L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 agosto 2020

Deposito di armamenti, micro esplosioni e poi i botti. Non esistono coincidenze, l'economia del paese è distrutta

Esplosione Beirut, l’esperto: “Altro che nitrato di ammonio, era un deposito di armamenti”

Danilo Coppe, fra i più importanti esperti di esplosivistica in Italia, a Fanpage.it: “Quello per me era un deposito di armamenti, non c’entra il nitrato di ammonio, che di solito fa del fumo giallo mentre lì si vede arancione e rosso. Inoltre se fossero state 2.700 tonnellate voleva dire più di 100 container di nitrato di ammonio. E 100 container non esplodevano in simultanea così, perchè il nitrato di ammonio da solo se ne sta bravo”

ATTUALITÀ 5 AGOSTO 2020 12:36 di Beppe Facchini

"No, macchè nitrato di ammonio. Quello per me era un deposito di armamenti, non c'entra il nitrato di ammonio". Danilo Coppe, è un geominerario, fra i più importanti esperti di esplosivistica in Italia e fondatore della SIAG, società di esplosivistica civile con sede a Parma, Torri, palazzi, acquedotti, ponti, campanili, eco-mostri e persino ciò che rimase, a Genova, del vecchio Ponte Morandi: numerose sono le esplosioni controllate affidate nel nostro Paese a Coppe. Che su quanto avvenuto a Beirut, non ha dubbi: "Il nitrato di ammonio fa del fumo giallo e lì si vede arancione e rosso, primo. Secondo: non erano 2.700 tonnellate, perchè se fossero state 2.700 tonnellate, voleva dire più di 100 container di nitrato di ammonio. E 100 container non esplodevano in simultanea così, perchè il nitrato di ammonio da solo se ne sta bravo".

"Per me quello era un deposito di armamenti -ribadisce Coppe-. Con circa dieci tonnellate di armamenti. Secondo il mio modesto parere il nitrato d'ammonio non c'entra nulla. Poi nella vita tutto è possibile, però io non credo sia nitrato di ammonio quello che è esploso". Il bilancio delle vittime, intanto, continua a salire in Libano, con oltre 100 morti, 4.000 feriti, centinaia di dispersi e quasi 300mila persone rimaste senza casa per via delle impressionanti esplosioni di ieri nella zona del porto di Beirut, col ministro dell'interno libanese, Mohamed Fehmi, che ha puntato il dito proprio contro una "enorme quantità di nitrato d’ammonio". Si tratta di un composto chimico molto versatile, usato per diversi scopi, fra i quali anche la fabbricazione di ordigni.

"Il nitrato di ammonio è un fertilizzante, da solo non esplode – spiega ancora Danilo Coppe – , devi additivare con altre cose per fare degli esplosivi. E quindi dubito che avessero miscelato tutto quel nitrato di ammonio per farci, così, un mega deposito di esplosivo in mezzo al porto. Nemmeno il più pazzo avrebbe mai creato un deposito di quella dimensione di quantità in una situazione così, inverosimile. Tanto più -rimarca ancora l'esperto di esplosioni- di fianco a un deposito di munizioni, perchè quelle che scoppiano non sono fuochi d'artificio. Tra un'esplosione e l'altra ci sono tutte quelle microesplosioncine a raffica. Anche quelli non erano fuochi d'artificio, insomma. E quindi uno cosa fa? Un deposito di esplosivo di fianco a una fabbrica di fuochi d'artificio? No, no. Non torna niente".

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