L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 27 agosto 2020

Dacci oggi la nostra dose di terrore quotidiano - Le televisioni la stampa i giornalisti di professione si sono specializzati in fake news pur di adempiere al loro compito di sacerdoti della Strategia della Paura

Su Briatore. Ma la Commissione contro le Fake News esiste solo per “gli altri”

Maurizio Blondet 26 Agosto 2020 
Di Enrica Perucchietti

Dopo una giornata di insinuazioni, articoli pubblicati sui maggiori media italiani e poi ripresi a cascata da tutti gli altri – fino al New York Times[1] – insulti e dibattiti, si scopre che Flavio Briatore è ricoverato al San Raffaele per una prostatite.

«Ho solo una prostatite forte», ha confermato a Candida Morvillo del Corriere della sera, spiegando che è arrivato in ospedale la sera di domenica 23 agosto[2].

L’imprenditore dice di essere ancora in attesa dell’esito del tampone, e non può ovviamente escludere il contagio al Coronavirus, ma non è quello il motivo del suo ricovero.

[Ora risultato “positivo” al tampone, dopotutto. I tamponi non negano un positivo nemmeno alle papaie, figurarsi a Briatore, ndr.]

Eppure, i media di massa ieri hanno diffuso notizie sfacciatamente false dichiarando che Briatore era stato ricoverato in “condizioni serie” per Covid, poi che le sue condizioni erano “stabili”.

Poi dall’Espresso e dal Fatto quotidiano era partita la versione per cui avendo pagato Briatore aveva avuto accesso a un reparto non Covid in maniera quindi privilegiata. Pertanto tutti a catena a riprendere e distorcere la notizia, come nel telefono senza fili, accreditando la pista del “complotto” per cui si starebbe nascondendo la malattia di Briatore al mondo.

Infine la smentita e la versione corretta della storia: infiammazione alla prostata.

Era stata già ieri sera Daniela Santanché, amica dell’imprenditore, intervenendo a In Onda su La7, a dichiarare che Briatore era stato ricoverato per una recidiva di prostatite: «Positivo al coronavirus? Chi lo dice? In questo preciso momento posso affermare che è stato ricoverato per infezione alla prostata recidiva, l’ha avuta 3 mesi e 6 mesi fa. Io ad oggi non nessuna evidenza sull’esito del tampone e sono una delle sue migliori amiche. In condizioni serie? Una fake news»[3].

Per i colleghi del Fatto quotidiano, invece, la Santanché avrebbe vaneggiato, mettendo in discussione la versione “ufficiale” dei media mainstream… e sulla prima pagina del quotidiano di oggi va in scena lo sfottò contro i cosiddetti negazionisti: “Quelli che il Covid NON ESISTEVA“[4].

Premesso che non è mia intenzione difendere Briatore o esprimere simpatia nei suoi confronti, qua si tratta di essere obiettivi e analizzare lo stato dell’informazione nel nostro Paese.

È evidente il motivo della propaganda sporca che è andata in scena ieri: ridicolizzare l’imprenditore che ha criticato duramente le misure prese dal governo contro il contagio, far sembrare che fosse stato “punito dal karma”[5] e che si fosse ammalato. Dall’altro continuare la narrazione catastrofistica che sta andando in scena in queste settimane di terapie intensive vuote per demonizzare i giovani e mantenere alto il clima di paura.

Già, perché in queste settimane i professionisti dell’informazione hanno diffuso una sequela di notizie false, senza prendersi la briga di controllarle. Nessuna verifica, come nel caso appunto di Briatore.

Vediamo alcuni casi eclatanti.

Il falso allarme di Lopalco

Pierluigi Lopalco, l’epidemiologo capo della task force in Puglia, candidato alle Regionali, il 14 agosto 2020 in un’intervista all’Ansa[6] aveva lanciato l’allarme riguardo al ricovero di cinque ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni in “condizioni severe”: «Hanno delle polmoniti provocate dal Covid-19 e per questo è stato necessario il ricovero»[7].

I dati ufficiali, però, mostravano altro: nel Bollettino Epidemiologico Regionale, fornito ogni giorno dalla Regione Puglia, si trovavano infatti solo due ospedalizzazioni: quella di una donna 63enne ricoverata nell’unità di Malattie Infettive di Bisceglie l’11 agosto e quella di un uomo 83enne ricoverato in Rianimazione al Policlinico di Bari il 12 agosto.

Nessuna traccia, insomma, dei cinque ragazzi in “condizioni severe”.

(Lopalco non lo sa)

Le altre fake news sul ricovero di giovani dopo le folli notti in discoteca

Negli stessi giorni è stata diffusa la notizia che una ragazza rientrata a Palermo da Malta[8] avesse contratto il coronavirus e fosse stata ricoverata in terapia intensiva[9].

La direzione sanitaria competente dell’ospedale Cervello, raggiunta telefonicamente dai senatori Lello Ciampolillo e Carlo Martelli, ha invece smentito la notizia, dichiarando che «la terapia intensiva del reparto Covid è vuota»[10].

Stessa dinamica per la notizia diffusa ad agosto relativa al ricovero in terapia intensiva di una ventenne romana[11] dopo essere stata per una settimana in Sardegna e aver frequentato con le amiche alcuni famosi locali di Porto Cervo come il Billionaire, il Just Cavalli club, la discoteca The Temple e il Canteen di Poltu Quatu[12].

I quotidiani, come nei casi precedenti, hanno condiviso la notizia sottolineando l’emergenza contagi tra i giovani che, dopo le “folli notti in discoteca”, sarebbero rientrati a casa infetti alla fine delle vacanze[13], con l’evidente intento di trattare i ragazzi come “irresponsabili” e “criminali”[14], facendone l’ennesimo capro espiatorio.

Lo Spallanzani ha dovuto diffondere un comunicato per «smentire categoricamente qualunque falsa notizia relativa alla presenza di una “ventenne romana” in terapia intensiva».

Un’altra fake news riguarda la notizia del ricovero a Padova in terapia intensiva di una bambina di soli 5 anni, positiva al Covid.

Dopo aver terrorizzato l’opinione pubblica sdoganando l’idea che si sia abbassata l’età dei contagi portando proprio questo caso a esempio, il governatore veneto Luca Zaia è intervenuto per chiarire che «la patologia che l’ha portata all’interno del reparto di terapia intensiva non è il coronavirus bensì tutt’altro», parlando di una “malattia rara” di cui sarebbe affetta la piccola.

Il problema è che, come nei casi precedenti appena elencati, anche questa notizia falsa non è stata smentita dai media di massa, se non da pochissimi che hanno riportato le parole di Zaia, preferendo pertanto continuare a terrorizzare le persone.
Lo stato dell’informazione in Italia

Da quando le indiscrezioni e i pettegolezzi sono diventati notizie e si diffondono bufale, storie inventate senza verificarle?

Da quando la propaganda è ormai indistinguibile dall’informazione?

Il paradosso è che sull’ondata dell’emergenza sanitaria si è avuto il pretesto per oscurare quei contenuti sul web che non si allineano alla narrativa mainstream e si sono battezzate e istituite task force ed è stata approvata la Commissione parlamentare sulle fake news.

Queste misure repressive evidentemente non si applicano però a tutti: gli esperti dell’informazione ne sono immuni.

Siamo cioè di fronte a un bipensiero, tanto ipocrita quanto schizoide, che riecheggia il motto dei maiali ne La fattoria degli animali:

Tutti gli animali sono uguali,

ma alcuni sono più uguali degli altri.

Anche in questo caso, alcuni membri della comunità sarebbero “più uguali degli altri”: a loro sarebbe permesso manipolare l’opinione pubblica e, in particolare, coloro che sono considerati “semplici spettatori”, ossia quel gregge che va orientato nelle proprie scelte in modo che non si svegli e, soprattutto, non esprima il proprio pensiero in modo libero e critico.















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