L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 25 agosto 2020

La Cina un paese stabilizzatore dell'economia mondiale, compensa la schizofrenia statunitense, attraverso l'attenzione che svolge facendo crescere il mercato interno. Gli utili di Huawei, Xiaomi, Oppo confermano i giusti indirizzi politici di Xi Jin Ping

Non solo Nasdaq. Hi-tech cinese snobba Covid e divieti Usa: titoli in gran corsa

24 Agosto 2020, di Mariangela Tessa

La difficoltà nella fornitura di materie prime per via della pandemia del COVID e i divieti imposti ai giganti come Huawei e Tik Tok non frenano la corsa delle azioni hi-tech cinesi. Che continuano a produrre rendimenti impressionanti in Borsa grazie alla crescita nazionale. Un apprezzamento che si confronta con il listino tecnologico per eccellenza, l’americano Nasdaq che da inizio anno ha messo a segno un rialzo del 32% facendo registrare nuovi massimi storici.


Lo rileva GlobalData, una delle principali società di dati e analisi.

“Nonostante le mosse degli Stati Uniti contro le app cinesi, l’ Invesco China Technology ETF (CQQQ), un importante indice che traccia le prestazioni di mercato delle società tecnologiche cinesi, ha riportato nell’ultimo anno (al 19 agosto 2020) un rendimento del 24,3%. L’incremento è stato dovuto principalmente a una crescente fiducia all’interno degli investitori come risultato della nuova politica del presidente cinese, Xi, che si concentra su una politica di consumi e innovazione interni per garantire una “crescita economica sicura” ha spiegato Anindya Biswas, analista di GlobalData.
Boom dei ricavi

La corsa delle azioni trova le base nel buon andamento dei ricavi. Qualche esempio. Tencent Holdings ha registrato una crescita dei ricavi su base trimestrale del 6,3% nel secondo trimestre del 2020, a seguito dell’aumento del numero di account utente attivi mensili e della crescente spesa in automobili ed elettronica di consumo.

Altri top player come Baidu e NetEase hanno registrato una crescita rispettivamente del 15,5% e del 25,9% nei loro ricavi trimestrali.

Senza considerare che negli ultimi mesi aziende cinesi come Huawei, Xiaomi e Oppo, che hanno sostituito Samsung e Apple come protagonisti nel mercato globale degli smartphone. Modelli, prezzi competitivi e domanda interna sono stati fattori di supporto.

Biswas conclude:

“Sebbene gli Stati Uniti si siano recentemente aggiunti ad Australia, Nuova Zelanda, Vietnam, Taiwan e Norvegia nell’elenco dei paesi che hanno ridotto la loro dipendenza dalla tecnologia cinese, gli investitori continuano a investire nel mercato interno. Tuttavia, l’impatto del riorientamento verso l’interno dell’economia cinese come risultato di questi blocchi e il successo della doppia circolazione del paese si vedrà nel lungo periodo “.

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