L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 agosto 2020

Energia pulita - Tutti i sardi devono avere l'energia gratis data dai profitti che si possono ricavare dall'eolico offshore anche delle piattaforme galleggianti


La corsa all’idrogeno parte dal vento

In Sardegna allo studio il progetto di un Parco Eolico Galleggiante a 35 chilometri dalle coste sud dell'Isola

Pubblicato il 20 Agosto 2020 ore 12:00


[Rassegna stampa] Progetto ambizioso per la Sardegna nel campo delle energie rinnovabili: Ichnusa Wind Power ha infatti presentato un piano per la realizzazione di un Parco Eolico Galleggiante che permetta in una seconda fase di avviare la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili. La struttura verrebbe posizionata a 35 km dalle coste sud occidentali della Sardegna e avrebbe già il placet degli ambientalisti.

L’orizzonte energetico è quello dell’idrogeno. Per il momento però l’obiettivo è produrre energia dal vento che soffia in mare aperto. Il tutto attraverso un parco eolico galleggiante a 35 chilometri dalla costa della Sardegna sud occidentale. Due obiettivi, a medio e lungo termine, al centro del progetto per la costruzione di un impianto che vale 1 miliardo e 400 milioni di euro ed è in grado di produrre energia per una città di 650 mila abitanti e, allo stesso tempo, idrogeno dall’acqua. Sono gli elementi fondamentali contenuti nel progetto presentato dalla Ichnusa Wind power Srl, (tra i cui soci figura la Cpi, Copenhagen Infrastructure Partners) per la realizzazione del “Parco eolico flottante nel mare di Sardegna sud Occidentale” in attesa della valutazione di impatto ambientale dal ministero dell’Ambiente e dell’autorizzazione unica dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Sostenuto dagli ambientalisti che lo definiscono «strategico per lo sfruttamento dell’energia della transizione dal carbone», e contestato dalle amministrazioni comunali e dalla Regione, il progetto prevede la costruzione dell’impianto in circa tre anni. Il funzionamento e quindi la produzione di energia avviene attraverso «42 turbine eoliche galleggianti». Nel progetto si specifica che «è stato possibile posizionare il parco eolico in acque distanti oltre 35 chilometri dalla costa della Sardegna, in modo da renderlo sostanzialmente impercettibile ad occhio nudo dalla terraferma». Giusto per fare un esempio: da Portoscuso, come chiarisce Luigi Severini, l’ingegnere che l’ha progettato «si potrebbe vedere solo con un binocolo». «In Italia abbiamo coste di pregio e di questo bisogna avere rispetto – dice Severini -. La tecnologia ci consente di allontanarci e con l’impiego di fondazioni galleggianti evitiamo di danneggiare la biocenosi dei fondali». C’è poi un altro aspetto che riguarda il piano: ossia la fase successiva. Quella relativa alla produzione di idrogeno green. «Come tutti sanno oggi la produzione di idrogeno avviene dal metano – argomenta l’ingegnere – l’obiettivo è quello di passare completamente alle rinnovabili, utilizzando l’energia prodotta dall’eolico e l’acqua, dissociando l’ossigeno dall’idrogeno». Non solo: «Il fatto che le pale eoliche sono a 35 chilometri dalla costa permette all’impianto di lavorare anche la notte. E questo aspetto non può che favorire la produzione dell’energia necessaria per ottenere poi l’idrogeno». Quanto ai numeri: «Con 5 Kw si produce 1 metro cubo di idrogeno – prosegue-. E non bisogna dimenticarsi che sono in fase di studio delle tecniche per produrre l’idrogeno già in mare con dispositivi collegati alle turbine». Il programma di interventi contempla la realizzazione delle strutture nei cantieri portuali e il trasporto attraverso rimorchiatori negli spazi dedicati. […]
Davide Madeddu, Il Sole 24 Ore

Nessun commento:

Posta un commento