L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 luglio 2020

Operazione Barkhane, mantiene gli interessi francesi in quell'area, i sudditi stolti al governo dell'Italia mandano 200 nostri militari a combattere la resistenza tuareg

DELIBERA SULLE MISSIONI ALL’ESTERO, LA NOVITÀ TAKUBA NEL MALI


(di Tiziano Ciocchetti)
02/07/20 

Dopo il blocco dei lavori parlamentari dovuto al COVID-19, il Governo ha presentato l’annuale delibera in merito alle missioni internazionali in cui sono impegnate le nostre Forze Armate.

Sicuramente, tra le nuove missioni, la più importante è senz’altro Takuba, in Mali, cui parteciperà un robusto contingente delle nostre forze speciali, circa 200 militari, appoggiati da 4 elicotteri da trasporto UH-90 e 4 elicotteri d’attacco AH-129D MANGUSTA.

La nuova missione coinvolgerà forze di altri paesi che andranno a cooperare con il contingente francese dell’operazione Barkhane.

Il compito ufficiale dei militari italiani sarà quello di assistere e addestrare le forze locali. Tuttavia, nell’ultimo vertice bilaterale tenutosi a Napoli prima della pandemia, il presidente francese Macron aveva chiesto espressamente all’Esecutivo italiano truppe da combattimento da inviare nel Sahel per contrastare i jihadisti tuareg.

Tralasciando lo scarso interesse strategico per l’Italia, ci soffermiamo sul carattere prettamente militare della missione.

Il numero di soldati da inviare comporterà un impiego massiccio del comparto forze speciali, che per fortuna negli ultimi anni ha subito un notevole incremento, con l’ingresso nel 2017 del 4° reggimento Ranger e del 185° RRAO nella fascia TIER1 (unità di forze speciali secondo la dottrina della NATO).


Probabilmente verrà formata una unità specifica per questo teatro operativo, come la Task Force 45 in Afghanistan, su base Nono Col Moschin e altri due reparti a rotazione (ricordiamo che il periodo di impiego in missione all’estero per le forze speciali è di 4 mesi).

I tuareg si muovono in piccolissimi gruppi su pickup 4x4, conoscono molto bene la navigazione nel deserto, colpiscono un obiettivo e si dileguano immediatamente. Quindi molta importanza rivestirà la componente aerea, con gli UH-90 del 3° REOS di Viterbo, destinati a fornire il trasporto tattico agli operatori. Il supporto di fuoco sarà garantito dai MANGUSTA, grazie al cannone a tre canne rotanti da 20 mm (sarebbe opportuno utilizzare i razzi MEDUSA da 81 mm, molto efficaci nel fuoco di saturazione) e dai missili SPIKE ER.

Per quanto riguarda i mezzi terrestri, vista la vastità e la particolare conformazione della regione, oltre ai soliti LINCE, equipaggiati con lancia-granate automatici da 40 mm, molto efficaci in caso di imboscate. Inoltre, la missione Takuba potrebbe segnare il debutto operativo dei nuovi veicoli tattici FLYER 72 4x4, in dotazione al Nono.

La missione avrà una previsione di spesa, fino al 31 dicembre 2020, pari a quasi 16 milioni di euro.

Foto: Ministère des Armées / Ministero della Difesa

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