la storica adozione del Trattato per la proibizione delle armi nucleari da parte delle Nazioni Unite. Unitevi a noi e diventate parte della Memoria, così da aiutarci a preservare il ricordo dei sopravvissuti alle bombe atomiche per le generazioni future. La proiezione è sponsorizzata dall’IPPNW, dal IPB, da Hibakusha Stories e dall’ICAN**. Per non perdervi nessun aggiornamento sulla Memoria, incluso il link per lo streaming, iscrivetevi al nostro evento su Facebook.

Ad oggi nove nazioni hanno accumulato abbastanza armi termonucleari da mettere fine alla civiltà umana. Inoltre, al momento fanno a gara per modernizzare ed espandere i propri arsenali. Nell’ultima decade le spese militari non sono mai aumentate in un singolo anno tanto quanto nel 2019, raggiungendo la cifra di 1,917 miliardi di dollari, ovvero 249 dollari a persona in tutto il mondo. Gli Stati Uniti stanno facendo pressione sugli stati membri della NATO affinché schierino una nuova generazione di cacciabombardieri nucleari che possano sganciare armi nucleari più “utilizzabili”, a resa variabile, contro le popolazioni umane.

Piuttosto di investire in catastrofi umane autoprodotte, i governi dovrebbero riservare le poche risorse a quei programmi che salvaguardano e proteggono la salute e il benessere umano. Per mezzo della campagna globale sulle spese militari, la IPB invoca da tempo un loro drastico taglio e la riassegnazione delle risorse per la lotta alle minacce globali.

Da anni gli esperti di medicina ci mettono in guardia dalla possibilità che si scatenino nuove pandemie mortali, come quella che stiamo vivendo ora con il COVID. Sebbene alcuni paesi si siano comportati meglio, la risposta mondiale, chiaramente, non è stata tanto forte quanto il virus. Similmente, da decenni gli scienziati climatici lanciano avvertimenti circa la minaccia esistenziale rappresentata dall’inverno nucleare. Ricerche recenti hanno mostrato che le ripercussioni di una guerra nucleare, fosse anche solo di modeste dimensioni, causerebbero un tracollo delle coltivazioni di grano e fino a due miliardi di cittadini rischierebbero di morire di fame. Inoltre, gli incendi, le esplosioni e gli effetti delle radiazioni provocherebbero, durante la prima settimana, 20 milioni di morti.

Ignoriamo a nostro rischio e pericolo le parole di questi esperti su malattie infettive, scienza climatica e sulle conseguenze di una guerra nucleare per la nostra salute. Non esiste vaccino contro la minaccia mortale della guerra nucleare, che potrebbe rivelarsi la “la pandemia definitiva” per l’umanità. Come i medici professionisti dell’IPPNW e altre grandi organizzazioni sanitarie mondiali ribadiscono da tempo, l’unica cura per una guerra nucleare è la prevenzione e, di conseguenza, le armi nucleari devono essere bandite.

Pertanto, chiediamo a tutte le nazioni di sottoscrivere il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari del 2017, approvato per 122-1-1 dalle Nazioni Unite. 40 paesi l’hanno firmato e ratificato, quindi ne mancano ancora 10 prima che il divieto di armi nucleari previsto nel trattato possa entrare in vigore. Così si definirebbe una norma internazionale ai sensi della quale queste armi di distruzioni di massa indiscriminata verrebbero condannate e bandite, come già accaduto per le armi chimiche e biologiche.

La pandemia ci ha insegnato che esiste un legame tra bisogni e minacce globali. Riassegnando le enormi spese militari e orientando le nazioni verso la risoluzione pacifica dei conflitti per via diplomatica, i cittadini e i governi in tutto il mondo potrebbero affrontare più agilmente le enormi ingiustizie economiche e civili che danno vita ai conflitti e gettano benzina sul fuoco del cambiamento climatico. Ogni vittoria in ogni campo deve essere sfruttata per sostenere il progresso in qualche altra parte del mondo, se davvero vogliamo che l’umanità sopravviva a questo secolo.

Mentre ricordiamo le vittime delle bombe atomiche di 75 anni fa e ascoltiamo le storie dei superstiti, ci rendiamo conto più che mai che siamo tutti sulla stessa barca.

Michael Christ, direttore esecutivo, IPPNW
Reiner Braun, direttore esecutivo, IPB
Traduzione dall’inglese di Emanuele Marchetti. Revisione: Silvia Nocera

*IPPNW International Physicians for the Prevention of Nuclear War (Associazione internazionale di medici per la prevenzione di una guerra nucleare), IPB International Peace Bureau (Ufficio internazionale per la pace – ONG) NdT.
** Hibakusha stories è un’iniziativa di Youth Arts New York (ONG), ICAN International Campaign for the Abolition of Nuclear Weapons (Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, di cui Pressenza è partner) NdT.

Nessun commento:

Posta un commento