L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 20 luglio 2020

“Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo” e la massoneria collante dei poteri

Contro la mafia: dieci citazioni di Paolo Borsellino

Dieci citazioni per ricordare il magistrato Borsellino

-19 Luglio 2020


Mai perdere la buona abitudine di parlare di uomini giusti e onesti. Oggi il nostro pensiero va tutto a Paolo Borsellino, all’uomo, al magistrato, al padre, al marito che per tutta la vita ha condotto una battaglia contro la mafia.

Il 19 luglio è una data importante nonchè dolorosa per gli italiani. In quel giorno del lontano 1992 il magistrato Borsellino perse la vita. Paolo Borsellino, eroe contemporaneo e uomo eterno, morì nel terribile agguato di cosa nostra in Via D’Amelio.

Contro la mafia: il ricordo di Paolo Borsellino

“Contro la mafia” potrebbe essere il titolo di una storia ma di quelle che devono essere raccontate sempre. La storia di Paolo Borsellino è intramontabile. È meravigliosa perchè parla della giustizia come il bene più prezioso. È anche una storia triste perchè racconta la morte di chi, al contrario, ha pensato solo alla vita degli altri.

Borsellino ha pensato alla vita altrui prima della propria vita. Ha sperato nella rinascita, pura e sincera, della Sicilia e di tutta l’Italia. Ha cercato di stroncare il morbo della criminalità organizzata. A tutti i costi voleva vedere la sua terra libera.

Non dimenticheremo mai Paolo Borsellino. Ricordiamo oggi la sua grande intelligenza, la sua grandissima memoria, la sua tenacia e il suo fortissimo senso di giustizia.


Dieci citazioni di Paolo Borsellino

Dieci citazioni del magistrato Borsellino. Dieci pensieri per ricordare un uomo straordinario.

“È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

“Io accetto, ho sempre accettato più che il rischio […] le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall’inizio che dovevo correre questi pericoli. La sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi, come viene ritenuto, in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me. E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro”.

“La paura è normale che ci sia, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, sennò diventa un ostacolo che ti impedisce di andare avanti”.
Contro la mafia: le parole del magistrato

“La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”.

“Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”.

“Giovanni, ho preparato il discorso da tenere in chiesa dopo la tua morte: “Ci sono tante teste di minchia: teste di minchia che sognano di svuotare il Mediterraneo con un secchiello… quelle che sognano di sciogliere i ghiacciai del Polo con un fiammifero… ma oggi signori e signore davanti a voi, in questa bara di mogano costosissima, c’è il più testa di minchia di tutti… Uno che aveva sognato niente di meno di sconfiggere la mafia applicando la legge”.

“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perchè il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”.

“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”.

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