L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 agosto 2020

ancora con più forza investire subito e tanto per aver fra qualche anno risultati apprezzabili nella nostra marina militare

Che cosa dicono gli analisti delle sgasate della Turchia nel Mar Nero

22 agosto 2020


La Turchia di Erdogan ha scoperto un’importante riserva di gas naturale nel Mar Nero. Fatti, numeri e analisi

Erdogan ha trovato la manna che cercava.

Non l’ha trovata però nel Mediterraneo Orientale, dove continuano le controverse esplorazioni turche che hanno messo in allarme la Grecia e un buon numero di nazioni mediterranee e non, ma nel Mar Nero.

Parlando in diretta televisiva da un sontuoso palazzo ottomano di Istanbul, il Sultano ha rivelato quel che già circolava da un paio di giorni anche nella stampa, ossia che la Turchia ha scoperto un’importante riserva di gas naturale nel Mar Nero a circa 100 miglia nautiche dalle sue coste che potrebbe contenere fino 320 milioni di metri cubi di energia.

ERDOGAN: “LA TURCHIA HA REALIZZATO LA SUA PIU’ GRANDE SCOPERTA DI GAS NATURALE NEL MAR NERO”

“La Turchia”, ha detto un Erdogan raggiante sullo sfondo di immagini che mostravano un vascello turco nel Mar Nero, “ha realizzato la sua più grande scoperta di gas naturale nel Mar Nero”.

PER L’AGENZIA MACKENZIE E’ UNA DELLE SCOPERTE GLOBALI PIU’ GRANDI DI TUTTO IL 2020

Thomas Purdie della società di consulenza Wood Mackenzie ha confermato la bontà delle parole del presidente turco, sottolineando come questa sia “la più grande scoperta mai fatta dalla Turchia, e una delle scoperte globali più grandi di tutto il 2020”.

Secondo Erdogan, la riserva inoltre potrebbe far parte di una riserva ancora più estesa. Il gas è stato trovato infatti a 2.100 metri di profondità, e il ministro dell’Energia Fatih Donmez ha promesso che le trivellazioni proseguiranno per altri 1.400 metri sotto il livello del mare, “e i dati – parola del ministro – mostrano che probabilmente raggiiugeremo del gas anche lì”

La sfida che si pone ora alla Turchia è valutare anche gli enormi costi del progetto di portare onstream il gas appena scoperto costruendo le relative infrastrutture, che non saranno bruscolini ma parecchi miliardi di dollari.

SECONDO ERDOGAN IL GAS POTREBBE ESSERE PORTATO ONSTREAM NEL 2023, MA PER GLI ANALISTI POTREBBERO VOLERCI 10 ANNI (E TANTI CAPITALI)

Un altro problema è costituito dalla tempistica, visto che Erdogan ha dichiarato che il gas potrebbe essere portato onstream già nel 2023 mentre molti analisti giurano che ci vorranno almeno dieci anni.

Ma Erdogan vuole tirare diritto perché coltiva almeno due sogni. Il primo è quello di ridurre la dipendenza energetica della Turchia dalle importazioni di Russia, Iran e Azerbaijan, e far addirittura diventare il Paese un esportatore netto.

ERDOGAN SOGNA DI FAR DIVENTARE LA TURCHIA UN ESPORTATORE NETTO DI ENERGIA E DI RIDURRE FORTEMENTE IL DEFICIT DELLE PARTITE CORRENTI

In secondo luogo, Erdogan può tirare un sospiro di sollievo per il diminuirsi di una bolletta energetica che l’anno scorso aveva raggiunto ben 41 miliardi di dollari. Ma ora, con così tanta energia da esportare, il deficit delle partite correnti non potrà che beneficiarne.

“Rimuoveremo l’attuale deficit dall’agenda del nostro paese”, è la convinzione del ministro delle Finanze Berat Albayrak.

ERDOGAN HA ANCHE PROMESSO CHE LE ESPLORAZIONI MNEL MEDITERRANEO PROSEGUIRANNO A OLTRANZA

Prima di concludere la sua apparizione televisiva, Erdogan ha promesso anche che le esplorazioni nel Mediterraneo proseguiranno a tamburo battente attraverso la nave Oruc Reis.. Nessuno, nemmeno il Segretario Usa Mike Pence incontrato domenica scorsa, è d’altronde riuscito a convincerlo dell’inopportunità di queste manovre che hanno già creato gran fibrillazione in tutta la regione e nell’Europa tutta.

Guai a venire attendono dunque il Mediterraneo Orientale, per la gioia del sultano che in queste nuove guerre per l’energia sembra provarci molto gusto.

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