L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 23 agosto 2020

Le armi sono servite per creare nuovi equilibri sanciti poi dalla diplomazia con gli accordi di "pace" e dureranno finchè i contendenti avranno gli interessi appagati

Petrolio e gas, che cosa cambierà con l’accordo in Libia

21 agosto 2020


L’accordo per il cessate il fuoco in Libia prevede anche la ripresa della produzione e dell’esportazione di petrolio. Fatti, dettagli e commenti

L’accordo per il cessate il fuoco in Libia prevede anche la ripresa della produzione e dell’esportazione petrolifera a condizione che i proventi siano depositati e congelati in un conto speciale presso la Libyan Foreign Bank della National Oil Corporation (Noc), la compagnia nazionale petrolifera, fino a quando sia stata raggiunta “un’intesa politica complessiva in linea con le raccomandazioni del Processo di Berlino”. E’ quanto sottolinea la stessa Noc in una nota, accogliendo con favore tale decisione.

LA NOTA DELLA NOC SUL PETROLIO IN LIBIA

“La piena trasparenza e una gestione efficace sono necessarie, così come il ritorno della gestione della sicurezza delle strutture petrolifere sotto il controllo esclusivo della Noc”, si legge ancora nel comunicato. La Noc ribadisce quindi il suo “appello perché tutte le strutture siano liberate dall’occupazione militare per assicurare la sicurezza dei suoi lavoratori” e sottolinea che solo quando ciò sarà avvenuto “dovrebbe essere in grado di riavviare le operazioni di esportazione”.
GLI SCENARI PER IL GAS IN LIBIA

“Per quanto riguarda la fornitura continua di gas alle centrali elettriche di Zueitina e North Benghazi – si legge ancora nella nota – la Noc sta attualmente compiendo tutti gli sforzi possibili per fornire una nave per svuotare i serbatoi di condensa. Ciò dovrebbe consentire la prosecuzione della produzione di gas”.

DOSSIER CENTRALI ELETTRICHE

La Noc aggiunge di avere una spedizione di diesel a Bengasi mercoledì scorso per aiutare a soddisfare le esigenze delle centrali elettriche della città, “per quanto possibile nelle circostanze attuali, nonostante la grave carenza di carburante e gli enormi debiti accumulati come risultato della chiusura dei giacimenti di produzione di gas e petrolio e del blocco delle raffinerie”.

LA POSIZIONE DELLA COMPAGNIA PETROLIFERA

La compagnia petrolifera nazionale esprime infine la sua “gratitudine a tutti gli attori locali e internazionali, inclusi Unsmil e governo degli Stati Uniti, che hanno contribuito finora a realizzare progressi. La Noc continua a lavorare instancabilmente nell’interesse di tutti i libici”.

CHE COSA HA DETTO IL GOVERNO DI TRIPOLI

“In base alla responsabilità politica e nazionale, alla luce della situazione attuale che sta vivendo il Paese e la regione, e alla luce dell’emergenza coronavirus, il capo del Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez Al Sarraj, ordina a tutte le forze militari di osservare un cessate il fuoco immediato e di fermare tutte le operazioni di combattimento in tutti i territorio libici”. Lo si legge sulla pagina Facebook del Governo di Tripoli.

L’ANNUNCIO DI SARRAJ

Al Sarraj ha annunciato prossime elezioni nel Paese, ribadendo “la sua richiesta di elezioni presidenziali e parlamentari del prossimo marzo sulla base di un’adeguata base costituzionale su cui le due parti concordano”.

LE PAROLE DI SALEH

“Chiediamo a tutte le parti di osservare il cessate il fuoco immediato e fermate tutte le operazioni militari in tutta la Libia”, ha detto in una dichiarazione il presidente del parlamento libico dell’Est, Aquila Saleh. Lo riportato Al Jazeera. “Il cessate il fuoco taglia la strada a ogni ingerenza straniera e si conclude con l’uscita dei mercenari dal Paese e lo smantellamento delle milizie” ha detto ancora Saleh. “Cerchiamo di voltare la pagina del conflitto e aspiriamo ad un futuro di pace e alla costruzione dello Stato attraverso un processo elettorale basato sulla Costituzione”.

IL COMMENTO DELL’ONU

“Accogliamo con favore le dichiarazioni del Consiglio di Presidenza e della Camera dei Rappresentanti volte a un cessate il fuoco e all’attivazione del processo politico”, ha commentato la Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) in una nota dopo l’annuncio delle due parti del cessate il fuoco.

LA REAZIONE DELLA FARNESINA

L’Italia “accoglie con grande favore” il cessate il fuoco in Libia e “continuerà a svolgere il suo ruolo attivo di facilitazione per una soluzione politica alla crisi”. E’ quanto si legge in una nota della Farnesina. L’Italia “esorta tutte le parti interessate a dare un seguito rapido e fattivo al percorso delineato nei comunicati del Consiglio Presidenziale e dalla Camera dei Rappresentanti” e “auspica una concreta applicazione a tutte le articolazioni dell’industria petrolifera libica su tutto il territorio del Paese”.

LA POSIZIONE DEL GOVERNO TEDESCO

Il governo tedesco saluta con favore le prime notizie di un accordo in Libia che potrebbe portare alla tregua: “Non conosciamo i dettagli dell’accordo, ma sarebbe un primo segnale importante per la pacificazione del conflitto”, ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Adebahr, in conferenza stampa a Berlino. “Il governo tedesco spera e si aspetta che tutti gli attori coinvolti vadano avanti su questo processo con spirito costruttivo”, ha aggiunto.

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