L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 21 luglio 2020

NoTav - telecamere nei boschi per spiare chi non è d'accordo sul raddoppio delle Torino-Lione non volendo considerare che quella che passa per il Frejus è utilizzata molto ma molto poco e per il trasporto delle merci che per quella dei passeggeri

I No Tav accusano: “Sistema di telecamere nei boschi per spiarci”

Luglio 20, 2020


Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuovasocietà. Caporedattore dal 2017. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano.

Un video ritrae il capo della Digos Carlo Ambra e altri funzionari nei boschi della Valsusa intenti a provare il funzionamento di una videocamera nascosta tra gli alberi. 

A diffonderlo i canali social di notav.info, che precisano come la Questura di Torino abbia istallato un sistema di telecamere wireless nel sentiero che da Giaglione porta in Clarea per spiare il movimento. Sistema che il Movimento che lotta contro l’Alta Velocità è riuscito a scoprire e rimuovere. 

“L’ossessione della questura torinese per i notav non ha limiti, soprattutto di budget” scrivono i No Tav, che riconducono il momento dell’installazione al periodo di quarantena per il Covid-19. “ Mentre mancavano i respiratori negli ospedali, la questura di Torino e la Digos hanno pagato un’azienda esterna (la Area SPA) per l’installazione di diversi pozzetti con ricetrasmittenti wireless, mobile, telecamere e microfoni nascoste tra i sassi dei muretti e alimentate da batterie di camion e automobili. Nello stesso periodo in cui negli ospedali mancavano respiratori e dispositivi di protezione per la salute la questura spendeva decine di migliaia di euro di soldi pubblici in questa ridicola operazione di spionaggio. Chi sono i veri criminali?” concludono gli attivisti.

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