L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 agosto 2020

il corrotto Pd è un insieme di consorterie, di mafie, di clan, di famigli, di massonerie, di clientele, di cordate, uniti da potere e soldi. Niente di nuovo

“Pm ignorò scandalo ‘ndrangheta in Emilia”/ Dossier 007 su intrecci Pd-Grande Aracri

Pubblicazione: 28.08.2020 - Silvana Palazzo

Intrecci tra Pd e cosca Grande Aracri? Spunta un dossier dei Servizi segreti sullo scandalo ‘ndrangheta in Emilia-Romagna che però è stato ignorato dalla Procura di Bologna

Marco Mescolini (Foto: LaPresse)

La Procura di Bologna ignorò lo scandalo ‘ndrangheta in Emilia-Romagna? Il Riformista oggi cita un rapporto dei Servizi segreti che tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 “attenzionarono” i rapporti tra la cosca calabrese Grande Aracri e i vertici del Pd di Reggio Emilia. In particolare, era finito nel mirino degli 007 il business delle mafie nella ricostruzione dopo il terremoto del 20 maggio 2020. La nota dei Servizi segreti accendeva i riflettori sulla gestione delle attività urbanistiche nella città di Reggio Emilia. Maria Sergio, moglie dell’allora capogruppo del Pd in Consiglio comunale Luca Vecchi, avrebbe avuto un ruolo “strategico” al centro di questo sistema. Nel 2014 Vecchi diventò poi sindaco di Reggio Emilia. La nota arrivò alla Procura di Bologna, in particolare al pm Marco Mescolini, ma i coniugi non furono mai interrogati dal pm, che poi nel 2018 è stato nominato dal Csm procuratore di Reggio Emilia. Secondo quanto appreso dai Servizi segreti, la cosca cutrese di Grande Aracri avrebbe rassicurato l’imprenditore Giovanni Mazzei sulla possibilità di avere appalti proprio grazie a Maria Sergio. Di questi favoritismi avrebbero beneficiato anche l’imprenditore Gaetano Papaleo, la cui moglie, Maria Lucente, è nipote di Antonio Dragone, defunto capo cosca.

INTRECCI PD ‘NDRANGHETA, “PM IGNORÒ DOSSIER 007”

I Servizi segreti avrebbero anche scoperto che Maria Sergio avrebbe favorito anche l’inserimento di un terreno edificabile di Alberto Zambelli, geometra a cui la ‘ndrangheta avrebbe affidato il compito di individuare lotti e terreni da acquistare per poi rivenderli dopo che erano diventati edificabili, con conseguente aumento di prezzo. Ma è stata anche riscontrata un’indagine dei carabinieri svolta anni prima. La donna era stata indagata nel 2006 per corruzione e abuso di ufficio nella “costola” di un’inchiesta del Ros di Bologna su appalti di Cosa nostra nel Nord Italia. Nel 2010 i carabinieri di Reggio Emilia, come ricostruito da Il Riformista, avevano trasmesso al pm Isabella Chiesi una nota riguardo un “complicato giro di società” che vedeva coinvolti esponenti del Pd, tra cui Luca Vecchi. La nota dei Servizi segreti su Maria Sergio e il Pd fu trasmessa dai carabinieri nel 2013 al procuratore di Reggio Emilia Sergio Grandinetti. I militari chiedevano il sequestro della documentazione sula vendita dei terreni segnalati dagli 007. Questo incartamento è finito sul tavolo del procuratore distrettuale di Bologna, quindi è stato girato al pm Marco Mescolini, che era titolare di un fascicolo sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emilia.

Dalle carte è emerso che Maria Sergio aveva acquistato da un prestanome del boss Francesco Macrì, poi condannato nel maxi processo Aemilia, la sua casa a Reggio Emilia. Lei e il marito Luca Vecchi però, come evidenziato da Il Riformista, non sono stati mai interrogati dal pm Marco Mescolini. Eppure, il Movimento 5 Stelle per quella vicenda aveva chiesto le dimissioni di Vecchi: presentarono diversi esposti e denunce sui dirigenti nominati da Graziano Delrio. Peraltro, su queste nomine è pendente da anni un’indagine presso la Procura di Reggio Emilia, come ricordato dal quotidiano. Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, recentemente ha presentato un’interrogazione per sapere che fine abbia fatto.

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